Vitamina C

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Dott. Gabriele Buracchi

Dott. Gabriele Buracchi

Dottore Nutrizionista, Biologo, Psicologo

Vitamina C -acido ascorbico, acido cevitamico, ascorbina, vitamina antiscorbutica, scorbutamina, acido exuronico (idrosolubile)

Molti animali, (anfibi, rettili, alcuni uccelli e mammiferi), sintetizzano vit. C a partire dal glucosio. Tra i Mammiferi, l’uomo, altri primati e la cavia non ne sono capaci per la carenza dell’enzima L-gulono-g-lattone ossidasi (GLO). La vit. C deve quindi essere assunta con la dieta. In questa pagina si trattano i seguenti argomenti:

  • Una apparente stranezza.
  • Un poco di storia.
  • Arrivano le vitamine.
  • Dove si trova.
  • Dose giornaliera raccomandata.
  • Alcuni dubbi.
  • A cosa serve la vitamina C.

 

 

Una apparente stranezza.

La vitamina C assunta con la dieta viene assorbita a partire dalla bocca, nello stomaco e soprattutto a livello dell’intestino tenue grazie a un processo di diffusione passiva dipendente dal sodio. Questo sistema è molto efficiente soprattutto per basse dosi della vitamina. Con l’aumento della concentrazione di acido ascorbico, il sistema di assorbimento si riduce di efficienza fino al 16%.

Nel plasma la vitamina circola per il 90-95% come acido ascorbico e nel 5-10% come acido deidroascorbico. La vit. C viene immagazzinata nei tessuti dell’organismo, in particolare nel surrene e nel fegato. La quota plasmatica che non viene immagazzinata viene eliminata con le urine. La cosa apparentemente strana è che, dalla mappatura del nostro, come di altri, DNA è venuto fuori che nel nostro genoma possediamo la sequenza genica necessaria per la sintesi dell’enzima citato.

Perché allora dobbiamo assumere la vit.C dalla dieta? Perché la sequenza genica deputata alla sintesi del GLO è disattivata e a parte dell’insieme delle informazioni genetiche che compongono quello che viene molto impropriamente chiamato DNA spazzatura. Questo dipende probabilmente dal fatto che avendo iniziato a consumare alimenti ricchi di vit. C, l’organismo ha trovato questo metodo meno dispendioso che non produrre la vitamina direttamente.

Un poco di storia

Sintomi dello Scorbuto

Con l’affermarsi delle navigazioni trans-oceaniche di lunga durata, comincia a manifestarsi in modo drammatico una malattia gravissima che porta anche alla morte, lo Scorbuto. Nel 1499 l’esploratore portoghese Vasco de Gama perse 116 dei suoi 170 uomini d’equipaggio per lo scorbuto, mentre nel 1520 l’esploratore Ferdinando Magellano ne perse 208 su 230.

Fino al 1795, era più facile che i marinai morissero di scorbuto piuttosto che per le ferite in battaglia, gli annegamenti o tutte le altre cause combinate. Eppure la cura era disponibile da almeno duecento anni prima dell’anno in cui fu applicata. Già nel 1593 l’esploratore britannico sir Richard Hawkins aveva suggerito una cura a base di arance amare e limone come “di grande aiuto contro questa patologia”.

Analogamente, nell’aprile del 1601, dopo quattro mesi in mare, il capitano James Lancaster, al comando di una flotta di quattro navi, notò che mentre gli equipaggi di tre navi soffrivano dello scorbuto, lo stesso non era accaduto ai marinai a bordo della sua nave che avevano bevuto dosi quotidiane di succo di limone. Ancora, nel 1636, John Woodall, il cosiddetto “padre dell’igiene navale”, scrisse un trattato nel quale descriveva le virtù del succo di limone e lo indicava come cura per il temutissimo scorbuto.

