Cibo e Psiche – Dieta Zona Personalizzata Online https://dietazonaonline.com La tua dieta personalizzata sempre con te! Thu, 10 Apr 2025 14:01:57 +0000 it-IT hourly 1 UN CUORE SOFFERENTE AMA IL MOVIMENTO https://dietazonaonline.com/un-cuore-sofferente-ama-il-movimento https://dietazonaonline.com/un-cuore-sofferente-ama-il-movimento#respond Thu, 10 Apr 2025 13:58:28 +0000 https://dietazonaonline.com/?p=13344 Questo mio articolo è comparso sulla rivista Vita e Salute nel numero di marzo 2025. buona lettura Qui il PDF: UN CUORE SOFFERENTE AMA IL MOVIMENTO  

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Questo mio articolo è comparso sulla rivista Vita e Salute nel numero di marzo 2025. buona lettura

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Aglio. Difendere la Prostata e non solo https://dietazonaonline.com/aglio-difendere-la-prostata-e-non-solo https://dietazonaonline.com/aglio-difendere-la-prostata-e-non-solo#respond Mon, 10 Mar 2025 08:53:08 +0000 https://dietazonaonline.com/?p=12706 aglio, una sostanza terapeutica importantissima da conoscere

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Siamo abituati a pensare all’aglio ed al suo sapore pungente come al massimo un ingrediente di cucina.

                  Ma l’aglio è molto, molto di più.

Tra le numerose proprietà attribuite all’aglio c’è quella di dare alla pelle un aspetto sano e di favorire la crescita dei capelli.

Questo effetto è dovuto all’acido fitinico, che lega le sostanze minerali e che può essere trasformato in inositolo, sostanza simile alle vitamine capace di stimolare la crescita cellulare.

L’aglio contiene alcaloidi con azione simile a quella dell’insulina, abbassando il livello di glicemia nel sangue: per questo l’aglio è un valido supporto nelle terapie contro il diabete ed in altre malattie legate al metabolismo degli zuccheri.

Rafforza il sistema immunitario agendo come potente battericida su tutto l’organismo.

È un potentissimo vermifugo, un regolatore della pressione arteriosa dato che agisce provocando vasodilatazione delle arteriole e dei capillari, riduce il rischio di sclerosi nelle arterie, previene l’aggregazione delle piastrine e la conseguente formazione di trombi (utile quindi per i vaccinati). Inoltre ha la capacità di regolarizzare il livello di colesterolo e trigliceridi nel sangue.

Nell’uomo, uno studio italiano ha trovato una relazione inversa tra l’uso di aglio e l’ Ipertrofia Prostatica Benigna.
Un altro studio conclude che il consumo regolare di aglio e cipolla può prevenire il cancro alla prostata.
I composti organosolforici derivati dall’aglio possono essere responsabili, almeno in parte, dell’attività antitumorale.

 

Se ti interessa saperne di più sull’aglio e

su tutte le sue virtù terapeutiche,

puoi leggere il mio libro

 

 

 

Se invece sei interessato a proteggere 

e curare la prostata in modo naturale,

questo è il libro specifico

 

 

 

 

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GLI ANTIDEPRESSIVI FANNO INGRASSARE E SONO UN PERICOLO PER LA SALUTE https://dietazonaonline.com/gli-antidepressivi-fanno-ingrassare-e-sono-un-pericolo-per-la-salute https://dietazonaonline.com/gli-antidepressivi-fanno-ingrassare-e-sono-un-pericolo-per-la-salute#respond Mon, 10 Feb 2025 07:39:23 +0000 https://dietazonaonline.com/?p=13274 Gli antidepressivi fanno ingrassare ma questo è solo uno dei problemi. Spingono anche spesso al suicidio ed addirittura ad uccidere. Tutto dimostrato da studi.

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Durante la mia pratica professionale avevo spesso constatato come alcune persone che si rivolgevano a me per una dieta dimagrante, erano ingrassate particolarmente con l’uso di antidepressivi prescritti dal medico. Questo fatto di continuare ad ingrassare portava di solito a deprimersi ulteriormente, oltre agli altri danni alla salute, e quindi il medico magari aumentava le dosi di antidepressivo.

Un circolo vizioso drammatico. 

Pur non avendo al momento fatte ricerche specifiche, ero giunto alla conclusione che gli antidepressivi erano un grosso fattore di rischio per l’ obesità. Ma successivamente mi sono reso conto che non si trattava solo di una mia opinione, ma della realtà dimostrata da un numero incredibile di studi scientifici.

Mi limito a riportare uno qui sotto.

—- Is increased antidepressant exposure a contributory factor to the obesity pandemic? (1)

Il disturbo depressivo maggiore (MDD) e l’obesità sono entrambi disturbi eterogenei comuni con eziologia complessa, con un impatto importante sulla salute pubblica. La prescrizione di antidepressivi è aumentata di quasi il 400% dal 1988, secondo i dati dei Centers for Disease Control and Prevention (CDC). Parallelamente, i tassi di obesità negli adulti sono raddoppiati dal 1980, dal 15 al 30 percento, mentre i tassi di obesità infantile sono più che triplicati. I crescenti tassi di obesità hanno conseguenze significative sulla salute, contribuendo all’aumento dei tassi di oltre trenta gravi malattie. Nonostante il concomitante aumento dell’uso di antidepressivi e dei tassi di obesità nelle società occidentali, l’associazione tra i due, così come i meccanismi alla base dell’aumento di peso indotto dagli antidepressivi, rimangono poco esplorati. In questa revisione, evidenziamo la complessa relazione tra uso di antidepressivi, MDD e aumento di peso. I risultati clinici hanno suggerito che l’obesità può aumentare il rischio di sviluppare MDD e viceversa. L’attivazione dell’asse ipotalamo-ipofisi-surrene (HPA) avviene in stato di stress; contemporaneamente, l’asse HPA è anche disregolato nell’obesità e nella sindrome metabolica, rendendolo il percorso patofisiologico comune condiviso più compreso con MDD. Numerosi studi hanno indagato gli effetti di diverse classi di antidepressivi sul peso corporeo. Precedenti studi clinici suggeriscono che i triciclici amitriptilina, nortriptilina e imipramina e l’inibitore della ricaptazione della serotonina e della noradrenalina mirtazapina sono associati all’aumento di peso. Nonostante il fatto che l’uso di inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina (SSRI) sia stato associato alla perdita di peso durante il trattamento acuto, numerosi studi hanno dimostrato che gli SSRI possono essere associati al rischio a lungo termine di aumento di peso; tuttavia, a causa dell’elevata variabilità e dei molteplici fattori confondenti negli studi clinici, l’effetto a lungo termine del trattamento con SSRI e dell’esposizione a SSRI sul peso corporeo rimane poco chiaro. Un paradigma animale sviluppato di recente mostra che la combinazione di stress e antidepressivi seguita da una dieta ricca di grassi a lungo termine determina, molto tempo dopo l’interruzione del trattamento antidepressivo, un aumento di peso notevolmente superiore a quello causato dalla sola dieta ricca di grassi. Sulla base dei dati epidemiologici, clinici e preclinici esistenti, abbiamo generato l’ipotesi verificabile che l’uso crescente di antidepressivi, con conseguenti alti tassi di esposizione agli antidepressivi, potrebbe essere un fattore che contribuisce all’epidemia di obesità.

Come ho detto sopra, questo è solo uno dei tanti studi che ci dicono che gli antidepressivi fanno ingrassare, ma gli effetti di queste sostanze possono essere molto più gravi e pericolosi, dato che è ormai ampiamente documentato come siano  in grado di produrre una forma di alterazione mentale gravissima, detta ACATISIA  che spinge i soggetti a suicidi, omicidi ed in certe condizioni a vere e proprie stragi ormai documentate a livello giuridico con sentenze.

Se vuoi approfondire questo argomento, qui trovi il mio libro specifico

ANTIDEPRESSIVI. DAVVERO CREDI CHE SERVANO A CURARE LA DEPRESSIONE? TUTTI I GRAVISSIMI EFFETTI AVVERSI DOCUMENTATI SCIENTIFICAMENTE 

 

 

 

BIBLIOGRAFIA CITATA

  1. https://www.nature.com/articles/tp201625

 

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Intervista sul Fatto Quotidiano su PrincessIndia https://dietazonaonline.com/intervista-sul-fatto-quotidiano-su-princessindia https://dietazonaonline.com/intervista-sul-fatto-quotidiano-su-princessindia#respond Tue, 13 Jun 2023 08:47:44 +0000 https://dietazonaonline.com/?p=13154 Pubblico qui di seguito una notizia di cronaca a proposito della quale sono stato intervistato sul Fatto Quotidiano. La mia intervista è la ultima parte. di Ennio Battista | 12 GIUGNO 2023 Il Fatto Quotidiano Si fa chiamare Princess su TikTok, ma di principesco ha solo quell’antica immagine di ricchezza che i nobili legavano anche all’abitudine di consumare carne. […]

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Pubblico qui di seguito una notizia di cronaca a proposito della quale sono stato intervistato

sul Fatto Quotidiano. La mia intervista è la ultima parte.

Si fa chiamare Princess su TikTok, ma di principesco ha solo quell’antica immagine di ricchezza che i nobili legavano anche all’abitudine di consumare carne. Tanta carne. Anzi, solo carne nel caso di India Castley di Southport, nel Merseyside in Inghilterra. Una ragazza di 19 anni che afferma di aver curato la sua acne, di aver perso trenta chili e di sentirsi al top dopo aver adottato una dieta a base di carne cruda e frattaglie. La ragazza racconta di aver smesso completamente di mangiare verdure a metà del 2022, e da circa un anno si nutre solo di bistecche crude. La giovane sostiene che questa sua nuova dieta l’ha aiutata anche a ridurre la depressione e i problemi di stomaco. Eppure, Princess seguiva prima un regime alimentare tradizionale, in cui – almeno stando alle sue parole – prevedeva il consumo di molte verdure; solo che a lei quel tipo di alimentazione la faceva sentire in uno stato “terribile”, e che solo da quando ha adottato la dieta carnivora ha cominciato a sentirsi meglio. Non ci vuole molto però a capire che questo modo di mangiare produce squilibri alimentari notevoli e, nel tempo, seri problemi di salute.

