Diabete e Zona.

Diabete e Zona. Non solo dieta ma possibile terapia

diabetedietazonaSe è certo che tutte le diete ipocaloriche, se vengono seguite, portano ad una riduzione del peso corporeo, è altrettanto certo che ci sono delle ampie differenze sostanziali sul tipo di perdita che si registra a secondo della dieta intrapresa.

Non si può infatti parlare di benefici per la salute e di mantenimento dei risultati ottenuti nel tempo nel caso della perdita di peso per disidratazione che si ottiene con le diete chetogeniche, o nella riduzione di peso ottenuta per autocannibalizzazione dei  muscoli e delle strutture di organi interni come avviene con le diete a basso contenuto proteico.

Le uniche diete che hanno effetti  benefici e duraturi sono solo quelle che portano a perdere solo il grasso corporeo accumulato in eccesso.

Proprio su questo aspetto la dieta Zona ha dimostrato di essere superiore a tutte le altre diete più o meno cervellotiche e di fantasia, nel consumare più rapidamente il grasso (1,2,3,4).

ormoni noti

La molecola dell’Insulina

Gli studi hanno dimostrato che se una persona ha un’iniziale risposta elevata all’insulina derivante dallo stimolo del glucosio, con la dieta Zona si ha un’efficacia superiore nella perdita di peso (5,6).  Uno studio pubblicato sul New England Journal of Medicine sottolinea che una dieta con una composizione simile alla Zona è migliore di altre nel mantenimento della perdita di peso raggiunta (7).  Questo fatto è probabilmente causato da un aumento della sazietà percepita che viene indotto dalla dieta Zona rispetto alle altre diete (1,8,9).

Diabete e Zona, l’importanza.

Queste caratteristiche della Zona sono di primaria importanza in tutti i i tipi di Diabete, da quello di tipo 1 che di solito ha un esordio acuto e che comunque riguarda circa il 10% delle persone con diabete e in genere insorge nell’infanzia o nell’adolescenza. Nel diabete tipo 1, il pancreas non produce Insulina a causa della distruzione delle cellule ß che producono questo ormone: è quindi diabete e zonanecessario che essa venga iniettata ogni giorno e per tutta la vita. Una alimentazione bilanciata come la Zona, unitamente al giusto esercizio fisico, non elimina la necessità delle iniezioni di Insulina, ma ne può ridurre la quantità, con molteplici benefici effetti.

C’è poi quello di tipo 2 che si manifestano più lentamente e spesso in maniera meno evidente; tanto che si possono verificarsi casi di glicemia alta senza che si manifestino i sintomi.

La diagnosi di diabete è formulata su alcuni parametri:
– sintomi di diabete (poliuria, polidipsia, perdita di peso inspiegabile) associati a un valore di glicemia casuale, cioè indipendentemente dal momento della giornata, ≥ 200 mg/dl
– glicemia a digiuno ≥ 126 mg/dl (per digiuno si intende la mancata assunzione di cibo da almeno 8 ore)oppure
– glicemia ≥ 200 mg/dl durante una curva da carico (OGTT).

Esistono, inoltre, situazioni cliniche in cui la glicemia non supera i livelli stabiliti per la definizione di diabete, ma che comunque non costituiscono una condizione di normalità.
In questi casi si parla di Alterata Glicemia a Digiuno (IFG) quando i valori di glicemia a digiuno sono compresi tra 100 e 125 mg/dl e di Alterata Tolleranza al Glucosio (IGT) quando la glicemia due ore dopo il carico di glucosio è compresa tra 140 e 200 mg/dl.
Si tratta del cosiddetto “pre-diabete”, che indica un elevato rischio di sviluppare la malattia diabetica. Spesso è associato a sovrappeso, dislipidemia e/o ipertensione e si accompagn a un maggior rischio di eventi cardiovascolari.

