Piramide alimentare in Zona – Dieta Zona Personalizzata Online https://dietazonaonline.com La tua dieta personalizzata sempre con te! Tue, 13 Jun 2023 08:47:44 +0000 it-IT hourly 1 Intervista sul Fatto Quotidiano su PrincessIndia https://dietazonaonline.com/intervista-sul-fatto-quotidiano-su-princessindia https://dietazonaonline.com/intervista-sul-fatto-quotidiano-su-princessindia#respond Tue, 13 Jun 2023 08:47:44 +0000 https://dietazonaonline.com/?p=13154 Pubblico qui di seguito una notizia di cronaca a proposito della quale sono stato intervistato sul Fatto Quotidiano. La mia intervista è la ultima parte. di Ennio Battista | 12 GIUGNO 2023 Il Fatto Quotidiano Si fa chiamare Princess su TikTok, ma di principesco ha solo quell’antica immagine di ricchezza che i nobili legavano anche all’abitudine di consumare carne. […]

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Pubblico qui di seguito una notizia di cronaca a proposito della quale sono stato intervistato

sul Fatto Quotidiano. La mia intervista è la ultima parte.

Si fa chiamare Princess su TikTok, ma di principesco ha solo quell’antica immagine di ricchezza che i nobili legavano anche all’abitudine di consumare carne. Tanta carne. Anzi, solo carne nel caso di India Castley di Southport, nel Merseyside in Inghilterra. Una ragazza di 19 anni che afferma di aver curato la sua acne, di aver perso trenta chili e di sentirsi al top dopo aver adottato una dieta a base di carne cruda e frattaglie. La ragazza racconta di aver smesso completamente di mangiare verdure a metà del 2022, e da circa un anno si nutre solo di bistecche crude. La giovane sostiene che questa sua nuova dieta l’ha aiutata anche a ridurre la depressione e i problemi di stomaco. Eppure, Princess seguiva prima un regime alimentare tradizionale, in cui – almeno stando alle sue parole – prevedeva il consumo di molte verdure; solo che a lei quel tipo di alimentazione la faceva sentire in uno stato “terribile”, e che solo da quando ha adottato la dieta carnivora ha cominciato a sentirsi meglio. Non ci vuole molto però a capire che questo modo di mangiare produce squilibri alimentari notevoli e, nel tempo, seri problemi di salute.

 

Il problema è che questa ragazza vanta su TikTok molti followers a cui racconta le sue giornate tipo alimentari che prevedono anche uova, midollo osseo e latticini crudi che le forniscono vitamine e sostanze nutritive. India ha dichiarato: “Per colazione tendo a mangiare una bistecca cruda con un po’ di fegato crudo e i miei latticini crudi. Per uno spuntino prendo uno snack di fegato di manzo o cuore. È raro che salti il pranzo, che cambia ogni giorno. Posso mangiare fegato, o reni. Mi piacciono anche le uova, sode o crude. Poi formaggio, latte, e anche il brodo di ossa fatto in casa: è una buona fonte di elettroliti”. Oltre alla perdita di peso e alla scomparsa dell’acne, India vanta di sperimentare particolari benefici per il suo umore: “I miei amici e la mia famiglia dicono che non mi riconoscono nemmeno più, in positivo ovviamente. Ho una motivazione per tutto. Prima riuscivo a malapena ad alzarmi dal letto. Ero sempre piena di ansia. Ero una persona molto arrabbiata e irascibile, ma questo era dovuto alla mia cattiva alimentazione che mi causava la permeabilità intestinale. Il tuo intestino è essenzialmente il tuo primo cervello. Se lo stai danneggiando, non ti sentirai molto bene quanto dovresti”.
                                                   ——————————INTERVISTA-——————————

“Confesso da nutrizionista e da psicologo di essere rimasto affascinato dalla storia che Princess India ha raccontato su TikTok”, ci dice con una punta di ironia il dottor Gabriele Buracchi, psicologo e nutrizionista.

“La ragazza afferma di mangiare solo carne cruda tra cui frattaglie, oltre a uova e latticini. Ricordiamo che i macronutrienti sono tre: carboidrati, proteine e grassi, ma alla nostra Principessa evidentemente i carboidrati non servono; davvero una persona fortunata diversa da noi comuni mortali. Immagino che mangi prodotti di allevamento intensivo, la roba che si trova al supermercato e, quindi, non avendo citato il pesce, evidentemente non introduce omega tre, grassi polinsaturi. 

A questo punto il mistero si infittisce dato che gli omega 3 sono potenti antidepressivi che possono essere un aiuto per chi abbia disturbi dell’umore, oltre ad avere molte funzioni essenziali. D’altra parte, se mangiasse pesce dovrebbe mangiarlo crudo come mangia cruda la carne, per coerenza. Ma così facendo rischierebbe l’Anisakidosi, una grave infezione.

Meglio non ingerire omega 3. A quanto pare la dieta carnivora ha migliorato anche il suo carattere. Questa è una bellissima notizia e mi rallegro con la Principessa che potrebbe comunicare la cosa al suo connazionale oltretutto di nobile lignaggio come lei, il Re Enrico VIII. Enrico VIII, oltre ad aver avuto 6 mogli era noto per essere divenuto obeso e con gravi problemi di salute, in primo luogo la gotta, tipica degli ipercarnivori con piaghe alle gambe, ma soprattutto per il suo carattere scorbutico. Enrico VIII si nutriva quasi esclusivamente di carne e quindi non ingeriva vitamina C presente in pratica solo in alimenti di origine vegetale e non sintetizzabile dal nostro organismo, ed era quindi affetto da gotta e da scorbuto di cui è morto. Non ingerendo fibre soffriva anche di stitichezze memorabili. Ma forse la nostra Principessa non solo non ha bisogno di Omega 3, ma neppure di vitamina C, oltre a non avere un eccesso di proteine nel sangue. Una bella fortuna davvero: anche qui confesso un po’ di invidia.

A chi invece non è interessato ad avere followers su Tik Tok o su altri social”, conclude Buracchi, “consiglio un’alimentazione bilanciata: molta frutta e verdura, frutta secca, olio di oliva e se si vuole un po’ di carne magra, pesce e proteine vegetali. Magari non fa diventare nobili e famosi, ma fa bene all’umore e al fisico”.

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Vitamina C https://dietazonaonline.com/vitamina-c https://dietazonaonline.com/vitamina-c#respond Fri, 03 Jun 2022 09:56:21 +0000 https://dietazonaonline.com/?p=12501 Vitamina C -acido ascorbico, acido cevitamico, ascorbina, vitamina antiscorbutica, scorbutamina, acido exuronico (idrosolubile) Molti animali, (anfibi, rettili, alcuni uccelli e mammiferi), sintetizzano vit. C a partire dal glucosio. Tra i Mammiferi, l’uomo, altri primati e la cavia non ne sono capaci per la carenza dell’enzima L-gulono-g-lattone ossidasi (GLO). La vit. C deve quindi essere assunta […]

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Vitamina C -acido ascorbico, acido cevitamico, ascorbina, vitamina antiscorbutica, scorbutamina, acido exuronico (idrosolubile)

Molti animali, (anfibi, rettili, alcuni uccelli e mammiferi), sintetizzano vit. C a partire dal glucosio. Tra i Mammiferi, l’uomo, altri primati e la cavia non ne sono capaci per la carenza dell’enzima L-gulono-g-lattone ossidasi (GLO). La vit. C deve quindi essere assunta con la dieta. In questa pagina si trattano i seguenti argomenti:

  • Una apparente stranezza.
  • Un poco di storia.
  • Arrivano le vitamine.
  • Dove si trova.
  • Dose giornaliera raccomandata.
  • Alcuni dubbi.
  • A cosa serve la vitamina C.

 

 

Una apparente stranezza.

La vitamina C assunta con la dieta viene assorbita a partire dalla bocca, nello stomaco e soprattutto a livello dell’intestino tenue grazie a un processo di diffusione passiva dipendente dal sodio. Questo sistema è molto efficiente soprattutto per basse dosi della vitamina. Con l’aumento della concentrazione di acido ascorbico, il sistema di assorbimento si riduce di efficienza fino al 16%.

Nel plasma la vitamina circola per il 90-95% come acido ascorbico e nel 5-10% come acido deidroascorbico. La vit. C viene immagazzinata nei tessuti dell’organismo, in particolare nel surrene e nel fegato. La quota plasmatica che non viene immagazzinata viene eliminata con le urine. La cosa apparentemente strana è che, dalla mappatura del nostro, come di altri, DNA è venuto fuori che nel nostro genoma possediamo la sequenza genica necessaria per la sintesi dell’enzima citato.

Perché allora dobbiamo assumere la vit.C dalla dieta? Perché la sequenza genica deputata alla sintesi del GLO è disattivata e a parte dell’insieme delle informazioni genetiche che compongono quello che viene molto impropriamente chiamato DNA spazzatura. Questo dipende probabilmente dal fatto che avendo iniziato a consumare alimenti ricchi di vit. C, l’organismo ha trovato questo metodo meno dispendioso che non produrre la vitamina direttamente.