 

Il problema è che questa ragazza vanta su TikTok molti followers a cui racconta le sue giornate tipo alimentari che prevedono anche uova, midollo osseo e latticini crudi che le forniscono vitamine e sostanze nutritive. India ha dichiarato: “Per colazione tendo a mangiare una bistecca cruda con un po’ di fegato crudo e i miei latticini crudi. Per uno spuntino prendo uno snack di fegato di manzo o cuore. È raro che salti il pranzo, che cambia ogni giorno. Posso mangiare fegato, o reni. Mi piacciono anche le uova, sode o crude. Poi formaggio, latte, e anche il brodo di ossa fatto in casa: è una buona fonte di elettroliti”. Oltre alla perdita di peso e alla scomparsa dell’acne, India vanta di sperimentare particolari benefici per il suo umore: “I miei amici e la mia famiglia dicono che non mi riconoscono nemmeno più, in positivo ovviamente. Ho una motivazione per tutto. Prima riuscivo a malapena ad alzarmi dal letto. Ero sempre piena di ansia. Ero una persona molto arrabbiata e irascibile, ma questo era dovuto alla mia cattiva alimentazione che mi causava la permeabilità intestinale. Il tuo intestino è essenzialmente il tuo primo cervello. Se lo stai danneggiando, non ti sentirai molto bene quanto dovresti”.
                                                   ——————————INTERVISTA-——————————

“Confesso da nutrizionista e da psicologo di essere rimasto affascinato dalla storia che Princess India ha raccontato su TikTok”, ci dice con una punta di ironia il dottor Gabriele Buracchi, psicologo e nutrizionista.

“La ragazza afferma di mangiare solo carne cruda tra cui frattaglie, oltre a uova e latticini. Ricordiamo che i macronutrienti sono tre: carboidrati, proteine e grassi, ma alla nostra Principessa evidentemente i carboidrati non servono; davvero una persona fortunata diversa da noi comuni mortali. Immagino che mangi prodotti di allevamento intensivo, la roba che si trova al supermercato e, quindi, non avendo citato il pesce, evidentemente non introduce omega tre, grassi polinsaturi. 

A questo punto il mistero si infittisce dato che gli omega 3 sono potenti antidepressivi che possono essere un aiuto per chi abbia disturbi dell’umore, oltre ad avere molte funzioni essenziali. D’altra parte, se mangiasse pesce dovrebbe mangiarlo crudo come mangia cruda la carne, per coerenza. Ma così facendo rischierebbe l’Anisakidosi, una grave infezione.

Meglio non ingerire omega 3. A quanto pare la dieta carnivora ha migliorato anche il suo carattere. Questa è una bellissima notizia e mi rallegro con la Principessa che potrebbe comunicare la cosa al suo connazionale oltretutto di nobile lignaggio come lei, il Re Enrico VIII. Enrico VIII, oltre ad aver avuto 6 mogli era noto per essere divenuto obeso e con gravi problemi di salute, in primo luogo la gotta, tipica degli ipercarnivori con piaghe alle gambe, ma soprattutto per il suo carattere scorbutico. Enrico VIII si nutriva quasi esclusivamente di carne e quindi non ingeriva vitamina C presente in pratica solo in alimenti di origine vegetale e non sintetizzabile dal nostro organismo, ed era quindi affetto da gotta e da scorbuto di cui è morto. Non ingerendo fibre soffriva anche di stitichezze memorabili. Ma forse la nostra Principessa non solo non ha bisogno di Omega 3, ma neppure di vitamina C, oltre a non avere un eccesso di proteine nel sangue. Una bella fortuna davvero: anche qui confesso un po’ di invidia.

A chi invece non è interessato ad avere followers su Tik Tok o su altri social”, conclude Buracchi, “consiglio un’alimentazione bilanciata: molta frutta e verdura, frutta secca, olio di oliva e se si vuole un po’ di carne magra, pesce e proteine vegetali. Magari non fa diventare nobili e famosi, ma fa bene all’umore e al fisico”.

ALCUNI MIEI LIBRI SU VITAMINE E SALI MINERALI

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COSA E’ L’ INFIAMMAZIONE? COME ELIMINARLA? https://dietazonaonline.com/dieta-antinfiammatoria-come-ridurre-linfiammazione-in-modo-naturale https://dietazonaonline.com/dieta-antinfiammatoria-come-ridurre-linfiammazione-in-modo-naturale#respond Fri, 13 Jan 2023 14:16:42 +0000 https://dietazonaonline.com/?p=13040 Questa pagina collegata a molte altre nel sito grazie ai link, parla di un problema molto importante: l’INFIAMMAZIONE. E’ ormai sempre più riconosciuto che l’infiammazione sia la base di partenza di patologie cardiocircolatorie di tumori e di altri gravi patologie. In questa pagina si delineano alcuni punti, tutti sorretti da numerosa bibliografia scientifica. Nello specifico […]

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Questa pagina collegata a molte altre nel sito grazie ai link, parla di un problema molto importante: l’INFIAMMAZIONE.

E’ ormai sempre più riconosciuto che l’infiammazione sia la base di partenza di patologie cardiocircolatorie di tumori e di altri gravi patologie. In questa pagina si delineano alcuni punti, tutti sorretti da numerosa bibliografia scientifica. Nello specifico si parla di:

  • COS’È L’INFIAMMAZIONE?
  • COSA CAUSA INFIAMMAZIONE?
  • IL RUOLO DELLA DIETA

 

 

COS’È L’INFIAMMAZIONE?

è un processo naturale che aiuta il corpo a guarire e difendersi dai danni, ma  l’infiammazione è dannosa se diventa cronica. L’infiammazione cronica può durare settimane, mesi o anni e può portare a vari problemi di salute. Detto questo, ci sono molte cose che possiamo fare per ridurre l’infiammazione e migliorare la salute generale.

Questo testo delinea un piano dettagliato per una dieta e uno stile di vita antinfiammatori. L’infiammazione è il modo in cui il corpo si protegge da infezioni, malattie o lesioni. Come parte della risposta infiammatoria, il corpo aumenta la produzione di globuli bianchi, cellule immunitarie e sostanze chiamate citochine che aiutano a combattere le infezioni [1].

I classici segni di infiammazione acuta (a breve termine) includono arrossamento, dolore, calore e gonfiore. D’altra parte, l’infiammazione cronica (a lungo termine) si verifica spesso all’interno del corpo senza alcun sintomo evidente.

Questo tipo di infiammazione può guidare malattie come il diabete, le malattie cardiache, la malattia del fegato grasso e il cancro [2],[3],[4],[5].

L’infiammazione cronica può verificarsi anche quando le persone sono obese o sotto stress [6],[7] .

Quando i medici cercano l’infiammazione, testano alcuni marcatori nel sangue, tra cui la proteina C-reattiva (CRP), l’omocisteina, il TNF alfa e l’IL-6.

 

COSA CAUSA INFIAMMAZIONE?

Alcuni fattori dello stile di vita, specialmente quelli abituali, possono favorire l’infiammazione.

Il consumo di elevate quantità di zucchero e sciroppo di mais ad alto contenuto di fruttosio è particolarmente dannoso.

Può portare a insulino-resistenza, diabete e obesità [8],[9],[10],[11],[12]

Gli scienziati hanno anche ipotizzato che il consumo di molti carboidrati raffinati, come il pane bianco, possa contribuire all’infiammazione, all’insulino-resistenza e all’obesità [13],[14].

Inoltre, è stato dimostrato che mangiare cibi trasformati e confezionati che contengono grassi transdetti grassi idrogenati, cioè prodotti artificialmente e molto pericolosi– promuove l’infiammazione e danneggia le cellule endoteliali che rivestono le arterie [15],[16],[17],[18],[19],[20],[21].

La Food and Drug Administration americana, ha ritenuto che i grassi trans non siano più “generalmente riconosciuti come sicuri“, quindi la maggior parte degli alimenti non dovrebbe più contenere grassi trans[22].

Gli oli vegetali utilizzati in molti alimenti trasformati sono un altro possibile colpevole. Il consumo regolare può provocare uno squilibrio di acidi grassi Omega-6 e Omega-3, che alcuni scienziati ritengono possano promuovere l’infiammazione [23],[24],[25].

L’eccessiva assunzione di alcol e carne lavorata può certamente avere effetti infiammatori sul corpo [26],[27],[28]

Inoltre, uno stile di vita inattivo che include lunghi periodi di inattività, è un importante fattore non dietetico che può promuovere l’infiammazione [29],[30].

IL RUOLO DELLA DIETA

Se si vuole ridurre l’infiammazione, serve mangiare meno cibi infiammatori e più cibi antinfiammatori, che in pratica significa avere una dieta basata su cibi integrali e ricchi di nutrienti che contengono antiossidanti, evitando al tempo stesso cibi altamente trasformati con molti zuccheri e oli aggiunti.

Gli antiossidanti agiscono riducendo i livelli di radicali liberi.

Queste molecole reattive vengono create come parte naturale del metabolismo ma possono portare a infiammazioni quando non vengono tenute sotto controllo [31].

La dieta antinfiammatoria dovrebbe fornire un sano equilibrio tra  Macronutrienti, cioè proteine, carboidrati e grassi ad ogni pasto. Naturalmente deve allo stesso tempo assicurare l’equilibrio dei Micronutrienti, cioè vitamine, sali minerali, fibre e acqua.

Una dieta considerata antinfiammatoria è la dieta Mediterranea – quella vera e non quella promossa dai commercianti di pasta ed altri cibi dannosi-, che ha dimostrato di ridurre i marcatori infiammatori, come CRP e IL-6 [32],[33],[34].