Ricordiamo infine il Diabete gestazionale, definito così quando si misura un elevato livello di glucosio circolante per la prima volta in gravidanza. Questa condizione si verifica nel 4% circa delle gravidanze.

La prima pubblicazione che confermava i benefici della dieta Zona nel trattamento del diabete risale all’ormai lontano 1998 (10), ma da allora sono apparsi nella letteratura scientifica internazionale numerosi studi che hanno mostrato la superiorità nella composizione della dieta Zona nel ridurre i valori della glicemia (11,12,13,14). Nel 2005, il Joslin Diabetes Research Center dell’Harvard Medical School proponeva le sue nuove linee guida nutrizionali per il trattamento dell’obesità e del diabete; queste linee guida erano essenzialmente identiche alle regole della Zona. Gli studi condotti dal Joslin Diabetes Research Center seguendo quelle linee guida confermarono l’efficacia della Zona nel ridurre i fattori di rischio per il diabete (15). Viene quindi da  dire, a quelli che ancora si ostinano a dire che la dieta Zona non è raccomandata per i diabetici, di andarlo a contestare agli studiosi dell’ Università di Harvard.

La Zona in pratica.

Uno stile alimentare oltre ad essere efficace deve anche essere fattibile, e la Zona lo è in ogni situazione.

Dieta Zona. Regole

     Poche facili regole per essere in Zona

È solo necessario riempire un terzo del  piatto con proteine magre (di origine animale, in tal caso meglio o il pesce, o di origine vegetale come quelle derivate da soia e lupino) riempiendo  gli altri due terzi del piatto con verdure abbondanti e poi di aggiungere una porzione di frutta (cioè carboidrati colorati). Alla verdura si aggiunge una piccolo quantità di grassi monoinsaturi (olio di oliva) salutari per il cuore.

Se può bilanciare il piatto come descritto nella frase precedente anche usando come misura la vostra mano con il metodo a occhio, ottenendo circa il  40 per cento delle calorie dai carboidrati, il 30 per cento dalle proteine e il 30 per cento dai grassi. È stato  evidenziato da un recente studio dell’Università di Stanford, che la dieta Zona apporta una maggiore quantità di micronutrienti (vitamine, sali minerali, antiossidanti) rispetto a qualsiasi altra dieta (16).  Indubbiamente esistono tante teorie sulla nutrizione, ma la Zona è quella che nel corso degli anni ha continuato a dare i migliori risultati concreti sia con il diabete sia con molte altre patologie.

