Pomodoro . Cibi per la Zona Mediterranea

Pomodoro: elisir di giovinezza nella dieta Zona Mediterranea

pomodoro Il pomodoro (Solanum lycopersicum) della famiglia delle Solanaceae (come patate, peperoni e melanzane) è originario della zona compresa oggi tra i paesi del Messico e Perù. Gli Aztechi lo chiamarono “xitomatl“, il termine “tomatl” indicava vari frutti simili fra loro, in genere sugosi. La salsa di pomodoro era parte integrante della cucina azteca.

Secondo alcuni il pomodoro aveva proprietà afrodisiache, sarebbe questo il motivo per cui i francesi anticamente lo definivano “pomme d’amour“, pomo d’amore.

Hernán Cortés , importatore del pomodoro

Hernán Cortés , importatore del pomodoro

Arrivò in Europa è il 1540 quando lo spagnolo Hernán Cortés rientrò in patria e ne portò degli esemplari, ma la sua coltivazione e diffusione avvenne non prima della seconda metà del XVII secolo. Arrivò  in Italia nel 1596 ma solo più tardi, trovando condizioni climatiche favorevoli nel sud del paese, si ha il viraggio del suo colore dall’originario e caratteristico colore oro, che diede appunto il nome alla pianta, all’attuale rosso, grazie a selezioni e innesti successivi.

Si dice che dopo la sua introduzione in Europa sir Walter Raleigh avrebbe donato questa piantina carica dei suoi frutti alla regina Elisabetta, battezzandola con il nome di “apples of  love” (pomo d’amore).

Per la sua bontà e per le proprietà benefiche rientra tra gli ortaggi “migliori”, anche se all’inizio era guardato con occhio sospettoso per i suoi frutti idealmente pericolosi, il pomodoro, negli anni a seguire, è stato ammirato negli orti botanici come pianta tipicamente esotica: attualmente, il pomodoro viene apprezzato per la malleabilità in cucina e per le proprietà in fitoterapia, ed è una base della dieta Mediterranea e quindi della Zona Mediterranea

I pomodori sono ricchi d’acqua (94%), i Carboidrati rappresentano quasi il 3%, mentre le Proteine sono calcolate pomodorointorno all’1,2%, le Fibre all’1% e, da ultimo, i Grassi rappresentano solamente lo 0,2%. Per questo, cento grammi di pomodoro fresco apportano solamente 17 Kcal.

Dal punto di vista della Dieta Zona 1 blocchetto o miniblocco di Carboidrati è costituito da 250g di pomodori maturi o da 300g di passata di pomodori, pomodori da insalata, pomodori San Marzano, succo di pomodori, pomodori pelati, frutto e succo.

I pomodori contengono discreti quantitativi vitaminici: si ricordano Vitamine del gruppo B, acido ascorbico, Vitamina D e, soprattutto,  Vitamina E, che assicurano al pomodoro le note proprietà antiossidanti e vitaminizzanti.

Abbondante è pure la componente minerale: Ferro, Zinco, Selenio, Fosforo e Calcio associati a citrati, tartrati e nitrati agiscono in sinergia assicurando proprietà remineralizzanti ed antiradicali liberi che, nell’ insieme favoriscono la riparazione delle cellule e contrastano l’invecchiamento in generale di tutto l’organismo –azione anti-aging-.

Hanno anche un moderato contenuto di acidi organici, quali malico, citrico, succinico e gluteninico, utili per favorire la digestione.

pomodoriDal punto di vista della salute il pomodoro è una delle verdure più importanti. E un alimento leggero, remineralizzante, disse­tante, ad alto potere nutrizionale e ricco di sapore. Fornisce infatti poche calorie, con molti minerali e oligoelementi e apporta tutte le vitamine idrosolubili. Il Potassio, presente nella dose di 298 mg ogni 100 g, aiuta l’organismo, specialmente d’estate, a ritrovare l’equilibrio idrico, a combattere la ritenzione idrica e l’iperten­sione. Ben presenti anche il Calcio (9 mg), utile per la salute di ossa e denti e il Fosforo (25 mg) che aiuta a sentirci in forma perché ha un ruolo fondamentale in molti processi en­zimatici e nella contrazione muscolare.

Quello che maggiormente contraddistingue il pomodoro è un Carotenoide chiamato Licopene, il principale pigmento responsabile del colore rosso del pomodoro. Il pomodoro utilizza il Licopene per difendersi dai danni provocati dal sole alla propria struttura.