Una dieta a basso contenuto di carboidrati ad alto Indice Glicemico ma ricca di carboidrati a basso Indice Glicemico come frutta e verdura, riduce anche l’infiammazione, in particolare per le persone con obesità o sindrome metabolica [35],[36],[37].

Inoltre, le diete vegetariane e quelle vegane sono collegate a una ridotta infiammazione[38] .

Se sei interessato ad approfondire questi argomenti segui i link.

Ho anche scritto libri specifici su:

Dieta Mediterranea in Zona

Dieta Vegetariana e Vegana in Zona

Essere Vegetariani- Essere Vegani

Ricette Vegetariane e Vegane

DIETA ZONA. Attività fisica

Pagine del sito collegate

INFIAMMAZIONE E ZONA

LA DIETA ANTINFIAMMATORIA

Forse ti può interessare il mio libro:

DIETA ANTINFIAMMATORIA. MANUALE PRATICO: RIDURRE L’INFIAMMAZIONE IN MODO NATURALE CON ALIMENTI, SOSTANZE NATURALI ED ATTIVITA’ FISICA

 

BIBLIOGRAFIA SCIENTIFICA

[1] https://www.ncbi.nlm.nih.gov/books/NBK534820/
[2] The global diabetes epidemic as a consequence of lifestyle-induced low-grade inflammation – PubMed (nih.gov)
[3] https://www.ahajournals.org/doi/full/10.1161/01.cir.0000052939.59093.45
[4] https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/21038418/
[5] https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC2803035/
[6] https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/21219177/
[7] https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/24417575/
[8] https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/26487451/
[9] https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC3151025/
[10] https://www.mayoclinicproceedings.org/article/S0025-6196(15)00040-3/fulltext
[11] https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/15051594/
[12] https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/26338891/
[13] Comparison with ancestral diets suggests dense acellular carbohydrates promote an inflammatory microbiota, and may be the primary dietary cause of leptin resistance and obesity – PubMed (nih.gov)
[14] https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/25477716/
[15] https://www.clinicaltherapeutics.com/article/S0149-2918(14)00053-8/fulltext
[16] https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/22216328/
[17] Dietary intake of trans fatty acids and systemic inflammation in women – PubMed (nih.gov)
[18] https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/25376124/
[19] https://academic.oup.com/jn/article/135/3/562/4663700
[20] https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/21795740/
[21] https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/15159225/
[22] https://www.fda.gov/food/food-additives-petitions/trans-fat
[23] Low n-6/n-3 PUFA Ratio Improves Lipid Metabolism, Inflammation, Oxidative Stress and Endothelial Function in Rats Using Plant Oils as n-3 Fatty Acid Source – PubMed (nih.gov)
[24] Influence of polyunsaturated fatty acids on urologic inflammation – PubMed (nih.gov)
[25] https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/19022225/
[26] https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/20083478/
[27] https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/20497781/
[28] https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/25849747/
[29] Self-reported sitting time and markers of inflammation, insulin resistance, and adiposity – PubMed (nih.gov)
[30] https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/24205208/
[31] https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/29952268/
[32] https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/24925270/
[33] https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/26104243/
[34] https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/26523418/
[35] https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/24224694/
[36]https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/24176230/
[37] https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/24021709/
[38] https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC7730154/

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Proseguendo la mia attività di autore ho pubblicato in questo ultimo periodo alcuni libri su Amazon che spero possano interessare.

Quelli che presento in questa pagina si occupano di argomenti comunque legati ad alimentazione e salute anche se non riguardano direttamente la dieta Zona.

In altra pagina, invece, presento altri testi che riguardano la mia attività come Romanziere. Spero che i miei lavori di vario tipo possano essere interessanti.

 

ALLATTARE TUO FIGLIO. COME E PERCHE’: I benefici dell’allattamento al seno per madre e bambino. Quando e come iniziare lo svezzamento.

Il latte prodotto dalla mamma risponde a tutti i fabbisogni nutrizionali del suo bambino. Questo latte “su misura”, povero di sodio e ipoallergenico, contiene proporzioni ideali di sali minerali, vitamine, glucidi, proteine, enzimi e acidi grassi essenziali, che contribuiscono alla crescita e allo sviluppo del bambino.
Più facile da digerire, diminuisce i rischi di coliche, di stitichezza o di diarrea.
È ricco di anticorpi materni e quindi rinforza il sistema immunitario ancora immaturo del piccolo. I bambini allattati al seno sono meno esposti alle infezioni batteriche e ad altri disturbi della prima infanzia come otite, rinofaringite o gastroenterite. Hanno anche meno allergie alimentari rispetto a quelli allattati con latte artificiale. Fa anche bene all’equilibrio psicologico ed all’intelligenza, ma fa bene anche alla mamma riducendo il rischio di tumore alla mammella ed altri gravi malattie.

 

DIVENTARE MAMMA PER LA PRIMA VOLTA : NOTIZIE E CONSIGLI UTILI MESE PER MESE

Questo libro prende il considerazione tutto lo sviluppo della gravidanza dal momento della fecondazione all’evolversi mese per mese
Contiene tulle le informazioni utili sullo sviluppo dei sintomi della mamma e l’evoluzione del feto. Contiene anche indicazioni precise sull’alimentazione da tenere nel periodo
gli argomenti trattati sono i seguenti
FECONDAZIONE E CONCEPIMENTO, IL PRIMO MESE DI GRAVIDANZA.IL SECONDO MESE DI GRAVIDANZA, IL TERZO MESE DI GRAVIDANZA, IL QUARTO MESE DI GRAVIDANZA. IL QUINTO MESE DI GRAVIDANZA, IL SESTO MESE DI GRAVIDANZA, ILSETTIMO MESE DI GRAVIDANZA, L’OTTAVO MESE DI GRAVIDANZA, IL NONO MESE DI GRAVIDANZA, PRESENTAZIONE PODALICA REGOLE GENERALI PER MANGIARE IN GRAVIDANZA, INDICE GLICEMICO, RILASSAMENTO

 

ERBE E SPEZIE ALIMENTARI. IMPORTANZA TERAPEUTICA E CURATIVA. VOLUME 1: FITOTERAPIA IN CUCINA. AGLIO, BASILICO, CANNELLA, CURCUMA, ORIGANO, PEPERONCINO ROSSO, SALVIA

L’uso di erbe e spezie è stato incredibilmente importante nel corso della storia e così nel corso dei secoli le esperienze delle loro proprietà medicinali si sono accumulate, quasi oscurando il loro valore gastronomico. In epoche più recenti la ricerca ha mostrato come gran parte delle conoscenze accumulate sui benefici per la salute siano vere e dimostrate. Il libro si occupa in modo approfondito di 7 erbe e spezie, tutte rintracciabili ed acquistabili dall’ortolano o, al massimo, in erboristeria. In effetti scopo di questo libro e del prossimo volume presto in uscita, non è quello di fornire ricette gastronomiche, ma di spiegare come prodotti generalmente considerati semplici e forse banali alimenti, abbiano in realtà proprietà terapeutiche molto importanti, spesso conosciute da secoli se non da millenni, ma oggi tenute nascoste per evitare che possano far concorrenza a farmaci chimici spesso tossici. Sta a noi riappropriarsi di elementi fondamentali per la nostra salute. A seguire il secondo volume.

 

IN CUCINA. TUTTI I TIPI DI COTTURA SPIEGATI FACILE: PRO E CONTRO DI OGNI TIPO DI COTTURA. GLI EFFETTI SULLA SALUTE. PRINCIPI DELLA DIETA ZONA.

Il libro parte dal presupposto che sia importante non solo la scelta dei giusti cibi, ma anche il modo in cui vengono preparati. Sono descritti quindi i vari metodi di cottura con i loro pro ed i loro contro, anche da un punto di vista della salute. in ultimo un capitolo illustra i concetti principali della dieta Zona e le vitamine, che alcuni metodi di cottura possono degradare
Gli argomenti sono:
PREMESSA, COSA E’ LA COTTURA, TIPI DI COTTURA, LA COTTURA DI ALIMENTI, COTTURA AL CALORE SECCO, COTTURA IN ACQUA/AL CALORE UMIDO, LA COTTURA NEI GRASSI, COTTURA MISTA PER COMBINAZIONE, MICROONDE, ALTRE TECNICHE DI PREPARAZIONE, ACRILAMMIDE, DIETA ZONA. REGOLE PER ENTRARE IN ZONA FACILMENTE. LE VITAMINE

 

IL GRANDE MANUALE DEI FIORI DI BACH. CURARSI CON LA NATURA : CONTIENE L’ASSOCIAZIONE DEI FIORI DI BACH CON I 7 CHACKRA

La natura è una grande maestra. Conoscerla aiuta a vivere meglio. Per questo spero che questo libretto sui fiori di Bach possa essere utile a molte persone. I rimedi floreali di Bach sono stati inventati e sviluppati dal Dr. Edward Bach circa 80 anni fa. Un medico di spicco, il Dr. Bach ha deciso di lasciare la sua pratica e concentrarsi sull’omeopatia. Lasciò Londra e iniziò a ricercare le essenze vegetali e il loro effetto sugli esseri umani. Il Dr. Bach isolò e classificò 38 fiori dai quali estrasse 38 essenze con le quali riuscì a guarire i disturbi dei pazienti tenendo conto dei loro stati emotivi individuali. Il Dr. Bach scoprì che certe essenze floreali portavano all’autoguarigione, in quanto purificavano il paziente dagli elementi negativi che influivano negativamente sulla sua salute. I fiori di Bach sono rimedi floriterapici che nascono nel campo dell’erboristeria e rappresentano una delle soluzioni naturali più efficaci ma anche più innocue e delicate per la cura dei disturbi emozionali.