Un poco di storia

Sintomi dello Scorbuto

Con l’affermarsi delle navigazioni trans-oceaniche di lunga durata, comincia a manifestarsi in modo drammatico una malattia gravissima che porta anche alla morte, lo Scorbuto. Nel 1499 l’esploratore portoghese Vasco de Gama perse 116 dei suoi 170 uomini d’equipaggio per lo scorbuto, mentre nel 1520 l’esploratore Ferdinando Magellano ne perse 208 su 230.

Fino al 1795, era più facile che i marinai morissero di scorbuto piuttosto che per le ferite in battaglia, gli annegamenti o tutte le altre cause combinate. Eppure la cura era disponibile da almeno duecento anni prima dell’anno in cui fu applicata. Già nel 1593 l’esploratore britannico sir Richard Hawkins aveva suggerito una cura a base di arance amare e limone come “di grande aiuto contro questa patologia”.

Analogamente, nell’aprile del 1601, dopo quattro mesi in mare, il capitano James Lancaster, al comando di una flotta di quattro navi, notò che mentre gli equipaggi di tre navi soffrivano dello scorbuto, lo stesso non era accaduto ai marinai a bordo della sua nave che avevano bevuto dosi quotidiane di succo di limone. Ancora, nel 1636, John Woodall, il cosiddetto “padre dell’igiene navale”, scrisse un trattato nel quale descriveva le virtù del succo di limone e lo indicava come cura per il temutissimo scorbuto.

Il dr. James Lind sulla Salisbury

Si arriva così al 1753, quando il medico scozzese James Lind pubblicò i risultati di uno studio controllato su due gruppi di marinai in navigazione; l’evidenza fu innegabile. Tuttavia ci vollero ancora quarantadue anni prima che l’Ammiragliato inglese adottasse finalmente limone e lime come rifornimenti standard sulle navi. Risultarono utili anche estratti di aghi di pino e verdure. Gli effetti furono immediatamente evidenti. Quando arrivò la battaglia di Trafalgar (1805), gli equipaggi delle navi inglesi godevano di condizioni di salute migliori rispetto alle controparti francesi, indebolite dallo scorbuto. Sicuramente avranno influito le innovative strategie di battaglia di Nelson nel garantire la vittoria britannica, ma a mettere in pratica le strategie furono equipaggi in ottime condizioni di salute grazie all’uso del… limone!

A parte questo, lo scorbuto è una delle malattie note da più tempo, basta dire che si trovano sue descrizioni nell’Antico Testamento e negli scritti di Plinio il Vecchio. La prima descrizione precisa del “flagello” è del signore di Joinville nella sua narrazione della crociata di San Luigi in Egitto nel XIII secolo.

Nel Medio Evo, lo scorbuto si manifestava  a livello endemico nei paesi del Nord Europa durante i mesi invernali, periodo in cui il consumo di ortaggi verdi è molto ridotto. I sintomi della malattia sono ben definiti: comincia con stanchezza e si manifesta in seguito con edemi delle braccia e delle gambe, quindi con emorragie: sanguinamento dal naso e dalle gengive ed ecchimosi sottocutanee. I denti fuoriescono dalle radici, dondolano e talvolta cadono. Incapaci di restare in piedi, i soggetti colpiti muoiono di sfinimento o per complicanze respiratorie infettive.

Arrivano le vitamine.

Nel 1912 Funk (l’inventore del termine vitamina), ipotizzo che in queste e altre piante ci fosse una sostanza idrosolubile ad azione antiscorbutica, che venne battezzata “vitamina C” nel 1921, pur non essendo ancora stata isolata.  Cominciarono la ricerca due gruppi di studiosi.

Nel 1928 Albert  Szent-Györgyi, negli Stati Uniti, era riuscito a isolare l’ acido hexuronico dal surrene di un modello animale e ne aveva studiato le proprietà antiscorbutiche. Cercava, senza troppo successo, di capire se questo acido potesse essere identificato con la vit. C. Nel frattempo Charles G. King studiava l’effetto antiscorbutico del succo di limone e aveva isolato da quest’ultimo un acido che lui stesso aveva battezzato acido ascorbico. Tra questi due laboratori faceva la spola Joseph L. Svirbely che fornì a King un campione dell’acido hexuronico di Szent-Györgyi. Il 4 aprile 1932, King riuscì a dimostrare che i due acidi erano la stessa cosa: la misteriosa vitamina C. Con due settimane di ritardo, anche Szent-Györgyi arrivò alla medesima conclusione.

Il nome rimase quello dato da King – acido ascorbico – ma fu solo Szent-Györgyi a ricevere il premio Nobel nel 1937 per la scoperta della vitamina C. A parte il nome, senza saperlo, era arrivato al composto diversi anni prima, ma l’esclusione di King dal riconoscimento suscitò diverse polemiche, ancora oggi molto accese, tanto che si tende ad accreditare a tutti e tre i ricercatori, compreso Svirbely, il merito della scoperta. A  Szent-Györgyi va poi riconosciuto anche il merito di aver mandato un campione del suo acido hexuronico a Sir Walter Norman Haworth, un biologo di Londra, che nel 1934 riuscì a sintetizzare la Vitamina C in laboratorio, impresa per cui anche lui si aggiudicò il Nobel per la chimica nel 1937.

Dove si trova.

La vit. C si trova prevalentemente in alimenti vegetali e solo marginalmente nel fegato (frattaglia) e nel latte. Rilevanti per l’apporto di acido ascorbico (vit.C): agrumi, anche se non sono i frutti pià ricchi. Importanti altri frutti aciduli (come i kiwi e le mele), peperoni, prezzemolo, cavoli, fragole ecc.

È sensibile all’ossigeno, al calore e alla luce. È molto delicata e deperisce con conservazione e varie manipolazioni. È termolabile e in seguito a cottura molta viene persa, altra viene danneggiata dall’esposizione all’ossigeno. Viene assorbita nell’intestino tenue.

Se assente o quasi nella dieta (avitaminosi o ipovitaminosi), insorge lo scorbuto, che tuttavia avviene dopo settimane o mesi – a seconda della pienezza delle scorte nel fegato e nel surrene.

Dose giornaliera raccomandata (RDA, Recommended Daily Allowance):

Bambini fra 1 e 3 anni: 15 milligrammi al giorno;

Bambini fra i 4 e gli 8 anni: 25 mg al giorno;

Bambini fra i 9 e i 13 anni: 45 mg al giorno;

Ragazzi fra i 14 e i 18 anni: 75 mg al giorno;

Ragazze fra i 14 e i 18 anni: 65 mg al giorno, 80 se in gravidanza e 115 durante l’allattamento;

Uomini sopra i 19 anni: 90 mg al giorno;

Donne sopra i 19 anni: 75 mg al giorno, 85 se in gravidanza e 120 durante l’allattamento.

Alcuni dubbi.

Secondo il 2 volte premio nobel Linus Pauling che ha studiato l’argomento, il fabbisogno di vit. C è intorno ai 10 grammi al giorno. Le dosi raccomandate nelle RDA sarebbero in realtà solo sufficienti ad evitare lo scorbuto. Naturalmente Pauling non è il solo a sostenere questo, e molti altri studiosi consigliano dosi di alcuni grammi al giorno di vit.C.. Tra questi il dr Domenico Mastrangelo, uno dei massimi  esperti di vit.C in Italia.

Il problema è che ingerire grosse dosi di vit.C solo dagli alimenti è praticamente impossibile. Tanto per fare un esempio, se volessi ingerire anche solo un grammo di questa vitamina dal succo d’uva, uno degli alimenti che ne sono più ricchi, dovrei bere circa 3 etti di questo succo. Diventa quindi necessario l’uso di integratori. Questo potrebbe far sorgere il sospetto che queste posizioni siano pilotate dalle aziende farmaceutiche ma, fortunatamente, se si va a ricercare il prezzo al chilo della vit.C ci si accorge che è talmente basso da non costituire assolutamente un business. 

Sotto riporto, sempre citando articoli scientifici, i campi di applicazione della vitamina, in modo che ognuno sia in grado di scegliere e decidere da solo. Preciso che i campi in cui la vit.C si è dimostrata utile ed importante sono molti di più. Mi sono limitato ai fatti piè evidenti e dimostrati in modo inoppugnabile.

 

Qui il link al PDF del libro di Linus Pauling     Consigliato

 

Nel 2000, l’Institute of Medicine de U.S. National Academy of Sciences ha fissato un  UL (livello Massimo tollerabile) per gli adulti di 2000 mg (2g.)/die. Tale quantità fu scelta perché studi sull’uomo avevano riportato diarrea e altri disturbi gastrointestinali a dosi superiori ai 3g./die. Questo è il livello degli effetti avversi più basso osservato, il che significa che altri effetti avversi sono stati osservati a dosi più elevate.