Il dr. James Lind sulla Salisbury

Si arriva così al 1753, quando il medico scozzese James Lind pubblicò i risultati di uno studio controllato su due gruppi di marinai in navigazione; l’evidenza fu innegabile. Tuttavia ci vollero ancora quarantadue anni prima che l’Ammiragliato inglese adottasse finalmente limone e lime come rifornimenti standard sulle navi. Risultarono utili anche estratti di aghi di pino e verdure. Gli effetti furono immediatamente evidenti. Quando arrivò la battaglia di Trafalgar (1805), gli equipaggi delle navi inglesi godevano di condizioni di salute migliori rispetto alle controparti francesi, indebolite dallo scorbuto. Sicuramente avranno influito le innovative strategie di battaglia di Nelson nel garantire la vittoria britannica, ma a mettere in pratica le strategie furono equipaggi in ottime condizioni di salute grazie all’uso del… limone!

A parte questo, lo scorbuto è una delle malattie note da più tempo, basta dire che si trovano sue descrizioni nell’Antico Testamento e negli scritti di Plinio il Vecchio. La prima descrizione precisa del “flagello” è del signore di Joinville nella sua narrazione della crociata di San Luigi in Egitto nel XIII secolo.

Nel Medio Evo, lo scorbuto si manifestava  a livello endemico nei paesi del Nord Europa durante i mesi invernali, periodo in cui il consumo di ortaggi verdi è molto ridotto. I sintomi della malattia sono ben definiti: comincia con stanchezza e si manifesta in seguito con edemi delle braccia e delle gambe, quindi con emorragie: sanguinamento dal naso e dalle gengive ed ecchimosi sottocutanee. I denti fuoriescono dalle radici, dondolano e talvolta cadono. Incapaci di restare in piedi, i soggetti colpiti muoiono di sfinimento o per complicanze respiratorie infettive.

Arrivano le vitamine.

Nel 1912 Funk (l’inventore del termine vitamina), ipotizzo che in queste e altre piante ci fosse una sostanza idrosolubile ad azione antiscorbutica, che venne battezzata “vitamina C” nel 1921, pur non essendo ancora stata isolata.  Cominciarono la ricerca due gruppi di studiosi.

Nel 1928 Albert  Szent-Györgyi, negli Stati Uniti, era riuscito a isolare l’ acido hexuronico dal surrene di un modello animale e ne aveva studiato le proprietà antiscorbutiche. Cercava, senza troppo successo, di capire se questo acido potesse essere identificato con la vit. C. Nel frattempo Charles G. King studiava l’effetto antiscorbutico del succo di limone e aveva isolato da quest’ultimo un acido che lui stesso aveva battezzato acido ascorbico. Tra questi due laboratori faceva la spola Joseph L. Svirbely che fornì a King un campione dell’acido hexuronico di Szent-Györgyi. Il 4 aprile 1932, King riuscì a dimostrare che i due acidi erano la stessa cosa: la misteriosa vitamina C. Con due settimane di ritardo, anche Szent-Györgyi arrivò alla medesima conclusione.

Il nome rimase quello dato da King – acido ascorbico – ma fu solo Szent-Györgyi a ricevere il premio Nobel nel 1937 per la scoperta della vitamina C. A parte il nome, senza saperlo, era arrivato al composto diversi anni prima, ma l’esclusione di King dal riconoscimento suscitò diverse polemiche, ancora oggi molto accese, tanto che si tende ad accreditare a tutti e tre i ricercatori, compreso Svirbely, il merito della scoperta. A  Szent-Györgyi va poi riconosciuto anche il merito di aver mandato un campione del suo acido hexuronico a Sir Walter Norman Haworth, un biologo di Londra, che nel 1934 riuscì a sintetizzare la Vitamina C in laboratorio, impresa per cui anche lui si aggiudicò il Nobel per la chimica nel 1937.

Dove si trova.