 

CIOCCOLATO. CIBO O DROGA? FORSE ENTRAMBE LE COSE: Origine, storia, botanica del cioccolato, sue proprietà nutrizionali, terapeutiche e psicoattive

L’AFFASCINANTE STORIA DEL CACAO sull’origine e la diffusione della pianta, nonché sul suo arrivo e la sua diffusione in Europa. Nel capitolo su LA PIANTA DEL CACAO si parla delle caratteristiche botaniche del Theobroma cacao, il cibo degli Dei. Viene descritta la pianta ed il frutto, la Cabosside, ed anche i processi che portano alla formazione del cacao. Il capitolo VALORI NUTRIZIONALI spiega in modo dettagliato quali sono i costituenti del frutto con interesse alimentare. È stato a lungo considerato, al suo arrivo in Europa una medicina per tutti i mali, ma era già considerato ed usato positivamente come farmaco nelle sue aree di origine, argomento che costituisce a prima parte del capitolo VANTAGGI E SVANTAGGI DEL CACAO che analizza, in base agli studi esistenti, l’utilità ed i problemi del Cacao verso il diabete, l’obesità, il cancro, gli effetti cardiovascolari, il sistema immunitario, il microbiota intestinale nonché gli effetti antidolorifici ed antinfiammatori. L’ultimo capitolo illustra le conoscenze sugli EFFETTI PSICOATTIVI, visto l’effetto del cacao sul circuito Cannabinoide ma non solo, dato che le modalità d’azione del cioccolato sulla psiche sono varie. Infine il paragrafo CIOCCOLATO E SESSO illustra le conoscenze su questo argomento molto dibattuto.Vista la diffusione di questo alimento ritengo, da Nutrizionista e Psicologo, molto utile una maggior consapevolezza sul cacao e derivati.

 

Invecchiare rimanendo giovani: Corretta alimentazione, giusto esercizio fisico, esercizi per la mente per invecchiare in salute oltre i 100 anni

Svolgendo la professione di nutrizionista e di psicologo mi capita con una certa frequenza di avere dall’altra parte della scrivania persone ultra sessantenni, spesso anche ultra settantenni. In qualche caso di oltre ottanta anni.
Ciò che colpisce maggiormente in molte di queste persone è un diffuso senso di rassegnazione.
Col passare degli anni, spesso ma non necessariamente, il nostro organismo accumula un certo numero di chili in eccesso i quali finiscono con l’incidere non solo sulle articolazioni, divenute doloranti per il troppo peso, ma anche e
soprattutto sulla stima di sé e delle proprie capacità.
Nella maggior parte dei casi queste persone non vengono nello studio del nutrizionista di propria iniziativa, non cercano davvero una dieta dimagrante che renda meno doloranti le loro ginocchia o la loro schiena, ma vengono perché spinti e a volte letteralmente “portati” da qualche parente, di solito un figlio, dopo ripetuti e insistenti consigli del medico di famiglia. Arrivano portando con sé il senso dell’inutilità del tutto e quindi anche della stessa dieta che, visti i presupposti, spesso non verrà nemmeno iniziata, confermando l’interessato nella convinzione che tanto ”tutto è inutile”. Eppure le cose non stanno così. Se è vero che non è mai troppo presto per cominciare, è anche vero che non è mai troppo tardi per modificare il proprio stile di vita, di cui l’alimentazione è solo una parte

 

Ti interessano gli altri miei libri? Prosegui con…. In preparazione

 

 

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LO SVEZZAMENTO https://dietazonaonline.com/lo-svezzamento https://dietazonaonline.com/lo-svezzamento#respond Tue, 25 Oct 2022 10:44:43 +0000 https://dietazonaonline.com/?p=12909 In questa pagina si parla dello svezzamento, di quando iniziarlo e dei motivi per cui è importante far durare l’allattamento per tutto il tempo necessario, sia per il bimbo che per la mamma. In particolare in questa pagina trattiamo i seguenti argomenti: Durata minima dell’allattamento Iniziare lentamente Iniziano i cambiamenti emotivi Lo sbaglio dell’anticipo Cominciare […]

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In questa pagina si parla dello svezzamento, di quando iniziarlo e dei motivi per cui è importante far durare l’allattamento per tutto il tempo necessario, sia per il bimbo che per la mamma. In particolare in questa pagina trattiamo i seguenti argomenti:

  • Durata minima dell’allattamento
  • Iniziare lentamente
  • Iniziano i cambiamenti emotivi
  • Lo sbaglio dell’anticipo
  • Cominciare ad integrare
  • Curve di accrescimento
  • Rischi dello svezzamento precoce
  • Rischi dello svezzamento ritardato

 

Durata minima dell’allattamento

Se non ci sono particolari problemi, sarebbe importante allattare al seno almeno sei mesi, molto meglio proseguendo oltre.

Stando all’OMS (Organizzazione Mondiale della sanità), il bambino dovrebbe essere allattato in via esclusiva al seno fino ai sei mesi. Successivamente è necessario iniziare lo svezzamento, continuando comunque ad allattare il piccolo fino a quando mamma e bimbo lo desiderano. Quindi non ci sono limiti prestabiliti, ma si tratta piuttosto di una scelta presa dalla genitrice, in base alle esigenze del proprio piccolo. In ogni caso l’ allattamento prolungato fa bene.

Sappiamo che l’allattamento al seno fornisce molti vantaggi, contribuendo a tutelare la salute della mamma (riduce la possibilità di essere colpite da neoplasie alle ovaie o al seno) e del bebè, proteggendolo dal rischio di contrarre allergie, diabete e celiachia.

Iniziare lentamente

Lentamente si comincia a ridurre l’allattamento al seno introducendo cibi solidi. Facendo questo in modo progressivo, si riduce anche il rischio di Mastite. Nello svezzamento, all’inizio, i cibi solidi  completano ma non a sostituiscono il latte. I nuovi alimenti integrano la dieta del bambino. La finalità è quella di integrare l’alimentazione a base di latte materno di micronutrienti (quali ferro e zinco biologico) ormai carenti, con altri apporti.

Deve anche crescere l’apporto di calorie, che a partire da questa età inizia a essere carente con il solo latte. Contemporaneamente aumentano competenze psico-motorie del lattante che riconosce e accetta il cucchiaino, è pronto a masticare e deglutire cibi solidi, insieme alla scomparsa del riflesso di estrusione della lingua.

Iniziano i cambiamenti emotivi

Quindi questa alimentazione complementare soddisfa anche una necessità emotiva di crescita. La nuova modalità infatti si associa ad altri cambiamenti, non solo in termini di competenze acquisite, ma anche in termini emotivi. La maggiore capacità esplorativa che si verifica verso il sesto mese, l’avvicinamento al gattonamento, l’interazione con ogni oggetto o essere vivente che il bambino trova, sono mossi dal desiderio di crescere e conoscere. Ecco che, in quest’ottica, possiamo vedere lo svezzamento come una tensione curiosa del bambino verso un nuovo modo di alimentarsi che va sostenuta e accompagnata con cura. I genitori che hanno iniziato l’alimentazione complementare al momento giusto, e non un attimo prima, spesso raccontano come la personalità del figlio esploda in un salto di crescita. Il piccolo sembra aumentare la consapevolezza di sé e del mondo che lo circonda e inizia a conoscere, anche attraverso il cibo, gli effetti che l’interazione con esso può produrre.

Lo sbaglio dell’anticipo

Purtroppo negli ultimi decenni la maggior parte delle mamme nei Paesi occidentali ha progressivamente anticipato l’introduzione di cibi solidi già a partire dai 4 o 5 mesi di vita, se non addirittura prima, riducendo la durata dell’alimentazione del bambino basata solo sul latte materno.

Stando all’ OMS, i dati sull’ l’Europa sono tristi e tendenzialmente pericolosi dato che solo in 4 Paesi europei, tutti nell’Europa dell’Est, la percentuale dei bambini esclusivamente allattati al seno per almeno 6 mesi supera il 25%. Quindi almeno 3 bambini su 4 vengono svezzati prima del sesto mese.

Non avendo nessuna giustificazione biologica o sanitaria, evidentemente incidono in questo fattori culturali, familiari, economici e soprattutto di marketing. In realtà come molte ricerche dimostrano non solo solo le aziende farmaceutiche a determinare gli studi sulla salute per aumentare la vendita di farmaci, ma anche le grosse aziende alimentari indirizzano dove vogliono gli studi sull’alimentazione, di bambini ed adulti, a proprio vantaggio contro gli interessi delle persone.

Grazie a questo è stata introdotta nella cultura occidentale l’assurda idea cheprima si passa all’alimentazione dell’adulto, prima il bimbo diventa grande e forte”. Come se si potesse ribaltare la biologia della nostra specie che dura da milioni di anni.

Cominciare ad integrare

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Quindi la prima pappa, comunque ancora una integrazione al latte materno (qui non consideriamo il latte artificiale assolutamente da sconsigliare) è consigliabile non prima dei 6 mesi, dato che il rispetto di questa età dà modo al bambino di arrivare preparato alla nuova fase alimentare. Secondo altri studi, la ragione per la quale molte madri tendono a introdurre cibi solidi precocemente risiederebbe nella percezione di una riduzione della produzione del latte materno. Parliamo di percezione in quanto non è sempre una riduzione oggettiva ed è spesso associata alla osservazione materna di una suzione troppo breve. In realtà succede che la suzione è solo più rapida di prima perché il bambino, ormai più grande e forte, è quindi in grado di succhiare il latte più rapidamente avendo raggiunto i 3-4 mesi. Inoltre, la mamma rileva una riduzione dell’incremento di peso settimanale rispetto ai mesi precedenti. In verità questi due fenomeni sono assolutamente fisiologici e non devono destare preoccupazione alcuna nella mamma.

Il riferimento deve rimanere la curva di crescita, cioè i percentili e conviene sentire il parere del pediatra (se ne avete uno di cui fidarvi), prima di attuare cambiamenti sostanziali nella vita alimentare, e non, del bambino. Il grafico illustra l’andamento dell’ accrescimento per i primi sei mesi in allattamento in funzione dei percentili.

