Glicemia, tra Insulina e Glucagone 24 settembre 2015 – Posted in: Importanza della Glicemia, Macro e Micro Nutrienti, Nutrizione e Alimentazione – Tags: , , , ,

Glicemia, tra Insulina e Glucagone

 

La Glicemia rappresenta la quantità di glucosio presente nel sangue espresso in mg/dl.

I suoi valori a digiuno si aggirano normalmente intorno a 60-75 mg/dl mentre nella fase postprandiale raggiungono i 130-150 mg/dl.

Valori glicemia a digiuno mg/dl mmol/L
NORMALE 70-99 3.9 – 5.5
Alterata (IFG) 100-125 > 5.5 – < 7.0
Diabete >126 > 7.0

IFG = alterata glicemia a digiuno

Glicemia dopo 120′ dal

carico orale di glucosio

(test OGTT)

mg/dl mmol/L
NORMALE < 140 < 7.8
Alterata (IGT) > 140 < 200 > 7.8 < 11.1
Diabete > 200 > 11.1

IGT = alterata tolleranza al glucosio

L’organismo ha un proprio sistema di regolazione che consente di mantenere relativamente costante la Glicemia durante l’arco della giornata. Il Glucosio nel sangue è fondamentale per la vita essendo il nutriente essenziale (da un punto di vista energetico) per tutte le cellule dell’organismo.

In persone sane che seguono una dieta mista, la Glicemia durante la giornata è generalmente compresa tra i 60 e i 130 mg/dl. Possiamo considerare un valore medio di riferimento i 80 mg/100 ml (5 mM.)

Carboidrati, cosa sono

Molecola del Glucosio C6H12O6 probabilmente il composto organico più presente in natura

Un livello costante del Glucosio nel sangue è importante per assicurare il normale apporto energetico al cervello. Il cervello, infatti, a differenza di quanto avviene per altri organi come ad esempio i muscoli, non è in grado di immagazzinare riserve di glucosio dalla cui disponibilità dipende direttamente.

Se si escludono le condizioni di digiuno prolungato, il Glucosio presente nel sangue è l’unica fonte energetica utilizzabile dal cervello. Da notare come sia i valori troppo bassi della Glicemia (ipoglicemia) sia i valori troppo alti (iperglicemia) sono potenzialmente pericolosi per l’organismo e, se la situazione si protrae per lunghi periodi, possono portare a conseguenze molto gravi come coma e diabete.

Il giusto livello della Glicemia è mantenuto (in condizioni normali) dall’azione di 2 ormoni: Insulina e Glucagone.

 

L’Insulina permette l’abbassamento della Glicemia (effetto ipoglicemizzante), mentre il Glucagone, ormone della mobilizzazione, ha un effetto contrario ed è quindi iperglicemizzante.

In pratica, dopo un pasto abbondante la Glicemia tende a salire a causa  del Glucosio che l’apparato digerente riversa in circolo. Naturalmente questa salita della Glicemia sarà direttamente collegata al tipo ed alla quantità di alimenti che abbiamo ingerito, dipenderà quindi dal loro Indice glicemico e dal Carico Glicemico complessivo.

L’aumento della Glicemia stimola la secrezione di Insulina che, con la sua azione, riporta la Glicemia a livelli normali perché la funzione di questo ormone è quella di permettere il passaggio (e l’utilizzo) del Glucosio dal sangue alle cellule ma anche quella di favorire l’accumulo di glucosio sotto forma di Glicogeno.

Endurance. Risparmiare GlicogenoLogicamente dopo qualche ora che abbiamo mangiato la Glicemia tenderà ad abbassarsi a causa del passaggio del glucosio dal circolo sanguigno ai tessuti. Questo stimolerà la secrezione di Glucagone, l’ormone che riporta la Glicemia a valori normali poiché stimola la produzione di Glucosio a partire dal Glicogeno e favorisce l’utilizzo cellulare di grassi e aminoacidi, risparmiando Glucosio.