In realtà l’unico vero effetto avverso che si verifica con l’ingestione di grossi dosi di vitamina C pare essere la diarrea, che si interrompe immediatamente riducendo un poco la dose assunta.

Nel 2006 la European Food Safety Authority (EFSA) ha riesaminato la questione, concludendo che non ci sono prove sufficienti per stabilire una UL per la vitamina C. Il Japan National Institute of Health and Nutrition ha esaminato lo stesso problema nel 2010 e ha tratto la stessa conclusione.

Alcuni dati fanno sorgere molti dubbi, a parte quanto affermato da Linus Pauling. Ad esempio, si scopre che un cane di razza “pastore tedesco”, (un maschio pesa tra 30 e 40 kg, meno una femmina) produce mediamente 4000 mg (4 g) di acido ascorbico al giorno. Se quindi pesasse circa 70kg., quanto un uomo medio, ne produrrebbe  8g..

Sappiamo poi che un ratto, in rapporto al peso di 70 kg di una persona, ne produrrebbe 2 g al giorno e fino a 15 g sotto stress, mentre una ipotetica mosca di 70 kg ne produrrebbe 10 g al giorno. Le capre, invece, producono circa 15.000 mg (15 g) al giorno di questa vitamina – cioè quello che si potrebbe assumere mangiando 30 Kg!!! di arance.

In natura, i gorilla assumono in media 4,5 g di vitamina C al giorno. Per star bene, le scimmie ne hanno bisogno di circa un grammo al giorno. Secondo uno studio, una scimmia media di 7,5 kg (un decimo del nostro peso) assume 600 mg al giorno di vitamina C.

Eppure il Ministero della Salute, per l’uomo, ne raccomanda 90 mg al giorno.

Una sproporzione difficilmente spiegabile. 

A cosa serve la vitamina C.

Parlare delle funzioni svolte dalla vitamina C è molto difficile data la sua importanza straordinaria che va ben oltre lo scorbuto. Cercherò comunque di dare delle indicazioni di massima lasciando ai singoli il compito di approfondire gli argomenti che li interessano. La bibliografia inserita qui sotto ha solo un valore indicativo, dato che le pubblicazioni sulla vitamina C sono migliaia.

Basta dire che digitando su PubMed Vitamin C si trovano 3221 pubblicazioni solo per l’anno 2021. In tealtà la vit. C svolge molteplici funzioni nell’organismo.

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È FONDAMENTALE PER LA PELLE.

Dipende dal fatto che serve alla sintesi di alcuni suoi costituenti e la protegge dagli effetti nocivi dei raggi UV. Incrementa inoltre la capacità di cicatrizzazione e previene l’invecchiamento della pelle.

1) Vitamin C and Immune Function. La vitamina C supporta la funzione di barriera epiteliale contro i patogeni e promuove l’attività di scavenging ossidante della pelle, proteggendo così potenzialmente dallo stress ossidativo ambientale.

2) The Roles of Vitamin C in Skin Health.  Questa recensione discute i potenziali ruoli della vitamina C nella salute della pelle e riassume la ricerca in vitro e in vivo fino ad oggi. Confrontiamo l’efficacia dell’assunzione nutrizionale di vitamina C rispetto all’applicazione topica.

3) Role of Vitamin C in Skin Diseases. La vitamina C (acido ascorbico) svolge un ruolo importante nel mantenimento della salute della pelle e può promuovere la differenziazione dei cheratinociti e diminuire la sintesi di melanina, portando alla protezione antiossidante contro i fotodanneggiamenti indotti dai raggi UV.

4) The effect of Vitamin C on melanin pigmentation – A systematic review.  Questa revisione sistematica discute gli studi condotti per valutare l’effetto della vitamina C sulla pigmentazione della melanina. L’obiettivo principale era valutare l’effetto della vitamina C sulla pigmentazione della melanina.

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È IMPORTANTE CONTRO VARI TIPI DI CANCRO.

La sua importanza riguarda sia la prevenzione che la terapia del cancro.

1) Intravenous vitamin C in the supportive care of cancer patients: a review and rational approach. Questo articolo esamina la vit. C per via endovenosa (IV C) nella cura del cancro e offre un approccio razionale per consentire a medici oncologi e professionisti integrativi di fornire in sicurezza IV C combinata con vitamina C orale ai pazienti. L’uso di IV C è un intervento di supporto sicuro per ridurre l’infiammazione nel paziente e migliorare i sintomi legati alla carenza di antiossidanti, ai processi patologici e agli effetti collaterali dei trattamenti standard contro il cancro.

2) Vitamin C in Stem Cell Reprogramming and Cancer. Dato che la disregolazione epigenetica è un noto fattore di malignità, la vit. C può svolgere un nuovo ruolo come agente antitumorale epigenetico.

3) Targeting cancer vulnerabilities with high-dose vitamin C. Gli studi hanno dimostrato che la vit. C farmacologica prende di mira molti dei meccanismi che le cellule tumorali utilizzano per la loro sopravvivenza e crescita. In questo articolo di Opinion, discutiamo di come la vit. C può colpire tre vulnerabilità condivise da molte cellule tumorali: squilibrio redox, riprogrammazione epigenetica e regolazione del rilevamento dell’ossigeno.

4) Vitamin C versus Cancer: Ascorbic Acid Radical and Impairment of Mitochondrial Respiration? Uno specifico effetto antitumorale può essere ottenuto ad alte dosi di terapia con vit. C.

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5) High-dose intravenous vitamin C, a promising multi-targeting agent in the treatment of cancer. Prove crescenti indicano che la vit. C ha il potenziale per essere un potente agente antitumorale quando somministrata per via endovenosa e in dosi elevate (IVC ad alte dosi)

6) Intravenous High-Dose Vitamin C in Cancer Therapy. Articolo particolarmente interessante che ricostruisce la storia dell’importanza e dell’ utilizzo della vit. C nei casi di Cancro. L’articolo ci dice che un numero crescente di studi preclinici sta mostrando come la vitamina C ad alte dosi possa giovare ai malati di cancro.

7) Vitamin C deficiency in cancer patients.  L’articolo rileva che la carenza di vitamina C è comune nei pazienti con cancro avanzato e i fattori più importanti che determinano i livelli plasmatici sono l’assunzione con la dieta e i marcatori della risposta infiammatoria. I pazienti con basse concentrazioni plasmatiche di vitamina C hanno una sopravvivenza più breve.

AUMENTA L’ELIMINAZIONE DEL COLESTEROLO TRASFORMANDOLO IN ACIDI BILIARI.

1) Cholesterol: Vitamin C Controls Its Transformation to Bile Acids. Facilita l’assorbimento del ferro. In caso di anemia somministrare Ferro con acido ascorbico per favorire l’assimilazione

HA AZIONE ANTINFIAMMATORIA E STIMOLA LA FUNZIONE IMMUNITARIA.

1) Ascorbic Acid: its role in immune system and chronic inflammation diseases. La vit. C è importante in tutte le condizioni stressanti legate a processi infiammatori e che coinvolgono l’immunità.

2) Antioxidant vitamins and their effect on immune system. La supplementazione di vit.C ha dimostrato di ridurre la durata e la gravità delle infezioni delle vie respiratorie superiori, compreso il raffreddore. Inoltre, è stato suggerito che esiste una stretta relazione tra la carenza di vitamine e malattie infettive come la tubercolosi, l’AIDS e la SARS CoV-2, nonché le malattie infettive diffuse attraverso il sistema respiratorio e digerente.

HA AZIONE ANTIVIRALE ED ANTIBATTERICA.

1) Vitamin C and Immune Function. La carenza di vitamina C provoca un’immunità ridotta e una maggiore suscettibilità alle infezioni. A loro volta, le infezioni hanno un impatto significativo sui livelli di vitamina C a causa dell’aumento dell’infiammazione e del fabbisogno metabolico.

2) Immunomodulatory and antimicrobial effects of vitamin C. Articolo molto ampio, interessantissimo, assolutamente da leggere.

3) Vitamin C Protects Against Coronavirus L’articolo uscito nel gennaio 2020 ci dice che la pandemia di coronavirus può essere drasticamente rallentata, o fermata, con l’uso immediato e diffuso di alte dosi di vitamina C.

È UN ANTIDEPRESSIVO.

1) Antidepressant effect of vitamin C. Lo studio riporta Il completo recupero da depressione idiopatica verificato in tutti i pazienti dopo trattamento con acido ascorbico intravenoso.

IMPORTANTE PER LE FUNZIONI COGNITIVE.

1) Plasma Vitamin C Concentrations and Cognitive Function: A Cross-Sectional Study. È stata trovata un’associazione significativa tra le concentrazioni plasmatiche di vitamina C e le prestazioni su compiti che coinvolgono attenzione, concentrazione, memoria di lavoro, velocità decisionale, richiamo ritardato e totale e riconoscimento.