La vit. C si trova prevalentemente in alimenti vegetali e solo marginalmente nel fegato (frattaglia) e nel latte. Rilevanti per l’apporto di acido ascorbico (vit.C): agrumi, anche se non sono i frutti pià ricchi. Importanti altri frutti aciduli (come i kiwi e le mele), peperoni, prezzemolo, cavoli, fragole ecc.

È sensibile all’ossigeno, al calore e alla luce. È molto delicata e deperisce con conservazione e varie manipolazioni. È termolabile e in seguito a cottura molta viene persa, altra viene danneggiata dall’esposizione all’ossigeno. Viene assorbita nell’intestino tenue.

Se assente o quasi nella dieta (avitaminosi o ipovitaminosi), insorge lo scorbuto, che tuttavia avviene dopo settimane o mesi – a seconda della pienezza delle scorte nel fegato e nel surrene.

Dose giornaliera raccomandata (RDA, Recommended Daily Allowance):

Bambini fra 1 e 3 anni: 15 milligrammi al giorno;

Bambini fra i 4 e gli 8 anni: 25 mg al giorno;

Bambini fra i 9 e i 13 anni: 45 mg al giorno;

Ragazzi fra i 14 e i 18 anni: 75 mg al giorno;

Ragazze fra i 14 e i 18 anni: 65 mg al giorno, 80 se in gravidanza e 115 durante l’allattamento;

Uomini sopra i 19 anni: 90 mg al giorno;

Donne sopra i 19 anni: 75 mg al giorno, 85 se in gravidanza e 120 durante l’allattamento.

Alcuni dubbi.

Secondo il 2 volte premio nobel Linus Pauling che ha studiato l’argomento, il fabbisogno di vit. C è intorno ai 10 grammi al giorno. Le dosi raccomandate nelle RDA sarebbero in realtà solo sufficienti ad evitare lo scorbuto. Naturalmente Pauling non è il solo a sostenere questo, e molti altri studiosi consigliano dosi di alcuni grammi al giorno di vit.C.. Tra questi il dr Domenico Mastrangelo, uno dei massimi  esperti di vit.C in Italia.

Il problema è che ingerire grosse dosi di vit.C solo dagli alimenti è praticamente impossibile. Tanto per fare un esempio, se volessi ingerire anche solo un grammo di questa vitamina dal succo d’uva, uno degli alimenti che ne sono più ricchi, dovrei bere circa 3 etti di questo succo. Diventa quindi necessario l’uso di integratori. Questo potrebbe far sorgere il sospetto che queste posizioni siano pilotate dalle aziende farmaceutiche ma, fortunatamente, se si va a ricercare il prezzo al chilo della vit.C ci si accorge che è talmente basso da non costituire assolutamente un business. 

Sotto riporto, sempre citando articoli scientifici, i campi di applicazione della vitamina, in modo che ognuno sia in grado di scegliere e decidere da solo. Preciso che i campi in cui la vit.C si è dimostrata utile ed importante sono molti di più. Mi sono limitato ai fatti piè evidenti e dimostrati in modo inoppugnabile.

 

Qui il link al PDF del libro di Linus Pauling     Consigliato

 

Nel 2000, l’Institute of Medicine de U.S. National Academy of Sciences ha fissato un  UL (livello Massimo tollerabile) per gli adulti di 2000 mg (2g.)/die. Tale quantità fu scelta perché studi sull’uomo avevano riportato diarrea e altri disturbi gastrointestinali a dosi superiori ai 3g./die. Questo è il livello degli effetti avversi più basso osservato, il che significa che altri effetti avversi sono stati osservati a dosi più elevate.

In realtà l’unico vero effetto avverso che si verifica con l’ingestione di grossi dosi di vitamina C pare essere la diarrea, che si interrompe immediatamente riducendo un poco la dose assunta.