Da notare che il pomo­doro possiede la maggiore concentrazione in Licopene in natura, cioè da 30 a 400 mg/kg di prodotto fresco.

Il Licopene è contenuto in quantità minore anche in diversi frutti come fragola, papaia, melone, anguria, uva etc. Il Licopene possiede elevate proprietà antiossidanti, superiori anche a quelle  del Betacarotene. In generale i Carotenoidi sono efficaci antiossidanti, grazie alla loro efficacia come Scavanger  (dall’inglese spazzini) dei radicali liberi. Tra i Carotenoidi il Licopene sembra proprio il più efficiente, grazie alla presenza di due ulteriori doppi legami rispetto alla struttura degli altri Carotenoidi.

Da numero sempre maggiore di studi clinici, sta emergendo come il Licopene porti molteplici vantaggi per la salute e, in particolare, di fornisce una valida protezione contro diversi tumori.

Le prime ricerche sono state stimolate da studi epidemiologici che hanno evidenziato una relazione tra consumo di frutta e vegetali in generale ed una diminuzione del rischio di certi tipi di cancro. Diversi studi attribuiscono al Licopene la capacità di ridurre il rischio cancro alla prostata nell’uomo, e studi sperimentali su topi fanno ritenere che abbia la capacità di sopprimere la crescita di cellule tumorali mammarie. L’azione anticancro del Licopene è stata studiata anche a livello gastroenterico, endometriale e cutaneo.

Il Licopene è anche in grado di contrastare le malattie cardiovascolari e ritardare  l’invecchiamento delle cellule del nostro corpo. Il Licopene è in grado di contrastare i danni da esposizione al sole, migliorando la densità cutanea e proteggendo le fibre di collagene.

Il Licopene è assimilato facilmente dall’organismo umano, in buona parte allo stato fresco e quasi totalmente quando il pomodoro è sottoposto all’azione del calore, in presenza di olio o altri grassi.

Il pomodoro contiene anche acidi organici, soprattutto acido citrico, responsabile del grado di acidità. Grazie a questa acidità il pomodoro si conserva piuttosto a lungo e le conserve pos­sono essere trattate solo con il calore senza fare uso di alcuna sostanza chimica conservante.

pomodoroSe il pomodoro fresco è un alimento mediterraneo eccezionale, forse meno cono­sciuti sono i concentrati, dove l’acqua è fatta evaporare per au­mentare la massa solida (o residuo secco) ed il sapore. Mentre nella passata il residuo secco è del 6%, nel semi­concentrato è superiore al 12%, nel concentrato è superiore al 18%, nel doppio concentrato al 28%.

Ricordiamo poi che il calore favorisce “l’estra­zione” del Licopene e ne modifica la struttura, rendendolo maggiormente assimilabile dal corpo umano. Per questo motivo, i pomodori freschi contengono solo 3-5 mg di licopene ogni 100 g, mentre nei prodotti industriali come polpa, passata e concen­trato, la quantità di Licopene è molto più elevata.

Questa è la ragione principale per cui è utile anche l’uso del concentrato di pomodoro nella dieta. Il concentrato inoltre può divenire un semplice e versatile segreto da utilizzare in cucina, da utilizzare nella zuppa di verdure, come nel pesce o nella carne, come anche per insaporire un panino invece di utilizzare altre salse magari più ricche di grassi e meno di sapore. Dato che di solito il sale, cioè il cloruro di sodio è già presente nei prodotti stessi, le pietanze a base di concentrato di pomodoro non richiedono di aggiungere altro sale. Il risultato sono dei piatti più leggeri e sani. A differenza del frutto fresco, che raggiunge il suo livello ottimale di sapore e fruibilità solo nel periodo estivo, il concentrato permette di continuare a godere delle virtù di questo magnifico ortaggio durante tutto l’arco dell’anno, in un’infinita varietà di golosi menù per la dieta Zona Mediterranea personalizzata.

 

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dieta Zona personalizzataBibliografia scientifica.
Giovannucci E.(1999).Tomatoes, Tomato-Based Products, Lycopene, and Cancer: Review of the Epidemiologic Literature  JNCI: Jnl of National Cancer Institute Volume 91, Issue 4 Pp. 317-331

Karas M.,et al.(2009 pub. online).Lycopene Interferes With Cell Cycle Progression and Insulin-Like Growth Factor I Signaling in Mammary Cancer Cells. Nutrition and Cancer, Volume 36, Issue 1, 2000

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