Curve di accrescimento

Se osservate l’inclinazione delle curse di accrescimento per tutti percentli, vedete che con il procedere dei mesi, le curve divengono meno ripide. Questo significa che l’accrescimento, per qualsiasi percentile di accrescimento, è sicuramente più veloce nei primi tre mesi rispetto ai secondi tre mesi. I segnali che il bimbo è pronto per iniziare lo svezzamento sono vari, ma 3 sono quelli necessari e inoppugnabili che generalmente arrivano proprio intorno ai 6 mesi:

–Il bambino ingoia il cibo invece di sputarlo, diversamente da come avrebbe fatto solo qualche giorno o settimana prima;

–è in grado di stare seduto autonomamente e tiene la testa dritta;

–Ha sviluppato la coordinazione mano-occhio ed è pertanto in grado di guardare il cibo, prenderlo con la manina portandolo alla bocca. Altri comportamenti fanno erroneamente credere che il bambino sia pronto per le prime pappe, ma in effetti non è così:

–Risvegli notturni che possono avvenire non per insufficiente apporto calorico ma per molte altri motivi come i disturbi della dentizione o qualche colichetta;

–Tenere il pugno della mano in bocca non significa che sia terribilmente affamato fino all’ autocannibalismo, ma spesso si tratta semplicemente dell’ uscita di un dentino col tentativo del bambino di placare il fastidio massaggiando le gengive.

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Quindi è fondamentale iniziare lo svezzamento non prima del sesto mese, dato che prima di questa età un bimbo non ha ancora gli strumenti fisici come la dentizione, la funzionalità dell’apparato gastroenterico, etc. né quelli psico-motori come interesse verso alimenti diversi dal latte, postura, coordinazione occhio-mano, etc., in grado di consentirgli di affrontare lo svezzamento senza futuri danni.

I segnali che il bimbo è pronto per iniziare lo svezzamento sono vari, ma 3 sono quelli necessari e inoppugnabili che generalmente arrivano proprio intorno ai 6 mesi:

–Il bambino ingoia il cibo invece di sputarlo, diversamente da come avrebbe fatto solo qualche giorno o settimana prima;

–è in grado di stare seduto autonomamente e tiene la testa dritta;

–Ha sviluppato la coordinazione mano-occhio ed è pertanto in grado di guardare il cibo, prenderlo con la manina portandolo alla bocca. Altri comportamenti fanno erroneamente credere che il bambino sia pronto per le prime pappe, ma in effetti non è così:

–Risvegli notturni che possono avvenire non per insufficiente apporto calorico ma per molte altri motivi come i disturbi della dentizione o qualche colichetta;

–Tenere il pugno della mano in bocca non significa che sia terribilmente affamato fino all’ autocannibalismo, ma spesso si tratta semplicemente dell’ uscita di un dentino col tentativo del bambino di placare il fastidio massaggiando le gengive.

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Quindi è fondamentale iniziare lo svezzamento non prima del sesto mese, dato che prima di questa età un bimbo non ha ancora gli strumenti fisici come la dentizione, la funzionalità dell’apparato gastroenterico, etc. né quelli psico-motori come interesse verso alimenti diversi dal latte, postura, coordinazione occhio-mano, etc., in grado di consentirgli di affrontare lo svezzamento senza futuri danni.

Rischi dello svezzamento precoce

Quali sono i rischi di uno svezzamento precoce? Il calendario dello svezzamento inizia quindi al sesto mese. Il piccolo dalla nascita a questo momento è cambiato. È quindi in grado di stare seduto da solo, fatto che indica che il suo corpo è passato attraverso fasi cruciali di sviluppo fisico, senza contare che il fine della introduzione della pappa è legato al fabbisogno del bambino che segue, appunto, la sua crescita organica. Uno svezzamento troppo anticipato ha una serie di conseguenze:

–Il bambino può sviluppare più facilmente infezioni dell’orecchio e delle vie respiratorie superiori;

–Può andare incontro, più facilmente, a diarrea e gastroenteriti;

–Raddoppia, addirittura, il rischio di obesità all’età di 3 anni. Le ben note conseguenze in età adulta o anche adolescenziale di diabete, patologia cardiaca e ipertensione;

–È più frequente che il bambino possa soffocare per il passaggio del cibo solido nelle vie aeree;

— Ci sono più facilmente disturbi del sonno;

–Prima dei 6 mesi il rene è non in grado di sopportare un carico osmolare maggiore, quello che proviene da alimenti nutrizionalmente più densi, e può pertanto affaticarsi inutilmente. Cosa succede se si ritarda troppo lo svezzamento molto oltre i 6 mesi?

Si capisce facilmente che anche ritardare troppo lo svezzamento ha risvolti negativi. L’ideale è fare riferimento al pediatra, se lo ritenete di fiducia, e seguire il calendario dello svezzamento consigliato.

Rischi dello svezzamento ritardato

Posticipare troppo la prima pappa non è una situazione ideale né auspicabile:

— Si può verificare un rallentamento dell’accrescimento rispetto alla curva teorica per deficit calorico o calorico-proteico.

–Si assiste a una carenza di ferro, per la riduzione delle scorte del bimbo che ha luogo proprio intorno ai 5-6 mesi.

–Può verificarsi un ritardo nello sviluppo della funzionalità masticatoria ed anche  una alterazione dell’anatomia del cavo orale che potrebbe poi portare anche a difficoltà del linguaggio;

–Alcuni bambini sviluppano avversione per i cibi solidi e una selettività maggiore;

–Altri evolvono una sorta di dipendenza dal latte che diventa il centro della loro alimentazione.

Si può iniziare eliminando una poppata sostituendola con un pasto solido e poi progressivamente eliminare un’altra poppata.

Assolutamente inutile e controproducente sostituire il latte materno con quello artificiale, un prodotto sicuramente di qualità molto peggiore. Assolutamente da evitare sono il sale e lo zucchero, due sostanze completamente inutili ma pericolose, che dovrebbero essere evitate anche dagli adulti.

Sono due elementi fondamentali del cibo spazzatura che finiscono con il dare dipendenza oltre ad essere alla base di molti gravi disturbi.

Il bambino che viene abituato a queste sostanze avrà poi molta difficoltà a farne a meno.

 

Approfondisce con:

Dieta Zona in Gravidanza e Allattamento

La Dieta Zona e le Donne     

La Dieta Zona e i Bambini

 

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LA TV FA MALE AGLI ADULTI ED AI BAMBINI

PERCHE’ ? NON CI CREDI ?

LEGGI LA DOCUMENTAZIONE SCIENTIFICA

 

 

 

 

 

 

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Intervista al Fatto Quotidiano https://dietazonaonline.com/intervista-al-fatto-quotidiano https://dietazonaonline.com/intervista-al-fatto-quotidiano#respond Sun, 11 Sep 2022 04:44:00 +0000 https://dietazonaonline.com/?p=12807 ATTUALITÀ Come rimettersi in forma dopo le vacanze? I consigli dell’esperto: “Bastano alcuni giorni di detox per riprendersi” – LE RICETTE La nostra intervista al dottor Gabriele Buracchi, biologo nutrizionista e psicologo. “A parte i cibi, utilissime sono le tisane detox a base di tarassaco, carciofo, betulla e ortica”, ci spiega di Ennio Battista | 10 […]

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ATTUALITÀ

Come rimettersi in forma dopo le vacanze? I consigli dell’esperto: “Bastano alcuni giorni di detox per riprendersi” – LE RICETTE

Come rimettersi in forma dopo le vacanze? I consigli dell’esperto: “Bastano alcuni giorni di detox per riprendersi” – LE RICETTE
La nostra intervista al dottor Gabriele Buracchi, biologo nutrizionista e psicologo. “A parte i cibi, utilissime sono le tisane detox a base di tarassaco, carciofo, betulla e ortica”, ci spiega
Dall’all inclusive in riva al mare, dai vari pranzi e cene al ristorante fino alla tavola di casa nostra, come ne esce il nostro organismo? Il rientro dalle vacanze porta spesso con sé nostalgia dei luoghi di vacanza visitati. Ma anche qualche chilo di troppo. “Se in vacanza si è sgarrato un po’, bastano alcuni giorni di detox per riprendersi, passando poi a una dieta bilanciata a basso indice glicemico”, ci rassicura il dottor Gabriele Buracchi, biologo nutrizionista e psicologo. “A parte i cibi, utilissime sono le tisane detox a base di tarassaco, carciofo, betulla e ortica”.

Come prepararle?

“È semplice. Prendete 40 g di carciofo, fusto o radice, in infusione in acqua calda. Filtrate e bevetene fino a tre tazze al giorno, prima dei pasti. Oppure: 25 g di foglie essiccate in un bricco d’acqua. Lasciate in infusione 6 minuti, coperto, filtrate e bevetene almeno due tazze al giorno. In alternativa: 50 g di foglie per un litro d’acqua da bere nell’arco della giornata”.
I cibi da preferire anche per aiutare l’organismo a rientrare nelle attività lavorative, sia mentali che fisiche?
“Almeno per alcuni giorni eliminiamo alcolici, bibite gassate e dolcetti vari, alimenti comunque sempre dannosi. Limitiamo panini e caffè e concentriamoci su frutta e verdura, graminacee integrali, legumi e, se non si è vegetariani, privilegiamo il pesce in particolare quello azzurro per il contenuto in Omega 3. Utili sono i centrifugati detox che depurano e integrano vitamine, sali minerali, fibre e antiossidanti e facilitano la digestione”.

Anche qui può farci qualche esempio?

“Si può preparare un centrifugato di sedano e carote, con 3 gambi di sedano, 1 mela, 1 rametto di prezzemolo, 4 foglie di spinaci. Sedano e carote sono tra gli ingredienti più utili per fare centrifugati da bere per depurare l’organismo. Volendo si può sostituire la mela con la pera, in base alla frutta disponibile e secondo i gusti. E inoltre, bere sempre molta acqua. Possiamo anche prepararci delle acque detox, semplicemente mettendo a infondere per alcune ore, in un barattolo con acqua tiepida, tè verde, menta e limone. L’obiettivo è quello di ridurre infiammazione e radicali liberi, con un diretto miglioramento delle funzioni mentali e fisiche”.