Nel 2006 la European Food Safety Authority (EFSA) ha riesaminato la questione, concludendo che non ci sono prove sufficienti per stabilire una UL per la vitamina C. Il Japan National Institute of Health and Nutrition ha esaminato lo stesso problema nel 2010 e ha tratto la stessa conclusione.

Alcuni dati fanno sorgere molti dubbi, a parte quanto affermato da Linus Pauling. Ad esempio, si scopre che un cane di razza “pastore tedesco”, (un maschio pesa tra 30 e 40 kg, meno una femmina) produce mediamente 4000 mg (4 g) di acido ascorbico al giorno. Se quindi pesasse circa 70kg., quanto un uomo medio, ne produrrebbe  8g..

Sappiamo poi che un ratto, in rapporto al peso di 70 kg di una persona, ne produrrebbe 2 g al giorno e fino a 15 g sotto stress, mentre una ipotetica mosca di 70 kg ne produrrebbe 10 g al giorno. Le capre, invece, producono circa 15.000 mg (15 g) al giorno di questa vitamina – cioè quello che si potrebbe assumere mangiando 30 Kg!!! di arance.

In natura, i gorilla assumono in media 4,5 g di vitamina C al giorno. Per star bene, le scimmie ne hanno bisogno di circa un grammo al giorno. Secondo uno studio, una scimmia media di 7,5 kg (un decimo del nostro peso) assume 600 mg al giorno di vitamina C.

Eppure il Ministero della Salute, per l’uomo, ne raccomanda 90 mg al giorno.

Una sproporzione difficilmente spiegabile. 

A cosa serve la vitamina C.

Parlare delle funzioni svolte dalla vitamina C è molto difficile data la sua importanza straordinaria che va ben oltre lo scorbuto. Cercherò comunque di dare delle indicazioni di massima lasciando ai singoli il compito di approfondire gli argomenti che li interessano. La bibliografia inserita qui sotto ha solo un valore indicativo, dato che le pubblicazioni sulla vitamina C sono migliaia.

Basta dire che digitando su PubMed Vitamin C si trovano 3221 pubblicazioni solo per l’anno 2021. In tealtà la vit. C svolge molteplici funzioni nell’organismo.

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È FONDAMENTALE PER LA PELLE.

Dipende dal fatto che serve alla sintesi di alcuni suoi costituenti e la protegge dagli effetti nocivi dei raggi UV. Incrementa inoltre la capacità di cicatrizzazione e previene l’invecchiamento della pelle.

1) Vitamin C and Immune Function. La vitamina C supporta la funzione di barriera epiteliale contro i patogeni e promuove l’attività di scavenging ossidante della pelle, proteggendo così potenzialmente dallo stress ossidativo ambientale.

2) The Roles of Vitamin C in Skin Health.  Questa recensione discute i potenziali ruoli della vitamina C nella salute della pelle e riassume la ricerca in vitro e in vivo fino ad oggi. Confrontiamo l’efficacia dell’assunzione nutrizionale di vitamina C rispetto all’applicazione topica.

3) Role of Vitamin C in Skin Diseases. La vitamina C (acido ascorbico) svolge un ruolo importante nel mantenimento della salute della pelle e può promuovere la differenziazione dei cheratinociti e diminuire la sintesi di melanina, portando alla protezione antiossidante contro i fotodanneggiamenti indotti dai raggi UV.

4) The effect of Vitamin C on melanin pigmentation – A systematic review.  Questa revisione sistematica discute gli studi condotti per valutare l’effetto della vitamina C sulla pigmentazione della melanina. L’obiettivo principale era valutare l’effetto della vitamina C sulla pigmentazione della melanina.

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È IMPORTANTE CONTRO VARI TIPI DI CANCRO.

La sua importanza riguarda sia la prevenzione che la terapia del cancro.