EFFETTI “PERVERSI” DELL’INSULINA

Come abbiamo detto, l’Insulina entra in circolo in modo direttamente proporzionale al valore della Glicemia, più questa aumenta e maggiore quantità di Insulina viene secreta.

La Glicemia, quindi, aumenta moltissimo quando un pasto è composto principalmente da grossi quantitativi di Carboidrati specie se ad elevato Indice glicemico come pana, pasta, dolci, bibite gassate, merendine, mentre aumenta più gradatamente se i carboidrati sono a basso Indice glicemico come frutta e verdura e se associati a proteine, grassi e fibre.

In generale l’incremento glicemico è massimo per i Carboidrati (in rapporto comunque al loro  Indice glicemico), medio basso per le proteine e minimo per i grassi.

Il problema è che quando il pancreas produce molta Insulina, la Glicemia si abbassa rapidamente e scende sotto i livelli normali. Il veloce calo della Glicemia è detto ipoglicemia reattiva post prandiale e questo fenomeno produce l’insorgere del senso della fame, nonché di sonnolenza e spossatezza. Questo porta all’instaurarsi di un circolo vizioso che da un lato porta ad avere fame e dall’altro porta ad accumulare grasso.

Col tempo, poi, fenomeno questo ancora più grave, l’aumentata richiesta di Insulina porta ad un progressivo declino funzionale delle cellule β del pancreas, quelle deputate alla produzione di Insulina, con un aumento della Glicemia a digiuno. Questo è il punto di partenza per la comparsa del diabete di tipo II.

Il controllo della Glicemia è quindi fondamentale poiché: previene la comparsa del Diabete di tipo II e delle sue complicanze. Allo stesso tempo favorisce il controllo del peso corporeo, riduce la produzione endogena di colesterolo, migliora la capacità di attenzione e concentrazione.

Un pasto che contenga la giusta percentuale di grassi e proteine è inoltre in grado di stimolare il rilascio di una sostanza chiamata Colecistochinina (CKK) che favorisce il senso di sazietà.

6 REGOLE PER CONTROLLARE LA GLICEMIA ED IL PESO CORPOREO.

  • Limitare la quantità di Carboidrati, soprattutto – ma non esclusivamente – quelli ad alto Indice glicemico (zucchero, dolci, cereali e derivati da farine raffinate,bibite e alcolici).

    attenti alla glicemia

    Limitare l’uso di prodotti ad alto indice glicemico perché fanno salire tropo bruscamente la glicemia

  • Limitare o meglio eliminare il consumo di snack, prodotti dolciari e bevande zuccherate.

  • Non eccedere con il consumo di carboidrati a medio indice e ad alto Carico Glicemico  (pasta, pane, patate, cereali ecc.).

  • Preferire alimenti ricchi di fibre, come la frutta, la verdura (alla base dell’alimentazione) ed i cereali integrali.

  • Ripartire uniformemente i nutrienti nei vari pasti evitando i pasti a base di soli Carboidrati, come il classico etto di pasta in bianco, che provoca un aumento della Glicemia maggiore rispetto a 70 grammi di pasta al tonno e pomodoro, che ha anche un effetto più saziante.

  • Non fare pasti troppo abbondanti, ma suddividere l’apporto calorico in almeno quattro/cinque pasti giornalieri. Per tenere sotto controllo il tasso di Glucosio nel sangue è molto importante non solo la qualità ma anche la quantità dei nutrienti assunti con la dieta. Dobbiamo riflettere sul fatto che un cucchiaino di zucchero, pur avendo un Indice glicemico alto, causa un incremento glicemico minore rispetto a 100 g di pasta integrale. Questa non è, ovviamente, una giustificazione per consumare lo zucchero!!

  • Leggere sempre le etichette ed i valori nutrizionali, moderando l’uso di cibi che contengono sciroppo di glucosio e/o sciroppo di fruttosio e/o amido di mais.

Una alimentazione equilibrata può aiutare a prevenire molti di questi problemi. Visita :

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Sull’importanza della della Glicemia rispetto ai disturbi cardiocircolatori, consigliamo questo studio davvero interessante

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