2) Vitamin C supplementation promotes mental vitality in healthy young adults: results from a cross-sectional analysis and a randomized, double-blind, placebo-controlled trial. L’integrazione di vit. C ha aumentato la motivazione al lavoro e la concentrazione dell’attenzione e ha contribuito a migliorare le prestazioni nei compiti cognitivi che richiedono un’attenzione prolungata.

MOLTO UTILE NEI GRANDI USTIONATI E NELLE RIANIMAZIONI.

1) Vitamin C may reduce the duration of mechanical ventilation in critically ill patients: a meta-regression analysis. Sono state trovate prove evidenti che la vitamina C riduce la durata della ventilazione meccanica,

INIBISCE LA FORMAZIONE DI NITROSAMMINE.

1) Effects of vitamins C and E on N-nitroso compound formation, carcinogenesis, and cancer. L’articolo descrive le proprietà dei composti N-nitroso (NNC) e delle vitamine C ed E. L’autore esamina la capacità delle vitamine C ed E di inibire la formazione di NNC nei sistemi chimici, nelle carni conservate con nitriti, negli animali da esperimento e nell’uomo. Le vitamine dietetiche C ed E hanno entrambe prodotto dal 30% al 60% di inibizioni nella maggior parte degli esperimenti di carcinogenesi che impiegano cancerogeni preformati.

RUOLO NELLE MALATTIE INFETTIVE.

1) Vitamin C and Infections. Un totale di 148 studi sugli animali ha indicato che la vitamina C può alleviare o prevenire le infezioni causate da batteri, virus e protozoi. L’infezione umana più studiata è il comune raffreddore. La somministrazione di vit. C non riduce l’incidenza media di raffreddori nella popolazione generale, ma ha dimezzato il numero di raffreddori nelle persone fisicamente attive.

HA EFFETTO DISINTOSSICANTE ANCHE CONTRO AVVELENAMENTI.

 1) Cardiotoxicity of some pesticides and their amelioration. Questa revisione identifica 24 agenti miglioratori che sono stati utilizzati con successo per gestire 60 casi di cardiotossicità dovuta a pesticidi. Gli agenti più efficaci erano la vitamina C, la curcumina, la vitamina E, la quercetina, il selenio, la crisina e l’estratto di aglio. La vitamina C ha mostrato effetti migliorativi in un’ampia gamma di tossicità.

HA RUOLO ANTIOSSIDANTE.

1) The antioxidant role of vitamin C. Questa recensione presenta prove che supportano l’importanza della vitamina C come componente dei meccanismi protettivi antiossidanti complessivi che si trovano nelle cellule e nei tessuti. I dati sono coerenti e costituiscono un forte consenso per studiare l’importanza della funzione antiossidante della vitamina C nel mantenimento della salute umana.

CANCRO DELLA PELLE.

Di particolare interesse due articoli che trattano l’uso della vit.C per uso esterno nella terapia del cancro della pelle:

1) Randomized trial of topical ascorbic acid in DMSO versus imiquimod for the treatment of basal cell carcinoma – ScienceDirect. I ricercatori ci dicono che i risultati dimostrano che l’acido ascorbico concentrato in DMSO è una preparazione topica ben tollerata, poco costosa e facile da usare che garantisce studi clinici più ampi come trattamento di prima linea adatto per BCC. Data la sua semplicità e la mancanza di ipopigmentazione residua può trovare particolare vantaggio per le lesioni del viso dove le problematiche di cicatrizzazione chirurgica e cosmesi possono essere di fondamentale importanza.

2) Complete response of cutaneous SCC to topical treatment with ascorbic acid solution: A case report. Si tratta di un interessante studio italiano (Bologna e Reggio Emilia) che illustra la guarigione di un caso di tumore della pelle dell’orecchio esterno con vit.C per uso topico. Contiene molte foto

 

Cosa sono le Vitamine? Generalità

Vitamina A

Vitamina C

Vitamina D

Vitamina E

Vitamine del gruppo B

Vitamina B1

Vitamina B 17

 

                                                         

 

 

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Vitamina A https://dietazonaonline.com/vitamina-a https://dietazonaonline.com/vitamina-a#respond Mon, 30 May 2022 04:57:38 +0000 https://dietazonaonline.com/?p=12486 La vitamina A, liposolubile, dove si trova e quali funzioni svolge

L'articolo Vitamina A sembra essere il primo su Dieta Zona Personalizzata Online.

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VITAMINA A o Retinolo, Acido retinoico, Retinaldeide (liposolubile).

Di origine sia vegetale che animale, ampiamente presente negli alimenti, raramente carente nella dieta; l’eccesso può essere nocivo ed avere complicanze anche gravi, soprattutto per il feto della donna incinta. Proviene soprattutto da fonti nutrizionali di origine animale (fegato, tuorlo d’uovo -dove sono presenti anche dei carotenoidi-, nei crostacei, nel latte intero, nel burro e nel formaggio) ma può essere sintetizzata nell’intestino partendo dal β carotene, un precursore/provitamina di origine prevalentemente vegetale (colore giallo-arancio), appartenente al vasto gruppo dei carotenoidi (oltre 600 tipi).

È importante per la vista, la crescita e il differenziamento dei tessuti, la divisione cellulare, la riproduzione e l’immunità. Inoltre è nota per le sue proprietà antiossidanti.

La vitamina A è introdotta nell’organismo attraverso gli alimenti in due forme: direttamente come vitamina A (retinolo), attraverso cibi di origine animale e come provitamina A (carotenoidi), precursore della vitamina, mediante cibi di origine vegetale

Il precursore viene convertito in vitamina A all’interno dell’intestino tenue e poi va a depositarsi nel fegato che provvederà, in base alle esigenze dell’organismo, a immagazzinarlo oppure a rilasciarlo poco alla volta legato ad una proteina che lo trasporta nel sangue. Le due fonti di vitamina A non si equivalgono, il nostro organismo assorbe meglio il retinolo derivato dalle fonti animali.

Ci sono anche altri tipi di carotenoidi reperibili negli alimenti che però non vengono convertiti in vitamina A, ma che sono comunque importanti: licopene, luteina e zeaxantina.

Il β carotene viene trasformato in vitamina A grazie ad un enzima che, per ogni molecola di β carotene, ricava due unità di vitamina A. I cibi ricchi di β carotene sono prevalentemente vegetali gialli, arancioni e rossi, carote, zucca, albicocche, patate dolci, meloni, ma anche le verdure a foglia verde scuro (spinaci, broccoli, cicoria, bieta ecc.)

Questa vitamina viene immagazzinata nel fegato, garantendo il buon funzionamento del corpo fino a uno o due anni, in un soggetto sano e ben nutrito. È essenziale per le cellule epiteliali, la crescita delle ossa e dei denti, lo sviluppo sessuale nell’adolescente e la fertilità nell’adulto.

Aumenta la resistenza alle infezioni rinforzando il sistema immunitario, assicura un buon funzionamento della vista e permette la visione crepuscolare, protegge la pelle dai danni causati dall’esposizione al sole ed ha un potente effetto antiossidante dato che combatte i radicali liberi, contrasta gli effetti dannosi provocati dall’inquinamento e dal fumo e sembra esercitare un ruolo protettivo sul cancro alla prostata ed altri tumori.

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Una delle manifestazioni cliniche più evidenti della carenza di vitamina A  nell’uomo è una grave cecità notturna o xeroftalmia. Oltre a questo è noto che la vitamina A nutre i capelli e contribuisce a ritardarne l’invecchiamento. La carenza ha effetti negativi sui capelli, che si traducono in alterazioni delle ghiandole sebacee, nella formazione di forfora e di capelli secchi e nel costante e sempre più evidente ispessimento del cuoio capelluto.

FABBISOGNO GIORNALIERO (vit A o retinolo) è di circa 0,6-0,7 mg,(o 600-700 µg) che possono aumentare fino a 0,95 mg (o 950 µg) durante l’allattamento. Sensibile al calore, molte delle sue caratteristiche vengono perse durante la cottura dei cibi. Meglio dunque consumarli crudi o dopo averli sottoposti a una breve cottura.

Alcuni studi che consiglio.