1) Intravenous vitamin C in the supportive care of cancer patients: a review and rational approach. Questo articolo esamina la vit. C per via endovenosa (IV C) nella cura del cancro e offre un approccio razionale per consentire a medici oncologi e professionisti integrativi di fornire in sicurezza IV C combinata con vitamina C orale ai pazienti. L’uso di IV C è un intervento di supporto sicuro per ridurre l’infiammazione nel paziente e migliorare i sintomi legati alla carenza di antiossidanti, ai processi patologici e agli effetti collaterali dei trattamenti standard contro il cancro.

2) Vitamin C in Stem Cell Reprogramming and Cancer. Dato che la disregolazione epigenetica è un noto fattore di malignità, la vit. C può svolgere un nuovo ruolo come agente antitumorale epigenetico.

3) Targeting cancer vulnerabilities with high-dose vitamin C. Gli studi hanno dimostrato che la vit. C farmacologica prende di mira molti dei meccanismi che le cellule tumorali utilizzano per la loro sopravvivenza e crescita. In questo articolo di Opinion, discutiamo di come la vit. C può colpire tre vulnerabilità condivise da molte cellule tumorali: squilibrio redox, riprogrammazione epigenetica e regolazione del rilevamento dell’ossigeno.

4) Vitamin C versus Cancer: Ascorbic Acid Radical and Impairment of Mitochondrial Respiration? Uno specifico effetto antitumorale può essere ottenuto ad alte dosi di terapia con vit. C.

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5) High-dose intravenous vitamin C, a promising multi-targeting agent in the treatment of cancer. Prove crescenti indicano che la vit. C ha il potenziale per essere un potente agente antitumorale quando somministrata per via endovenosa e in dosi elevate (IVC ad alte dosi)

6) Intravenous High-Dose Vitamin C in Cancer Therapy. Articolo particolarmente interessante che ricostruisce la storia dell’importanza e dell’ utilizzo della vit. C nei casi di Cancro. L’articolo ci dice che un numero crescente di studi preclinici sta mostrando come la vitamina C ad alte dosi possa giovare ai malati di cancro.

7) Vitamin C deficiency in cancer patients.  L’articolo rileva che la carenza di vitamina C è comune nei pazienti con cancro avanzato e i fattori più importanti che determinano i livelli plasmatici sono l’assunzione con la dieta e i marcatori della risposta infiammatoria. I pazienti con basse concentrazioni plasmatiche di vitamina C hanno una sopravvivenza più breve.

AUMENTA L’ELIMINAZIONE DEL COLESTEROLO TRASFORMANDOLO IN ACIDI BILIARI.

1) Cholesterol: Vitamin C Controls Its Transformation to Bile Acids. Facilita l’assorbimento del ferro. In caso di anemia somministrare Ferro con acido ascorbico per favorire l’assimilazione

HA AZIONE ANTINFIAMMATORIA E STIMOLA LA FUNZIONE IMMUNITARIA.

1) Ascorbic Acid: its role in immune system and chronic inflammation diseases. La vit. C è importante in tutte le condizioni stressanti legate a processi infiammatori e che coinvolgono l’immunità.

2) Antioxidant vitamins and their effect on immune system. La supplementazione di vit.C ha dimostrato di ridurre la durata e la gravità delle infezioni delle vie respiratorie superiori, compreso il raffreddore. Inoltre, è stato suggerito che esiste una stretta relazione tra la carenza di vitamine e malattie infettive come la tubercolosi, l’AIDS e la SARS CoV-2, nonché le malattie infettive diffuse attraverso il sistema respiratorio e digerente.

HA AZIONE ANTIVIRALE ED ANTIBATTERICA.

1) Vitamin C and Immune Function. La carenza di vitamina C provoca un’immunità ridotta e una maggiore suscettibilità alle infezioni. A loro volta, le infezioni hanno un impatto significativo sui livelli di vitamina C a causa dell’aumento dell’infiammazione e del fabbisogno metabolico.

2) Immunomodulatory and antimicrobial effects of vitamin C. Articolo molto ampio, interessantissimo, assolutamente da leggere.