diabete e zonaBIBLIOGRAFIA
1) Skov AR, Toubro S, Ronn B, Holm L, and Astrup A. “Randomized trial on protein vs carbohydrate in ad libitum fat reduced diet for the treatment of obesity.” Int J Obes Relat Metab Disord 23: 528-536 (1999).
2)  Layman DK, Boileau RA, Erickson DJ, Painter JE, Shiue H, Sather C, and Christou DD. “A reduced ratio of dietary carbohydrate to protein improves body composition and blood lipid profiles during weight loss in adult women.” J Nutr 133: 411-417 (2003)
3)  Fontani G, Corradeschi F, Felici A, Alfatti F, Bugarini R, Fiaschi AI, Cerretani D, Montorfano G, Rizzo AM, and Berra B. “Blood profiles, body fat and mood state in healthy subjects on different diets supplemented with omega-3 polyunsaturated fatty acids.” Eur J Clin Invest 35: 499-507 (2005)
4)  Layman DK, Evans EM, Erickson D, Seyler J, Weber J, Bagshaw D, Griel A, Psota T, and Kris-Etherton P. “A moderate-protein diet produces sustained weight loss and long-term changes in body composition and blood lipids in obese adults.” J Nutr 139: 514-521 (2009
5) Ebbeling CB, Leidig MM, Feldman HA, Lovesky MM, and Ludwig DS. “Effects of a low-glycemic-load vs low-fat diet in obese young adults: a randomized trial.” JAMA 297: 2092-2102 (2007)
6)  Pittas AG, Das SK, Hajduk CL, Golden J, Saltzman E, Stark PC, Greenberg AS, and Roberts SB. “A low-glycemic-load diet facilitates greater weight loss in overweight adults with high insulin secretion but not in overweight adults with low insulin secretion in the CALERIE Trial.” Diabetes Care 28: 2939-2941 (2005)
7) Larsen TM, Dalskov SM, van Baak M, Jebb SA, Papadaki A, Pfeiffer AF, Martinez JA, Handjieva-Darlenska T, Kunesova M, Pihlsgard M, Stender S, Holst C, Saris WH, and Astrup A. “Diets with high or low protein content and glycemic index for weight-loss maintenance.” N Engl J Med 363: 2102-2113 (2010)
8) Ludwig DS, Majzoub JA, Al-Zahrani A, Dallal GE, Blanco I, Roberts SB, Agus MS, Swain JF, Larson CL, and Eckert EA. “Dietary high-glycemic-index foods, overeating, and obesity.” Pediatrics 103: E26 (1999)
9) Agus MS, Swain JF, Larson CL, Eckert EA, and Ludwig DS. “Dietary composition and physiologic adaptations to energy restriction.” Am J Clin Nutr 71: 901-907 (2000)
10)  Markovic TP, Campbell LV, Balasubramanian S, Jenkins AB, Fleury AC, Simons LA, and Chisholm DJ. “Beneficial effect on average lipid levels from energy restriction and fat loss in obese individuals with or without type 2 diabetes.” Diabetes Care 21: 695-700 (1998)
11) Layman DK, Shiue H, Sather C, Erickson DJ, and Baum J. “Increased dietary protein modifies glucose and insulin homeostasis in adult women during weight loss.” J Nutr 133: 405-410 (2003)
12)  Gannon MC, Nuttall FQ, Saeed A, Jordan K, and Hoover H. “An increase in dietary protein improves the blood glucose response in persons with type 2 diabetes.” Am J Clin Nutr 78: 734-741 (2003)
13) Nuttall FQ, Gannon MC, Saeed A, Jordan K, and Hoover H. “The metabolic response of subjects with type 2 diabetes to a high-protein, weight-maintenance diet.” J Clin Endocrinol Metab 2003 88: 3577-3583 (2003)
14) Gannon MC and Nuttall FQ. “Control of blood glucose in type 2 diabetes without weight loss by modification of diet composition.” Nutr Metab (Lond) 3: 16 (2006)
15) Hamdy O and Carver C. “The Why WAIT program: improving clinical outcomes through weight management in type 2 diabetes.” Curr Diab Rep 8: 413-420 (2008)
16)  Gardner CD, Kim S, Bersamin A, Dopler-Nelson M, Otten J, Oelrich B, and Cherin R. “Micronutrient quality of weight-loss diets that focus on macronutrients: results from the A TO Z study.” Am J Clin Nutr 92: 304-312 (2010)

 

Come è organizzata la Dieta Zona Personalizzata che riceverà?

 

Dottore Nutrizionista Laureato in Biologia nel 1976 ed in Psicologia nel 2001. Con oltre 30 anni di professione negli ambulatori, dal 2000 è Docente Universitario presso i Poli Universitari di Firenze, Parma, Pisa, Modena e Reggio Emilia e chiamato come relatore ad eventi e corsi di formazione ospitati numerosi istituti privati o statali come UNICEF, CEFORCOOP, ASL2, ASL10. Sempre dal 2000 segue più di 15 corsi di aggiornamento per affinare le proprie competenze e tutt’oggi è consulente scientifico per “FIDIA ELETTROMEDICALI srl” nell’ambito della produzione e sperimentazione di apparecchiature E.A.V. per test di intolleranze alimentari.

Autore di 25 Libri e contributi editoriali sempre nell’ambito della Nutrizione e dei disturbi del comportamento alimentare. Autore inoltre di 7+ pubblicazioni scientifiche sul web.

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