1) THE BIOLOGICAL FUNCTION OF VITAMIN A ACID  testo in PDF del 1960, parla in maniera completa della vitamina A. Consigliato

2) THE FUNCTION OF VITAMIN A: CURRENT CONCEPTS solo abstract del 1983, ma espone in modo sintetico tutte le informazioni più importanti. Consigliato

3) VITAMIN A testo in PDF del 2017, contiene tutto quello che serve sapere sulla vitamina A. Consigliato

4) AN UPDATED COMPREHENSIVE REVIEW ON VITAMIN A AND CAROTENOIDS IN BREAST CANCER: MECHANISMS, GENETICS, ASSESSMENT, CURRENT EVIDENCE, AND FUTURE CLINICAL IMPLICATIONS articolo completo, del 2021.  Questa recensione fornisce informazioni sui ruoli preventivi e terapeutici della vitamina A e dei carotenoidi nello sviluppo e nella progressione del cancro al seno. Consigliato

5) VITAMIN A AND APOPTOSIS IN PROSTATE CANCER solo abstract del 2002,  spiega come la vitamina A e i suoi analoghi naturali e sintetici (retinoidi) inducono l’apoptosi nelle cellule tumorali della prostata in vitro e in modelli animali, principalmente attraverso l’induzione del recettore beta dell’acido retinoico (RARbeta). Consigliato

6) VITAMIN A AND RISK OF BLADDER CANCER: A META-ANALYSIS OF EPIDEMIOLOGICAL STUDIES articolo completo del 2014, risultati di questa meta-analisi indicano che un’elevata assunzione di vitamina A era associata a un minor rischio di cancro alla vescica. Consigliato

Cosa sono le Vitamine? Generalità

Vitamina A

Vitamina C

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Vitamina B1

Tutti i gravi danni prodotti alla salute dalla TV

 

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Come sa bene chiunque cucini, la trasformazione degli alimenti generalmente include molti e diversi passaggi. Ci sono infatti numerose fasi di lavorazione come lavaggio, taglio, essiccazione, frittura, fermentazione, cottura.

Durante queste fasi di lavorazione possono formarsi alcuni composti tossici.

L’Acrilammide (AA) è una di queste sostanze tossiche indotte dal calore (ad alta temperatura) che può essere sviluppata negli alimenti contenenti amidi(1) principalmente attraverso la cosiddetta reazione di Maillard(2). Questa reazione avviene in cibi al forno, fritti, alla griglia, tostati e arrostiti.

Come ci dice uno studio molto ampio(3), l’ AA non è, infatti, un componente del cibo ma si forma durante la lavorazione a caldo.

Le vie di formazione di AA durante l’elaborazione possono essere spiegate sulla base di diverse ipotesi che sono risultate più rilevanti e probabili in una situazione di elaborazione. Secondo gli studi ci sono due percorsi più accettati; la via della già citata reazione di Maillard e la via dell’acroleina.

La formazione di AA attraverso la reazione di Maillard è conosciuta come la via principale ed ha come base la reazione tra amminoacidi liberi e zuccheri riduttori.

Inoltre, Eriksson(4) ha riportato che il fruttosio aumenta il contenuto di AA di circa due volte rispetto ad altri zuccheri riducenti perché contiene due gruppi α-idrossilici anziché uno come nel caso di altri zuccheri come il glucosio.

La via dell’acroleina è la seconda modalità più accettata di formazione di AA. L’AA viene generato dall’olio quando viene riscaldato a temperature sopra il punto di fumo. Inizialmente, l’olio viene idrolizzato in glicerolo e acidi grassi, seguiti dall’eliminazione dell’acqua dal glicerolo e dalla produzione di acroleina tramite il meccanismo degli ioni di carbonio catalizzato dall’acido eterolitico

Gli oli, che sono altamente insaturi e hanno un punto di fumo più basso, portano alla formazione di acroleina.

Ma al di là della teoria cose significa nella pratica?

Significa che gli alimenti a rischio sono quelli che contengono amidi, e quindi pane, pizza, biscotti, fette biscottate, cracker e anche corn-flakes. Già da questa lista comprendiamo che se si hanno abitudini alimentari quotidiane che seguono le indicazioni delle pubblicità televisive, siamo a rischio.

L’Acrilammide si forma quando i cibi vengono cotti ad alte temperature cioè circa 120 gradi, oppure sottoposti a frittura. Non solo i prodotti industriali dunque sono a rischio, anche se di solito sono i peggiori anche per altri motivi, ma anche quelli che prepariamo in casa, come le classiche patate fritte o al forno. Persino il caffè è a rischio Acrilammide, a causa della tostatura dei chicchi che avviene ad alte temperature.

Non stiamo a parlare dei cibi che si trovano nei Fast Food dato che si tratta di Cibo-Spazzatura per definizione.

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Le ricerche si sono concentrate sui diversi effetti sulla salute dell’AA per la sua elevata tossicità. L’AA pare quindi responsabile di neurotossicità, genotossicità, cancerogenicità, epatotossicità e tossicità riproduttiva per l’uomo e gli animali. L’AA e la sua tossicità sono state valutate dall’Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro (IARC) e dal Comitato congiunto FAO/OMS di esperti sugli additivi alimentari (OMS/JECFA.

Secondo i loro risultati, l’assunzione umana media è stimata in 0,4 μg/kg di peso corporeo/giorno a partire dai due anni di età, sebbene il consumo possa variare generalmente da 0,3 μg/kg di peso corporeo/giorno a 5 μg/kg di peso corporeo/giorno. La stima dell’assunzione umana media giornaliera era di 1 μg/kg di peso corporeo/giorno e può essere di 4 μg/kg di peso corporeo/giorno per i consumatori elevati .

L’AA è un neurotossico, e può provocare sia un’intossicazione accidentale o un’esposizione professionale cronica che colpisce il sistema nervoso centrale (SNC) e il sistema nervoso periferico (SNP) nei roditori e nell’uomo.

L’effetto tossico dipende dal tempo di esposizione e dal dosaggio. Lavoratori altamente esposti in Cina hanno mostrato sintomi di neuropatia periferica come debolezza dei muscoli scheletrici, formicolio di mani e piedi e atassia.

Inoltre, la degradazione delle terminazioni nervose porta all’indebolimento delle funzioni cognitive e al danneggiamento della corteccia cerebrale, del talamo e dell’ippocampo.

L’AA è un clastogeno ad azione diretta, cioè causa anomalie nei geni che portano alla genotossicità. Nei mammiferi si ha la conversione metabolica dell’AA in glicididamide (GA) che provoca effetti mutageni. Anche le cellule mammarie umane sono suscettibili alla tossicità del GA.

Un altro studio, italiano, si è occupato specificatamente dell’AA e delle sue conseguenze nei bambini ed i risultati (non esprimo giudizi ma riporto i dati) sono:  

Questo studio si proponeva di accertare la concentrazione di AA nei prodotti alimentari destinati ai lattanti per valutare l’esposizione alimentare a questo contaminante alimentare. I livelli di AA sono stati determinati mediante GC/MS e bromurazione e l’esposizione alimentare è stata valutata con un metodo probabilistico basato sulla simulazione Monte Carlo.

I risultati hanno mostrato che la probabilità di un’esposizione cancerogena è del 94%, 92% e 87%, rispettivamente, per i bambini di 6, 12 e 18 mesi, suggerendo la necessità di ritardare l’introduzione dei prodotti da forno nella dieta di bambini svezzati.

La tossicità dell’AA è stata scoperta nel 2002, cioè circa 20 anni fa al momento in cui scrivo.

Non mi risulta che in pratica sia stata presa alcuna misura per informare e proteggere le persone da parte del sedicente Ministero della Salute o da altri organi competenti.

Note e bibliografia

1) L’amido è un composto organico della classe dei carboidrati (o glucide polisaccaride), comunemente contenuto in alimenti come pane, pasta, riso, patate, caratterizzato da un gran numero di unità di glucosio polimerizzate.

2) Si tratta di una serie complessa di fenomeni che avvengono a seguito dell’interazione di zuccheri e proteine durante la cottura. I composti che si formano con queste trasformazioni sono caratterizzati dal colore bruno e dal caratteristico odore di crosta di pane appena sfornato. La reazione deve il suo nome a Louis Camille Maillard (1878-1936), chimico francese che la studiò per primo.

3) D.N.Perera et al.(2021). Comprehensive Study on the Acrylamide Content of High Thermally Processed Foods. Hindawi BioMed Research International Volume 2021, Article ID 6258508, 13 pages

4)  S. Eriksson, Acrylamide in Food Products: Identification, Formation and Analytical Methodology, Doctoral dissertation, Institutionen för miljökemi, 2005.

5) F.Esposito et al.(2021). Acrylamide in Baby Foods: A Probabilistic Exposure Assessment. Journals /Foods /Volume 10/Issue 12

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 IL MIO ROMANZO STORICO

 

 

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Aglio https://dietazonaonline.com/aglio https://dietazonaonline.com/aglio#respond Wed, 23 Jun 2021 08:19:43 +0000 https://dietazonaonline.com/?p=11937 In questa pagina sono contenuti i seguenti argomenti: COSA È L’AGLIO DA COSA DERIVA L’ODORE PRINCIPI ATTIVI IMPORTANTISSIMI PROPRIETÀ CURATIVE FUNZIONE ANTIBIOTICA PROTEGGE DAI METALLI PESANTI   COSA È L’ AGLIO Sicuramente famoso come alimento, l’aglio (Allium sativum, famiglia Liliacee) è anche una delle piante medicinali più indispensabili, essendo dotata di infinite proprietà salutari. È […]

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In questa pagina sono contenuti i seguenti argomenti:

  • COSA È L’AGLIO
  • DA COSA DERIVA L’ODORE
  • PRINCIPI ATTIVI IMPORTANTISSIMI
  • PROPRIETÀ CURATIVE
  • FUNZIONE ANTIBIOTICA
  • PROTEGGE DAI METALLI PESANTI

 

COSA È L’ AGLIO

Sicuramente famoso come alimento, l’aglio (Allium sativum, famiglia Liliacee) è anche una delle piante medicinali più indispensabili, essendo dotata di infinite proprietà salutari.