3) Vitamin C Protects Against Coronavirus L’articolo uscito nel gennaio 2020 ci dice che la pandemia di coronavirus può essere drasticamente rallentata, o fermata, con l’uso immediato e diffuso di alte dosi di vitamina C.

È UN ANTIDEPRESSIVO.

1) Antidepressant effect of vitamin C. Lo studio riporta Il completo recupero da depressione idiopatica verificato in tutti i pazienti dopo trattamento con acido ascorbico intravenoso.

IMPORTANTE PER LE FUNZIONI COGNITIVE.

1) Plasma Vitamin C Concentrations and Cognitive Function: A Cross-Sectional Study. È stata trovata un’associazione significativa tra le concentrazioni plasmatiche di vitamina C e le prestazioni su compiti che coinvolgono attenzione, concentrazione, memoria di lavoro, velocità decisionale, richiamo ritardato e totale e riconoscimento.

2) Vitamin C supplementation promotes mental vitality in healthy young adults: results from a cross-sectional analysis and a randomized, double-blind, placebo-controlled trial. L’integrazione di vit. C ha aumentato la motivazione al lavoro e la concentrazione dell’attenzione e ha contribuito a migliorare le prestazioni nei compiti cognitivi che richiedono un’attenzione prolungata.

MOLTO UTILE NEI GRANDI USTIONATI E NELLE RIANIMAZIONI.

1) Vitamin C may reduce the duration of mechanical ventilation in critically ill patients: a meta-regression analysis. Sono state trovate prove evidenti che la vitamina C riduce la durata della ventilazione meccanica,

INIBISCE LA FORMAZIONE DI NITROSAMMINE.

1) Effects of vitamins C and E on N-nitroso compound formation, carcinogenesis, and cancer. L’articolo descrive le proprietà dei composti N-nitroso (NNC) e delle vitamine C ed E. L’autore esamina la capacità delle vitamine C ed E di inibire la formazione di NNC nei sistemi chimici, nelle carni conservate con nitriti, negli animali da esperimento e nell’uomo. Le vitamine dietetiche C ed E hanno entrambe prodotto dal 30% al 60% di inibizioni nella maggior parte degli esperimenti di carcinogenesi che impiegano cancerogeni preformati.

RUOLO NELLE MALATTIE INFETTIVE.

1) Vitamin C and Infections. Un totale di 148 studi sugli animali ha indicato che la vitamina C può alleviare o prevenire le infezioni causate da batteri, virus e protozoi. L’infezione umana più studiata è il comune raffreddore. La somministrazione di vit. C non riduce l’incidenza media di raffreddori nella popolazione generale, ma ha dimezzato il numero di raffreddori nelle persone fisicamente attive.

HA EFFETTO DISINTOSSICANTE ANCHE CONTRO AVVELENAMENTI.

 1) Cardiotoxicity of some pesticides and their amelioration. Questa revisione identifica 24 agenti miglioratori che sono stati utilizzati con successo per gestire 60 casi di cardiotossicità dovuta a pesticidi. Gli agenti più efficaci erano la vitamina C, la curcumina, la vitamina E, la quercetina, il selenio, la crisina e l’estratto di aglio. La vitamina C ha mostrato effetti migliorativi in un’ampia gamma di tossicità.

HA RUOLO ANTIOSSIDANTE.

1) The antioxidant role of vitamin C. Questa recensione presenta prove che supportano l’importanza della vitamina C come componente dei meccanismi protettivi antiossidanti complessivi che si trovano nelle cellule e nei tessuti. I dati sono coerenti e costituiscono un forte consenso per studiare l’importanza della funzione antiossidante della vitamina C nel mantenimento della salute umana.

 

Cosa sono le Vitamine? Generalità

Vitamina A

Vitamina C

Vitamina D

Vitamine del gruppo B

Vitamina B1

 

                                                         

 

 

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