Non solo detox post ferie: quali consigli può dare per provare – anche solo in minima parte – a dare una svolta al proprio stile di vita in chiave più salubre e costante nel tempo?

A parte i consigli su dieta equilibrata e attività fisica, durante la mia professione come nutrizionista e psicologo mi sono sempre più convinto che la premessa, la base di tutto, sia la consapevolezza. Questo vuol dire porsi una domanda fondamentale. Voglio continuare a oscillare tra pseudo piaceri spesso indotti da pubblicità e mode preconfezionate per poi ritrovarmi con la paura di qualche malattia, correre dal medico e riempirmi di farmaci spesso dannosi? Stare bene è tutta un’altra cosa. Nasce dal nostro interno e non da qualche pillola o integratore.

Si tratta, banalmente, di assumersi le proprie responsabilità sulla nostra vita. Sappiamo ormai che il 25% della nostra salute dipende da fattori genetici o comunque da noi non controllabili, il rimanente 75% dipende semplicemente dal nostro stile di vita, da quello che mangiamo, dall’attività fisica, dal rifiuto di abitudini dannose come fumo e alcolici. Ma anche dall’allontanamento di ‘divertimenti’ magari competitivi e stressanti e dal non fermarsi mai a guardarsi dentro.

Quindi, oltre a una dieta sana ed equilibrata, prevalentemente a base di alimenti vegetali, prendere il tempo che ci serve per informarsi seriamente, riflettere e iniziare a praticare rilassamento e meditazione per controllare gli effetti negativi dello stress.

Un consiglio forse banale che mi sento di dare. Perché non provare a passare una domenica passeggiando in un bosco, magari con un binocolo, invece che passarlo in un centro commerciale?”.

qualche notizia in più sulla dieta DETOX

DIETA DETOX IN ZONA

TISANE DETOX

ACQUA DETOX

Ricette acqua Detox. Sgonfiare la pancia e disintossicarsi

CENTRIFUGATI DETOX

IL MIO LIBRO SULLA DIETA DETOX

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Aglio. Proprietà terapeutiche https://dietazonaonline.com/aglio-proprieta-terapeutiche https://dietazonaonline.com/aglio-proprieta-terapeutiche#respond Sun, 04 Sep 2022 10:03:15 +0000 https://dietazonaonline.com/?p=12704 Ho tradotto questo articolo scientifico molto interessante e molto ricco e completo. Il testo originale in lingua inglese si trova qui. RIASSUNTO All’epoca in cui gli antibiotici e altri prodotti farmaceutici non esistevano, il bulbo d’aglio stesso rappresentava un’intera industria farmaceutica a causa dell’ampio spettro di effetti. Nell’articolo vengono menzionate le supposizioni più diverse che […]

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Ho tradotto questo articolo scientifico molto interessante e molto ricco e completo.

Il testo originale in lingua inglese si trova qui.

RIASSUNTO

All’epoca in cui gli antibiotici e altri prodotti farmaceutici non esistevano, il bulbo d’aglio stesso rappresentava un’intera industria farmaceutica a causa dell’ampio spettro di effetti.

Nell’articolo vengono menzionate le supposizioni più diverse che coinvolgono questa erba.

Alcuni di loro erano così inutili da scomparire nel tempo, ma alcune sono rimaste fino ai giorni nostri.

All’aglio sono stati dati nomi diversi che sono ancora in uso come “penicillina russa”, “antibiotico naturale”, “viagra vegetale”, ‘talismano vegetale’, ‘teriaco (antidoto) rustico’, ‘erba serpente’ ecc.

La presentazione dello sviluppo di idee associate all’aglio e l’evoluzione delle nozioni ha accresciuto la capacità dei farmacisti e dei medici di rispondere alle sfide dei loro servizi professionali per facilitare la vita umana.

INTRODUZIONE

L’aglio ( Allium sativum L. Fam. Liliaceae) è una pianta molto diffusa. Oggi è coltivato in tutto il mondo. Nella nostra regione (MACEDONIA), è il rimedio preventivo più importante, una spezia e cibo popolare universale, un rimedio affidabile. In passato, l’aglio è stato utilizzato come rimedio durante le varie epidemie come tifo, dissenteria, colera, influenza e ogniqualvolta un’epidemia è emersa, l’aglio è stato il primo rimedio preventivo e curativo [1].

Nei secoli antichi e medi e molto a lungo in epoca moderna, l’aglio è stato apprezzato come un rimedio da parte di medici di diverse nazioni. Recentemente ci sono stati studi scientifici sull’aglio e sono stati ottenuti buoni risultati nella guarigione di molte malattie, dalle quali per migliaia di anni le nazioni di vari continenti avevano protetto se stesse e ottenendo guarigioni usando l’aglio.

Pertanto, esiste una maggiore necessità di ricerca sulla storia dell’aglio allo scopo di rafforzare la capacità di farmacisti e medici di rispondere alle sfide che sorgono nella fornitura di servizi professionali per facilitare la vita umana.

 

CRONOLOGIA DAL PASSATO AL PRESENTE

Storia dell’aglio

La terra natale dell’aglio è l’Asia centrale[2]. Ci sono una gamma di credenze sull’origine esatta dell’aglio come quella che lo vuole originario dalla Cina occidentale, intorno ai monti Tien Shan fino al Kazakistan e Kirghizistan. I Sumeri (2600–2100 aC) utilizzavano attivamente le qualità curative dell’aglio e si crede che abbiano portato l’aglio in Cina, da dove si è poi diffuso in Giappone e Corea.

L’espansione dell’aglio avvenne probabilmente prima nel vecchio mondo, e più tardi nel nuovo mondo. Tuttavia, alcuni storici affermano ancora che l’aglio è originario della Cina[3]. Nell’antica Cina, l’aglio era uno dei rimedi più utilizzati dal 2700 a.C.

Poi, per i suoi effetti riscaldanti e stimolanti, è stato posto in yang (il concetto di yin yang, secondo il quale nel bene c’è il male e nel male c’è il bene).

L’aglio era consigliato a chi soffre di depressione. Pertanto, a causa di questi effetti stimolanti dell’aglio, i giapponesi non hanno incluso l’aglio nella tradizione buddista. Anche la cucina giapponese non apprezza l’aglio.[4]

Nell’antica medicina indiana, l’aglio era un valido rimedio usato come tonico, corroborante, per curare la mancanza di appetito, debolezza comune, tosse, malattie della pelle, reumatismi, emorroidi ecc.  Nei Veda – il libro sacro indiano – l’aglio è stato menzionato tra le altre piante medicinali. I sacerdoti indiani furono i primi medici e farmacisti, e non sorprende che la guarigione fosse accompagnata e completata da diversi incantesimi e rituali, preghiere, cerimonie segrete e magnifiche[3].

Gli egiziani conoscevano molte piante medicinali, aromatiche, speziate e velenose. All’inizio, quando erano ancora poco importanti e poveri, erano soddisfatti delle proprie piante medicinali della loro flora, intorno al fiume Nilo. Era l’aglio quello che veniva usato di più. Successivamente, quando stavano acquisendo potere e importanza mercantile, erano sempre più alla ricerca di piante medicinali con forte attività fisiologica, spezie forti e aromi provenienti dall’Oriente. L’uso dell’aglio è continuato, ma ora come cibo e rimedio dei poveri, ad es. gli schiavi[3]. Gli egiziani nutrivano i loro schiavi con l’aglio per renderli forti e capaci di lavorare di più.

Lo storico greco antico Erodoto[1] scrisse: “Le iscrizioni sulle lastre  delle piramidi egizie ci dicono quanto i loro costruttori usassero l’aglio per questo ortaggio, furono spesi 1600 talenti d’argento (circa 30 milioni di dollari)”.[4]

In questo periodo l’aglio era un integratore alimentare insostituibile. I costruttori mangiavano comunemente cibo insipido e solo un terzo di questo cibo veniva utilizzato nell’organismo.

Se non fosse stato per l’aglio, che i muratori usavano molto, non sarebbero stati in grado di mantenere l’equilibrio, per non parlare di tirare le pietre gigantesche. Oltre a fornire loro la quantità necessaria di vitamine, l’aglio li ha anche supportati con un’altra delle sue proprietà, diminuendo il bisogno di cibo.[4].Le cripte egiziane contengono le più antiche iscrizioni visibili sull’esistenza dell’aglio. Gli archeologi hanno scoperto sculture argillose di bulbi d’aglio risalenti al 3700 a.C., mentre illustrazioni con aglio sono state trovate in un’altra cripta del 3200 a.C.

Nel papiro di Ebers (intorno al 1500 a.C.) sono state citate varie piante medicinali, e tra le altre il tanto apprezzato aglio, efficace nella guarigione di 32 malattie.[3,4] Il più giovane faraone Tutankhamon (1320 a.C.) fu inviato in viaggio verso la vita dell’ oltretomba scortato dall’aglio, come protettore della sua anima e protettore della sua ricchezza. Gli archeologi hanno scoperto bulbi d’aglio nelle piramidi.

L’antico Egitto era di grande importanza per le capacità curative, la preparazione dei rimedi e soprattutto per la cultura di popoli antichi come Fenici, Israeliani, Babilonesi, Persiani ecc. Tutti questi popoli del deserto o semi-desertico, che essenzialmente erano allevatori di bestiame e nomadi, usavano regolarmente l’aglio.

La sua implicazione si è fatta sentire anche più tardi, nel Medioevo e nel Nuovo Evo, con tutti i popoli che vivevano intorno al Mar Mediterraneo, ed è durata fino ad oggi. Di conseguenza, ora i paesi che si affacciano sul Mar Mediterraneo, in particolare quelli della costa orientale, usano ancora l’aglio in grandi quantità.[4]

Gli antichi israeliani usavano l’aglio come stimolatore della fame, stimolatore della pressione sanguigna, riscaldamento corporeo, antiparassitario, ecc. Il Talmud, il libro dell’ebraismo, prescrive ogni venerdì un pasto con l’aglio. Nella Bibbia viene menzionato un pasto con aglio e formaggio, che veniva consumato dai mietitori. Anche gli antichi greci apprezzavano l’aglio, anche se a coloro che avevano mangiato l’aglio era vietato l’ingresso nei templi (erano chiamati “rose di rango”). Durante gli scavi archeologici nel Palazzo di Cnosso sull’isola greca di Creta, sono stati scoperti bulbi d’aglio risalenti al 1850–1400 a.C.