È una pianta erbacea alta dai 30 agli 80 cm, che allo stato selvatico è perenne, mentre se coltivata si propaga solo per via vegetativa a causa della sua sterilità. L’aglio ha una parte che resta sotto terra, costituita principalmente dal bulbo, rivestita da involucri rossicci e composto a sua volta da numerosi bulbi più piccoli, gli spicchi, che forniscono la droga, ovvero la parte usata in campo fitoterapico.

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DA COSA DERIVA L’ODORE

Il tipico odore dell’aglio è dovuto ai composti solforati contenuti, che formano in particolare l’allicina. L’allicina viene liberata quando l’enzima allinasi agisce sull’alliina, un composto incolore ed insapore che è il componente principale della droga fresca.

L’aglio sprigiona il suo odore caratteristico ogni volta che viene schiacciato o tagliato come avviene durante la masticazione, il taglio, o la spremitura. Gli spicchi intatti, invece, non hanno odore, perché nelle cellule intatte l’alliina e gli altri solfossidi sono contenuti nel citoplasma, mentre il suo enzima idrolitico – allinasi – è presente solo nel vacuolo. Serve quindi la distruzione della struttura cellulare per liberare il suddetto enzima, che determina idrolisi dei solfossidi trasformandoli in disolfuri e trisolfuri.

Fiori di aglio

PRINCIPI ATTIVI IMPORTANTISSIMI

L’allicina è un forte antibiotico notevole capace di inibire numerosi tipi di batteri, tra cui quelli responsabili del tifo, come venne notato già nel 1858 da Pasteur.

L’aglio contiene altre sostanze antibatteriche come la garlicina, ed è ricco di sostanze minerali ed oligominerali, quali magnesio, calcio, fosforo, iodio e ferro. Contiene anche tracce di zinco, manganese, selenio, vitamina C (solo nell’aglio fresco), provitamina A, vitamine B1-B2-PP ed anche sostanze ormono-simili ed enzimi (lisozima e perossidasi).

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PROPRIETÀ CURATIVE

Tra le numerose proprietà attribuite all’aglio c’è quella di dare alla pelle un aspetto sano e di favorire la crescita dei capelli, Questo effetto è dovuto all’acido fitinico, che lega le sostanze minerali e che può essere trasformato in inositolo, sostanza simile alle vitamine capace di stimolare la crescita cellulare. L’aglio contiene alcaloidi con azione simile a quella dell’insulina, abbassando il livello di glicemia nel sangue: per questo l’aglio è un valido supporto nelle terapie contro il diabete ed in altre malattie legate al metabolismo degli zuccheri.

Rafforza il sistema immunitario agendo come potente battericida su tutto l’organismo. È un potentissimo vermifugo, un regolatore della pressione arteriosa dato che agisce provocando vasodilatazione delle arteriole e dei capillari, riduce il rischio di sclerosi nelle arterie, previene l’aggregazione delle piastrine e la conseguente formazione di trombi (utile quindi per i vaccinati). Inoltre ha la capacità di regolarizzare il livello di colesterolo e trigliceridi nel sangue.

FUNZIONE ANTIBIOTICA

Fondamentale è la sua caratteristica funzione antibiotica, avendo azione batteriostatica e battericida sia verso batteri Gram + e Gram -). L’aglio infatti è un importante antibiotico usabile quando la flora batterica intestinale è stata alterata da cure precedenti. dato che, a differenza degli antibiotici di sintesi, l’aglio mentre attacca i batteri patogeni ma non danneggia la flora batterica saprofita, favorendone invece il ripristino. 

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L’aglio è un ottimo rimedio contro meteorismo ed i crampi addominali, ed è molto utile anche in caso di diarrea acuta e cronica o feci muco-sanguinolente (dissenteria).

Studi dimostrano la sua attività contro l’Helycobacter pylori, il batterio in parte responsabile dell’ulcera gastrica ed anche dello sviluppo di tumori allo stomaco.

PROTEGGE DAI METALLI PESANTI

L’aglio  ha la capacità di proteggere dai metalli pesanti, sostanze molto pericolose che entrano nell’organismo tramite aria inquinata ed alimenti contaminati. Gli organi più esposti sono i polmoni, i reni, il fegato ed il sistema nervoso, con effetti che possono dare sintomi immediati ma anche manifestazioni patologiche a distanza di anni. L’aglio si comporta da chelante, ovvero i composti solforati presenti nelle sue molecole si legano stabilmente alle molecole di mercurio, piombo e cadmio presenti nell’organismo, permettendo la loro eliminazione con facilità.

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La Zona con semplicità. Parte 3 https://dietazonaonline.com/la-zona-con-semplicita-parte-3 https://dietazonaonline.com/la-zona-con-semplicita-parte-3#respond Fri, 23 Apr 2021 02:44:41 +0000 https://dietazonaonline.com/?p=11643 In questa terza parte de “La Zona con semplicità” si trattano i seguenti punti : Calorie o ormoni? Un semplice esempio Equivalenza calorica di Carboidrati e Proteine Benefici della Zona   Calorie o ormoni? La cosa che più mi colpì quando cominciai a studiare i principi della dieta Zona era che il ruolo delle calorie  […]

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In questa terza parte de “La Zona con semplicità” si trattano i seguenti punti :

  • Calorie o ormoni?
  • Un semplice esempio
  • Equivalenza calorica di Carboidrati e Proteine
  • Benefici della Zona

 

Calorie o ormoni?

La cosa che più mi colpì quando cominciai a studiare i principi della dieta Zona era che il ruolo delle calorie  ingerite passava in secondo piano. Non che non se ne debba tener conto da un punto di vista quantitativo, ma è sicuramente molto importante l’origine che le calorie hanno e la qualità degli alimenti da cui provengono.

Perchè mi soffermo su questo? Perchè sino ad allora le diete che facevo si basavano appunto sul numero di calorie ingerite, come d’altra parte mi era stato insegnato, senza tenere in particolare considerazione la loro provenienza.

Un semplice esempio

Ingerire così, tanto per fare un esempio, 100K.cal. da del pane o da della verdura o da della carne magra o grassa, quello che contava era solo il numero delle calorie. Devo dire che anche prima di conoscere la dieta Zona ero molto dubbioso in proposito, ma non riuscivo bene a capire quale fosse l’alternativa.

Finalmente la dieta Zona mi faceva capire che i miei dubbi erano giustificati. Faccio un semplice esempio. Dal punto di vista delle calorie ingerite, un grammo di carboidrati “puri” ed un grammo di proteine “pure”, apportano 4 Kilocalorie (per essere precisi 4,1K.cal).

Equivalenza calorica di Carboidrati e Proteine

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Carboidrati e proteine sono quindi equivalenti da un punto di vista calorico. Il fatto è che la risposta ormonale che producono, invece, è opposta: i carboidrati stimolano la produzione di insulina, mentre le proteine agiscono sul glucagone.

Questo ovviamente non significa che per dimagrire si debbano mangiare solo proteine (alcuni lo affermano danneggiando anche gravemente la salute di chi li ascolta), vuol dire però che le calorie non sono gli unici parametri da considerare per impostare una corretta alimentazione.

Benefici della Zona

Ridotta incidenza di patologie croniche collegate alla sindrome metabolica, come malattie cardiovascolari, diabete di tipo 2, obesità, Alzheimer.

Miglioramento delle prestazioni cognitive.

Endurance. Perché.
Migliori prestazioni fisiche e cognitive con la Zona

Aumento del livello di energia e miglioramento delle prestazioni fisiche dovute alla stabilizzazione dei livelli di insulina e glucagone.

Questo permette all’organismo di usare i grassi immagazzinati nel tessuto adiposo come fonte di energia.

Riduzione degli attacchi di fame dovuti ai picchi glicemici dopo i pasti.

Significativo calo di peso a carico della massa grassa e non di quella magra.

Riduzione e scomparsa della cellulite.

Questi sono i principali benefici che la dieta Zona permette di ottenere, grazie al controllo della glicemia e della riduzione o prevenzione dello stato infiammatorio dell’organismo.

Endurance. Risparmiare Glicogeno
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 Continua la lettura con: La Zona con semplicità. Parte 4

(in preparazione)

 

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La Zona con semplicità. Parte 2 https://dietazonaonline.com/la-zona-con-semplicita-parte-2 https://dietazonaonline.com/la-zona-con-semplicita-parte-2#respond Mon, 08 Mar 2021 04:54:51 +0000 https://dietazonaonline.com/?p=11621 In questa seconda parte de “La Zona con semplicità” si trattano i seguenti punti : Un pò di Storia Come nasce la Zona Importanza dell’equilibrio Insulina e glucagone Gli eicosanoidi Importanza della risposta ormonale   Un pò di Storia La dieta Zona (che qualcuno chiama a Zona) è stata ideata dal biochimico americano Barry Sears, […]

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In questa seconda parte de “La Zona con semplicità” si trattano i seguenti punti :

  • Un pò di Storia
  • Come nasce la Zona
  • Importanza dell’equilibrio
  • Insulina e glucagone
  • Gli eicosanoidi
  • Importanza della risposta ormonale

 

Un pò di Storia

La dieta Zona (che qualcuno chiama a Zona) è stata ideata dal biochimico americano Barry Sears, studioso di lipidi, cioè di grassi, attraverso ricerche sugli Eicosanoidi, ormoni poco conosciuti ma che sovrintendono a moltissime funzioni dell’organismo.

Sears scoprì che il loro corretto equilibrio era determinante per il benessere e la salute. Questo lo portò a sviluppare una strategia nutrizionale in grado di modulare la produzione degli Eicosanoidi suddetti.

Il termine “ZONA”, per gli sportivi identifica quello stato di forma fisica e mentale in cui è possibile migliorare le prestazioni. Una condizione difficile da raggiungere. Quando la si raggiunge, in gergo “si è in zona”, cioè nello stato ideale per l’organismo.

Come nasce la Zona

Non a caso i primi soggetti su cui Sears sperimentò il suo metodo alimentare furono proprio dei grandi atleti. Ovviamente la dieta Zona punta ad estendere I suoi benefici per gli sportivi anche a tutti coloro che hanno attenzione verso il benessere e la forma fisica.

A partire dagli studi di Sears, sono state sviluppate varie rivisitazioni della Zona, in particolare la Zona Italiana, che segue i criteri 40/30/30 di quella originaria americana, ma introduce nelle sue tabelle nutrizionali anche alimenti tipicamente mediterranei.

Un esempio di questo è la dieta Zona di stampo mediterraneo che ho elaborato per i miei pazienti, oltre alla versione vegetariana e vegana della Zona.

Importanza dell’equilibrio ormonale

Il presupposto alla base della Zona è che l’organismo sia un complesso congegno metabolico che reagisce in modo attivo al cibo che ingerisce. In particolare, quindi, gli alimenti che scegliamo permettono di modulare ormoni che giocano un ruolo cruciale non solo sul peso e sul grasso ma in generale sulla nostra salute. Tra questi, ormoni ricordo insulina, glucagone ed eicosanoidi.

BloccoLa dieta Zona, proprio attraverso una precisa ripartizione dei nutrienti (il famoso 40/30/30), punta a mantenere i livelli di questi ormoni entro valori fisiologici ottimali.

Questo ha come conseguenza la riduzione dell’infiammazione nell’organismo, la prevenzione di malattie croniche come diabete e cardiopatie, il controllo del peso. Fondamentale è proprio il ruolo antinfiammatorio della Zona.

Insulina e glucagone

Sono due ormoni che svolgono principalmente la funzione di controllare i livelli di  macronutrienti, tra cui gli zuccheri, nel sangue.

Alimenti come questi fanno salire velocemente la glicemia, favorendo l’accumulo di grasso nelle cellule adipose

L’insulina, (ormone dello stoccaggio), viene prodotta dalle cellule beta del pancreas e regola l’ingresso del glucosio nelle cellule, che lo useranno come principale carburante.

Se la concentrazione di glucosio è giusta, le cellule ricevono la quantità di carburante necessaria, se invece la concentrazione è eccessiva, il fegato trasforma gli zuccheri in eccesso in grassi, che vengono così accumulati nel tessuto adiposo.

Il glucagone è l’antagonista dell’insulina: aiuta cioè il rilascio dell’energia immagazzinata nelle cellule. Se quindi la secrezione di glucagone aumenta, l’organismo sarà spinto a utilizzare l’energia, accumulata sotto forma di grassi, come carburante per le sue attività.

La dieta Zona, modula il rilascio di questi due ormoni per mezzo dell’alimentazione, controllando così la glicemia.

Gli eicosanoidi

Sono un’importante gruppo di ormoni che regola molte funzioni fondamentali dell’organismo, come il sistema cardiovascolare, la coagulazione del sangue, la funzione renale, la risposta immunitaria, l’infiammazione.

Gli Eicosanoidi si dividono in due tipi, “buoni” e “cattivi”, a seconda che svolgano una funzione antinfiammatoria o proinfiammatoria. Ovviamente servono entrambe le funzioni a seconda dei casi anche se è logico che un eccesso di infiammazione sia pericoloso.

Più in dettaglio, fanno parte di questo gruppo, diverse famiglie di sostanze (prostaglandine, tromboxani, leucotrieni).

Alcune, soprattutto quelle derivate dall’acido arachidonico (omega-6), aumentano le reazioni allergiche, la proliferazione cellulare, la pressione sanguigna, le reazioni infiammatorie, l’aggregazione piastrinica, la trombogenesi e il vasospasmo, producono il colesterolo LDL (cattivo) e diminuiscono il colesterolo HDL (buono).

Quelle derivate da EPA e DHA (Omega-3), hanno effetto opposto, cioè antinfiammatorio e antiaggregante.

Importanza della risposta ormonale

L’equilibrio tra i due garantisce il corretto funzionamento dell’organismo. Come nel caso di insulina e glucagone, la dieta Zona tende a modulare attraverso l’alimentazione la produzione di eicosanoidi “buoni” e eicosanoidi “cattivi” per mantenere e promuovere uno stato di salute e benessere.

La Zona pone quindi l’accento sulla risposta ormonale agli alimenti e ai diversi nutrienti, entrando così in contrasto con tutte le teorie che attribuiscono alle calorie il ruolo centrale in una strategia finalizzata alla salute ed eventualmente alla perdita di peso.

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 Continua la lettura con: La Zona con semplicità. Parte 3

 

 

 

 

 

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La dieta Zona cosa ne penso, cosa è

Prima di entrare nel “tecnico”, mi piace ricordare una parte della mia vita collegata alla dieta Zona. Svolgevo già la professione di Biologo Nutrizionista in vari ambulatori della Toscana e nel frattempo studiavo all’Università per laurearmi in Psicologia, quando, nel 1997, in modo abbastanza casuale, mi sono imbattuto nel libro The Zone Diet (1995) del prof. Barry Sears, l’inventore della Zona, appunto.

Dieta Zona. Una sintesiConfesso che fino ad allora la mia attività di Nutrizionista era stata molto incerta, sballottata tra molte teorie nessuna delle quali mi convinceva fino in fondo.

Leggendo il libro, e poi i successivi nonchè le pubblicazioni scientifiche di Sears rintracciabili su Pub Med , mi resi immediatamente conto che la dieta Zona era qualcosa di diverso.

Era, finalmente, l’espressione vera dell’antico concetto greco di DIETA (DIAITA = δίαιτα), perche aveva centrato perfettamente l’obiettivo di descrivere un corretto stile di vita, inteso come trovare un perfetto ordine armonico tra il giusto e piacevole nutrimento e il dispendio energetico tramite l’attività fisica, assieme anche al necessario rilassamento.

Diffidente come sempre, decisi che, in primo luogo, la dovevo sperimentare su me stesso, prima di proporla ai miei pazienti.

Andai dal mio medico di famiglia, un caro amico, gli spiegai la cosa e decidemmo assieme quale erano i più importanti esami del sangue da fare prima di cominciare.

Seguii in modo rigoroso in tutte le sue parti, alimentazione, attività fisica e tecniche di rilassamento, quelli che sono i principi della Zona. Dopo sei mesi ripetei gli stessi esami. Come mi disse il mio amico medico quando glieli portai assieme a quelli vecchi :

                                                       

Gabriele… sembri un’altra persona!

 

In realtà oltre ad un netto miglioramento di colesterolo, glicemia, trigliceridi etc, alla prova impedenziometrica si era ridotta la massa grassa, mentre era aumentata la massa muscolare.

Aggiungere che mi sentivo soggettivamente meglio, meno stanco ed anche più allegro, oltre a dormire meglio, forse può essere superfluo ma è vero. Da allora cominciai a proporre a tutti i miei pazienti la dieta Zona e non ho ancora smesso.

 

Ma di cosa si tratta? Come funziona? Quali sono i suoi benefici e quali eventuali pericoli e controindicazioni? Scopri tutto sulla dieta Zona nella pagina successiva.