I primi capi dell’esercito greco nutrivano il loro esercito con l’aglio prima delle grandi battaglie. È un fatto interessante che mentre al giorno d’oggi alcuni atleti assumono un’ampia gamma di pericolosi farmaci, gli atleti olimpici greci mangiano aglio per assicurarsi un buon punteggio.[4,5]. Secondo Teofrasto (370–285 a.C.), i greci offrivano ai loro Dei doni costituiti da bulbi d’aglio, che usavano per posare sugli incroci principali. Orfeo si riferiva all’aglio come rimedio. Nelle sue opere, Ippocrate (459–370 aC)[6] menziona l’aglio come rimedio contro i parassiti intestinali, lassativo e diuretico.

Dioscoride (40–90 d.C.) raccomandava l’aglio come rimedio contro le coliche,[4]n come antielmintico, per regolare il ciclo mestruale e contro il mal di mare[7].

Raccomandava anche l’aglio come rimedio contro il morso di serpente (a questo scopo bevevano un miscuglio di aglio e vino) e contro il morso dei cani con la rabbia (a tal fine applicavano l’aglio direttamente sulla ferita). Per questo i Greci chiamavano l’aglio erba di serpente.[3]

I tibetani possiedono antiche ricette per curare il mal di stomaco con l’aglio.

Veniva coltivata nei giardini di Babilonia e la popolazione locale la chiamava “rosa di rango”.

All’inizio quando i romani non avevano occupato territori al di fuori del piccolo stato romano, come altre nazioni primitive e povere utilizzavano solo piante dei loro territori, per lo più cavoli, aglio e cipolla, come rimedio, spezie e cibo.

In seguito, nel vasto e influente impero romano, l’aglio e la cipolla rimasero un rimedio, una spezia e un alimento per la sopravvivenza dei poveri, mentre i ricchi usavano e trovavano sempre più piacere in preziose piante medicinali dagli intensi effetti fisiologici, per lo più delicate spezie aromatiche e aromi di tutti i territori invasi dell’Asia e dell’Africa. Virgilio ha menzionato l’uso di un succo schiacciato di aglio e timo selvatico e, secondo lui, i falciatori dovrebbero lubrificare il loro corpo con questo succo se volevano riposare in pace perché non sarebbero stati morsi da un serpente.

Plinio il Vecchio (23–79 d.C.), medico e scienziato romano del I secolo, considerava l’aglio un rimedio universale.[6].

Scrisse che gli egiziani solevano prestare giuramento menzionando aglio e cipolla, ritenendoli due piante sante e miracolose. Nel I secolo d.C., Columel disse che l’aglio era usato come afrodisiaco.

Celsius nel II secolo usava l’aglio per curare la tubercolosi e la febbre.[6] Galeno (121–200 d.C.), rinomato scrittore medico e medico tra i romani, e più tardi tra le altre nazioni, indicato come il padre della farmacia galenica, parlò dell’aglio come del rimedio popolare più popolare che curava molte malattie e lo chiamò ” teriaca (antidoto)rustica’.

Galeno usava l’aglio per regolare la digestione e contro le coliche.[3,6]

In tutte le montagne del suo regno, Assurbanipal, l’ultimo grande zar d’Assiria, nascondeva lastre di argilla su cui erano registrate diverse testimonianze della vita, dei costumi e dei rituali del mondo babilonese-assiro.

Tra i 10.000 volumi di questa biblioteca d’argilla, esistevano volumi dedicati alle piante medicinali. Nel primo libro assiro delle piante medicinali, l’aglio aveva un posto speciale. Tagliato a pezzi grossi e lasciato nella pentola di terracotta, chiusa a vapore per 30 minuti, l’aglio veniva usato come rimedio per abbassare la temperatura corporea. Preparavano il tè con aglio e resina solida, che veniva usato come rimedio contro la stitichezza. Gli assiri preparavano il tè dall’aglio come impiastro. Inoltre, l’emulsione all’aglio è stata utilizzata contro l’infiammazione muscolare. Inoltre è stata preparata una miscela di aglio contro i parassiti intestinali. L’aglio è stato citato molte volte su queste lastre di argilla e contengono anche dati sui monarchi che prestavano particolare attenzione all’aglio.[4]

Nel VII secolo dC il popolo slavo usava l’aglio contro pidocchi, morsi di ragno e di serpente e contro ulcere e croste.[8]

Nella scuola medica araba nel Medioevo, l’aglio era un rimedio particolarmente apprezzato.[6]

Nel Medioevo, i medici arabi contribuirono in larga misura all’espansione dell’uso dell’aglio come rimedio. Nello stesso periodo, l’Europa occidentale retrograda non sapeva nulla dell’aglio.[3]

Con Egloga – legge dell’Impero Bizantino nell’VIII secolo, fu incoraggiata la coltivazione dell’aglio. A S. Ai tempi di Clemente (IX secolo), l’aglio era usato per prevenire l’invecchiamento dei vasi sanguigni. L’aglio era anche raccomandato come rimedio nelle opere letterarie degli educatori sanitari macedoni (Pejchinovski e Krchovski) nel XIX secolo. L’aglio è stato anche affermato nel libro dei rimedi di Ohridda Eftim Sprostranov, come rimedio contro la pressione sanguigna, la febbre tifoide addominale, l’ittero, l’alopecia.[8]

L’aglio fu portato in Gran Bretagna nel 1548, dalle coste del Mar Mediterraneo, dove era presente in abbondanza[4]

Lonicerus (nel 1564) raccomandava l’aglio contro gli elminti e esternamente per curare una serie di malattie della pelle e forfora.[3]

Nell’antica Europa veniva utilizzato senza restrizioni, in particolare in Italia, mentre i francesi lo aggiungevano a molti piatti. L’aglio selvatico cresceva e da secoli veniva coltivato nei cortili delle chiese in Inghilterra. Con ogni probabilità, la coltivazione dell’aglio iniziò in Inghilterra prima del XVI secolo. È stato dimostrato che l’aglio è una delle prime piante coltivate dall’uomo. Nel corso del tempo le persone hanno imparato a preparare tè e tinture dall’aglio e contemporaneamente hanno imparato a mescolare quantità uguali di aglio e miele, ecc.

Di conseguenza, hanno sconfitto molte infezioni gastriche, hanno imparato a combattere il raffreddore, la febbre, la diarrea, prolungando così la vita di molti malati. Grazie all’aglio, nel 1720 mille abitanti di Marsiglia si salvarono dal diffondersi dell’epidemia di peste.[4]

Nel 1858 Louis Pasteur scrisse che l’aglio uccideva i batteri. Come sosteneva, era efficace anche contro alcuni batteri resistenti ad altri fattori.

Ha anche notato che l’aglio ha ucciso Helicobacter pylori.[9] Le proprietà antisettiche dell’aglio furono confermate nel contenimento del colera (nel 1913), del tifo e della difterite (nel 1918) a Beirut.[6] Il fitoterapista francese Lekrek utilizzò l’aglio come rimedio preventivo con successo durante la grande pandemia di influenza, la cosiddetta “febbre spagnola”, nel 1918.[6]

Durante l’epidemia di influenza in America nel 1917 e nel 1918, le persone indossavano una collana d’aglio quando uscivano in pubblico.[9]

L’aglio è anche conosciuto come penicillina russa perché i medici russi lo usavano da molto tempo per il trattamento delle malattie delle vie respiratorie e insieme ad altri composti veniva usato come rimedio inalatore per i bambini.

In Russia, l’aglio veniva utilizzato anche durante la preparazione per il pilotaggio e per una serie di incarichi militari. Molto spesso è stato utilizzato nel trattamento dei soldati tedeschi durante la prima guerra mondiale.[5] Sebbene la penicillina fosse già utilizzata nella seconda guerra mondiale, l’Armata Rossa russa continuò a usarlo come antibiotico naturale.[9]

PROPRIETÀ MEDICHE DELL’AGLIO

L’aglio ha un odore lieve e impercettibile fino a quando non viene sbucciato. Una volta pelato, affettato o schiacciato, inizia subito a diffondere un odore intenso, caratteristico di tutte le piante (rafano, senape ecc.) che contengono glicosidi dello zolfo. Tutti questi farmaci hanno un odore più o meno acuto; a contatto con la pelle si avverte prima il calore, poi il dolore. È passato molto tempo da quando si è appreso che per distillazione con vapore acqueo, l’aglio produce olio eterico dal caratteristico odore acuto. L’esame del contenuto chimico di quell’olio iniziò nel 1844.

Nel 1892 e successivamente fu confermato che l’aglio è costituito da diversi composti solforati alifatici insaturi. Nel 1944, la sostanza oleosa, incolore e instabile chiamata allicina fu isolata dall’aglio da Cavallito e Bailey.

Successivamente è stato stabilito che l’allicina ha un forte potere battericida. Anche nella diluizione da 1 : 85000 a 1 : 250000, l’allicina ha mostrato attività antibatterica contro alcuni batteri gram-positivi e gram-negativi.[10]

Nel 1947 fu determinata la formula chimica dell’allicina. Nel 1947 fu isolato un altro composto chiamato alliina, con cristalli aghiformi privi di odore. L’alliina non ha azione antibatterica ma aggiungendo l’enzima alliinasi dall’aglio fresco, si produce l’allicina che ha una forte azione antibatterica.[3] Come indicato da numerosi studi, l’aglio non solo ha componenti nutrizionali vitali per il corpo umano, ma può anche essere usato contro diverse malattie. È particolarmente importante in nutrizione e in medicina in quanto contiene composti quali, composti dello zolfo (alliina, allicina, diallil solfuro, ajoene ecc.) acqua, cellulosa, aminoacidi, lipidi, olio eterico, complesso di fruttosani (carboidrati), saponosidi steroidei, acidi organici, minerali (Mg, Zn, Se, germanio), vitamine (C, A, dal complesso B), enzimi ecc.[11]

L’azione dell’aglio è molteplice. A causa dell’allicina e di altri composti solforati, l’aglio ha un’azione antibiotica, antibatterica e antimicotica, che è stata testimoniata da studi in vitro.[5,12,13]. L’allicina è escreta in parte dagli organi respiratori; pertanto l’aglio è usato per curare le malattie delle vie respiratorie.