Continua la lettura con: La Zona con semplicità. Parte 2

 

 

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Te la do io la dieta Zona. Collana i LIBRI del dr. Buracchi https://dietazonaonline.com/te-la-do-io-la-dieta-zona https://dietazonaonline.com/te-la-do-io-la-dieta-zona#respond Mon, 27 Apr 2020 11:19:17 +0000 https://dietazonaonline.com/?p=10895 Questo libro è pubblicato su AMAZON  TE LA DO IO LA DIETA ZONA ! Tutto quello che serve sapere sulla dieta Zona per vivere magri e sani Il libro parla di dieta Zona, uno stile di vita e non solo una dieta dimagrante. Questo metodo ha come obiettivo fondamentale la salute di chi la segue […]

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Questo libro è pubblicato su AMAZON 

TE LA DO IO LA DIETA ZONA !

Tutto quello che serve sapere sulla dieta Zona per vivere magri e sani

cartaceo euro 12,38
digitale euro 5

Il libro parla di dieta Zona, uno stile di vita e non solo una dieta dimagrante.
Questo metodo ha come obiettivo fondamentale la salute di chi la segue e consente di dimagrire quando è necessario, senza perdere la massa muscolare.
La Dieta Zona non si preoccupa unicamente della bilancia ma soprattutto della composizione corporea. A differenza di quello che avviene con la maggior parte delle cosiddette “diete dimagranti”, quello che si perde deve essere solo grasso (o massa grassa, a voler essere più precisi.
Con la Zona non si intacca la massa magra (organi, ossa, e soprattutto muscoli, ecc.), come accade invece in molte diete che realizzano il calo di peso, demolendo la Massa Muscolare e quindi abbassando il metabolismo.
Questo preparerà un successivo ingrassamento realizzando il famoso Effetto Yo-Yo.
Con la Zona l’ottica è diversa ed infatti le calorie non hanno grande enfasi perché, con il sistema dei Blocchi, si mira soprattutto a controllare uno dei reali motivi per cui si ingrassa: l’eccesso d’insulina.

Nel libro sono presenti i seguenti capitoli
Prefazione.
Capitolo 1. Introduzione.
Capitolo 2. La Zona in sintesi.

Capitolo 3. Indice Glicemico e dintorni.
Capitolo 4. Il Blocco ed i blocchetti.
Capitolo 5. Glicemia, tra Insulina e Glucagone.
Capitolo 6. I carboidrati.
Capitolo 7. Le Proteine.
Capitolo 8. I Grassi.
Capitolo 9. Le 7 categorie degli alimenti per scegliere al meglio.
Capitolo 10. Dimagrire velocemente, ecco svelato il segreto.
Capitolo 11. Dieta Zona in pratica.
Capitolo 12 Le varianti della Zona.
Mediterranea
•Vegetariana
•Vegana
•Detox
•Paleo
Capitolo 13. Il Rilassamento e la Meditazione.
Mindfulness
•Training Autogeno
Appendice.
•Calcolo del Metabolismo Basale.
•Il dispendio energetico in varie attività fisiche.
Calcolo dei Blocchi per la donna.
•Calcolo dei Blocchi per l’uomo.
Il libro tratta in maniera chiara e sintetica ma in modo scientificamente rigoroso tutto quello che serve sapere per seguire la dieta Zona.

Non si limita alla parte alimentare ma dà indicazioni anche per quanto riguarda l’attività fisica e le tecniche di rilassamento antistress, in linea con le indicazioni del fondatore della Dieta Zona

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Calorie in eccesso https://dietazonaonline.com/calorie-in-eccesso https://dietazonaonline.com/calorie-in-eccesso#respond Fri, 21 Oct 2016 04:08:08 +0000 http://dietazonaonline.com/?p=7590 Calorie in eccesso. L’importanza della consapevolezza alimentare   Spesso potrebbe bastare fare attenzione alle calorie in eccesso, quindi inutili, che capita di ingerire praticamente senza neppure rendersene conto. Potrebbe bastare questo  per dimagrire velocemente senza ricorrere ad una dieta dimagrante. Si finisce, spesso, con il ridurre gli alimenti utili introducendone magari peggiori, senza neppure rendersene […]

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Calorie in eccesso. L’importanza della consapevolezza alimentare

 

Spesso potrebbe bastare fare attenzione alle calorie in eccesso, quindi inutili, che capita di ingerire praticamente senza neppure rendersene conto. Potrebbe bastare questo  per dimagrire velocemente senza ricorrere ad una dieta dimagrante. Si finisce, spesso, con il ridurre gli alimenti utili introducendone magari peggiori, senza neppure rendersene conto.

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Basta pensarci un attimo per accorgersi, nell’arco della giornata, di aver ingerito un goccio di vino in più, una lattina di coca cola invece di un bicchiere di acqua quando si ha sete, un caffè zuccherato a metà pomeriggio, dell’olio aggiunto alle pietanze senza una dose, un dolcetto offerto da un collega.

Sono gesti apparentemente innocui che,  presi singolarmente, possono anche significare poco, ma che sono chiari esempi di calorie inutili, una delle strade che portano ad ingrassare o che magari non ci fanno inspiegabilmente dimagrire pur seguendo una dieta dimagrante.

Proviamo a pensare un attimo a semplici gesti automatici della vita quotidiana ed al loro valore in termini energetici.

Calorie in eccesso
10g di parmigiano in più = 40 Kcal

1) Esclusi quelli magri come i fiocchi di latte o la ricotta magra, i formaggi sono alimenti il cui contenuto calorico si aggira tra le 3 e le 5 Kcal per grammo. Aggiungere un poco di parmigiano grattugiato in più: 10 g = 40 Kcal

2) L’olio di oliva, di per sé un ottimo alimento, contiene 9 Kcal per grammo. Condire l’insalata ad occhio, senza dosare l’olio, porta facilmente ad eccessi: 10g = 90 Kcal

3) 2 bustine da 8 g di zucchero in 2 caffè al giorno = 62 Kcal

Calorie in eccesso
10 g di pasta in più = 35 Kcal

4) Se non si pesa la pasta prima di cucinarla è facile sbagliare la dose. 10 grammi di pasta in più = 35 Kcal

5) Le bibite sono divenute in pochi anni una abitudine irrinunciabile per molti. Forza della pubblicità. E poi non sembra nemmeno di mangiare. 1 bibita = 130 Kcal

Calorie in eccesso
1 bicchiere di vino in più = 67 Kcal

6) Un bicchiere (scarso) di vino in più. 100 cl di vino a 12° = 67 Kcal. L’alcol contiene 5,6 Kcal per grado alcolico (Vol %), quindi maggiore è la concentrazione della bevanda alcolica e maggiori sono le calorie ingerite. La stessa dose ma di un liquore a 45° (valore medio) = 252 Kcal

7) 1 vasetto di yogurt. Alla frutta invece che semplice e magro =125 Kcal invece che 60 Kcal, quindi circa 65 Kcal in più

8) 1 cioccolatino (10g) = 55 Kcal

Totale calorie in eccesso = 544 Kcal – N.B. non abbiamo considerato l’uso di superalcolici ma solo il bicchiere di vino in più – .

Se consideriamo che, stando alle tabelle, il fabbisogno energetico di una donna media è intorno alle 1800 Kcal/die, il totale dei nostri piccoli errori quotidiani è pari a quasi un terzo in eccesso.

In un anno le calorie ingerite in eccesso sono pari a 198.560 K.cal!!! Consideriamo anche che un Kg. di grasso umano contiene circa 9000 Kcal ed è facile vedere come questo eccesso per errore basterebbe per farci ingrassare di oltre 20 Kg. in un anno, o comunque a rendere vana ed inutile qualsiasi dieta dimagrante.

Eppure, a ben vedere, non si tratta di fare abbuffate o di mangiare in maniera smodata, ma semplicemente di prestare poca attenzione a ciò che si mangia. In fondo si tratta di normali gesti quotidiani a cui spesso non si dà il giusto peso, che però possono trasformarsi nei principali responsabili dell’ obesità.
Se a questi innocenti errori aggiungiamo qualche saltuario eccesso, o pasti fatti fuori casa come alla mensa o al ristorante, in cui le pietanze vengono spesso preparate aggiungendo quantità eccessive di condimenti, il surplus rischia di diventare veramente consistente.

Questa è spesso la spiegazione di quello che dicono, stupite, certe persone che non si capacitano del loro sovrappeso.

Mangio così poco eppure ingrasso… probabilmente sono sfortunato perché ho ereditato la tendenza ad ingrassare“.

In realtà si tratta soltanto di cattive abitudini alimentari, unite al fatto che una persona sedentaria consuma poche calorie durante la giornata mentre, come abbiamo visto, è veramente facile assumerne più del necessario.

Seguire una dieta bilanciata come la dieta Zona aiuta ad eliminare anche questi errori e porta a dimagrire rapidamente se necessario.

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