Il fitoterapista francese Lecraec ha usato la tintura di aglio nel trattamento di un paziente con cancrena polmonare. Il paziente è guarito in 17 giorni.[14]

Studi recenti hanno rivelato che l’aglio protegge dal comune raffreddore. A tal fine, i pazienti sono stati esaminati per un periodo di 12 settimane, nella stagione fredda da novembre a febbraio. I risultati hanno dimostrato che coloro che assumevano aglio erano meno inclini a prendere il raffreddore o sopportavano il raffreddore più facilmente rispetto a coloro che ricevevano il placebo.[15,16]

L’allicina e altri composti dell’aglio hanno attività ipocolesterolemica, ipolipidemica e antiipertensiva[17,18]

L’azione anticolesterolemica e antilipidemica dell’aglio è stata sperimentalmente dimostrata in conigli e ratti,[19] e l’azione antipertensiva dell’aglio nei ratti.[11]. L’aglio protegge dal Colesterolo LDL. Diminuisce la concentrazione di trigliceridi e colesterolo nel sangue [5,10].

Finora sono state condotte molte ricerche cliniche su preparazioni definite di aglio, che indicano un’azione ipocolesterolemica e ipotensiva.[12,20],  ma ci sono anche osservazioni in cui le preparazioni a base di aglio non hanno mostrato una notevole diminuzione del colesterolo in pazienti con ipercolesterolemia [12,20]. 21,22].

Probabilmente questi punti di vista opposti sono legati all’uso di dosi diverse, alla standardizzazione delle preparazioni a base di aglio e ai diversi periodi di trattamento.[23]

La meta-analisi di dati letterari scelti casualmente ha dimostrato che l‘aglio è correlato alla diminuzione della pressione sanguigna nei pazienti con aumento della pressione sistolica ma non in pazienti senza aumento della pressione sistolica[24]

Diminuendo i lipidi sierici, l’aglio riduce il rischio di aterosclerosi, per cui impedisce il deposito di lipidi nei vasi sanguigni.[18,25]

Le persone provenienti da paesi che usano spesso l’aglio nella loro cucina sono meno suscettibili alle malattie dei vasi sanguigni, in particolare all’aterosclerosi.

Gli ajoeni dell’aglio possiedono un effetto antitrombotico:[5] inibiscono le lipossigenasi, aumentano la fibrinolisi e diminuiscono l’aggregazione dei trombociti.[10,12,17]. Una significativa azione antitrombotica è stata dimostrata con sistemi in vivo e in vitro.[18] La Commissione E tedesca prescrive anche l’impatto dell’aglio e dei suoi preparati sul sanguinamento prolungato e sul tempo di coagulazione.[26].L’aglio previene la generazione di radicali liberi e supporta i meccanismi di protezione del corpo che distruggono i radicali liberi.[17]

Sei potenti fenilpropanoidi sono stati isolati dalla buccia d’aglio.[22].

L’effetto antiossidante e antiipertensivo dell’aglio è stato osservato in 20 pazienti con ipertensione rispetto a 20 pazienti con pressione normale, che hanno ricevuto una preparazione di perle d’aglio per un periodo di due mesi. I risultati hanno rivelato una diminuzione della pressione sanguigna, una significativa riduzione della 8-idrossi-2-deossiguanosina, il livello di ossido nitrico e di perossidazione lipidica e un aumento del livello di vitamine antiossidanti (C ed E).

Questo studio ha evidenziato la benefica azione cardio-protettiva dell’aglio nell’ipertensione essenziale.[28]

Le comprovate proprietà antiossidanti, ipocolesterolemiche, antitrombotiche e antiipertensive dell’aglio aiutano nella prevenzione delle malattie cardiovascolari e cerebrovascolari e riducono il rischio di sviluppo di demenza e morbo di Alzheimer.[29,30]

L’aglio ha un forte potenziale anticancerogeno. L’allicina ha dimostrato di essere attiva contro il sarcoma nei ratti.[18] L’estratto di aglio blocca la mitosi delle cellule cancerogene in tutte le fasi, senza effetti collaterali indesiderati.[5] Esami in vivo hanno dimostrato che l’ajoene ha una potente azione antileucemica nei pazienti con leucemia mieloide acuta.[31]

Gli scienziati britannici sono dell’opinione che alte dosi di estratto di aglio possano aiutare nella prevenzione del cancro. Tutte le recenti ricerche nel mondo condotte su questa pianta si basano proprio su tali presupposti che l’aglio contenga composti che sono un potenziale rimedio contro il cancro.[32] Un gran numero di scienziati è già convinto e ha ottenuto risultati in questo campo.[4,17].

Gli individui che soffrono di malattie gastriche ed eccessiva escrezione di acido cloridrico hanno difficoltà a tollerare l’aglio.

Pertanto, oggigiorno, in tutto il mondo, è aumentata la produzione di preparati all’aglio, per aumentare l’appetito, rinforzare il corpo, come stimolanti del sistema nervoso, contro la pressione alta, il colesterolo alto, l’arteriosclerosi, gli elminti dei bambini, come efficace mezzo antisettico, preventivo contro una serie di malattie infettive (febbre tifoide, influenza, difterite, colera), contro la bronchite cronica, contro la forfora e la caduta dei capelli, come espettoranti, e una cura per le ulcere, interruzione della suppurazione, ecc.

Oggi, l’aglio così come i preparati a base di aglio sono prescritti in molte farmacopee nel mondo, tra cui Ph Eur 6,[33], USP XXXI,[34], BP 2007.[35].

È anche incorporato nell’elenco della Commissione tedesca E, che è una guida terapeutica in erboristeria, rispettata da una speciale commissione di esperti dell’Istituto federale tedesco di medicinali e invenzioni mediche.

La Commissione tedesca E raccomanda l’uso di una dose media di 4 g di aglio fresco o preparazioni equivalenti di aglio come supplemento alla dieta dei pazienti iperlipemici e nella prevenzione delle alterazioni vascolari causate dall’invecchiamento.[26]

CONCLUSIONI

L’aglio è la pianta necessaria nella vita di tutti i giorni dal passato fino ai giorni nostri. Contiene composti attivi che sono responsabili del suo effetto su quasi ogni parte del corpo umano. L’aglio è un ottimo tonico per l’organismo umano. È stato utilizzato per il trattamento medico di tutto, dalle antiche civiltà fino ad oggi. Non essendo state confermate tutte le azioni, in passato veniva evitato, addirittura bandito, solo per il suo odore acre e sgradevole.

Da tutti i dati sopra citati si può concludere che la somministrazione di aglio non deve essere evitata; al contrario, la sua assunzione dovrebbe essere il più possibile, poiché è alla base della salute umana.

si parla di AGLIO anche qui:  AGLIO

 

Alcuni alimenti Mediterranei:   Pomodoro   Carciofo   Finocchio

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Guida alla prova costume, tra verità e falsi miti. Il nutrizionista: “Dieta? Ecco cosa potete fare se avete solo un mese a disposizione”

Guida alla prova costume, tra verità e falsi miti. Il nutrizionista: “Dieta? Ecco cosa potete fare se avete solo un mese a disposizione”
Abbiamo chiesto ad alcuni esperti, attraverso un percorso in tre puntate, che fare per ottenere una forma migliore, evitando spreco di soldi e di tempo. Iniziamo dai dilemmi della dieta e dell’esercizio fisico
La prova costume è alle porte. Forse qualcuno dovrà attendere ancora uno o due mesi per partire in ferie. E questo potrebbe essere un grande vantaggio. Che fare infatti con poco tempo a disposizione di fronte a un po’ di chili in più e qualche flaccidità su gambe, addome e glutei? La tentazione è di ricorrere a rimedi “last minute” per raggiungere il peso forma, avere gambe e glutei asciutti, e una pelle liscia. Complice anche la ricerca costante di somigliare non solo alla nota influencer che espone una forma smagliante, ma pure alla fortunata “amica del cuore”. Abbiamo chiesto allora ad alcuni esperti, attraverso un percorso in tre puntate, che fare per ottenere una forma migliore, evitando spreco di soldi e di tempo. Iniziamo dai dilemmi della dieta e dell’esercizio fisico. Ne parliamo con Gabriele Buracchi, biologo nutrizionista. “Chiariamo subito una cosa: metodi che promettano risultati estetici miracolosi o di farti perdere tanti chili in pochi giorni, vi stanno solo ingannando. Per quanto non ci piaccia, la fisiologia ha le sue regole che non possono essere modificate. Se proprio vogliamo fare la prova costume, dobbiamo pensarci per tempo”.Quanto tempo prima?
“Alcuni mesi. Ovviamente dipende dal punto di partenza, se si tratta di perdere due o tre chili o di una vera e propria condizione di sovrappeso/obesità”.Facciamo l’ipotesi più ottimistica.
“Mettiamo allora in conto di avere a disposizione solo un mese. E puntiamo sulla dieta. Quello che fa davvero ingrassare sono gli sbalzi della glicemia. Eliminiamo quindi patatine fritte, riso raffinato e dolci, compreso lo zucchero nel caffè e le terribili bibite gassate, così come tutto il cibo spazzatura. E riduciamo fortemente per questo periodo pane e pasta, specie se non sono integrali”.A questo punto come li sostituiamo?
“Possiamo consumare tranquillamente frutta e soprattutto la verdura, la maggior parte della quale (insalate, cetrioli, zucchine, ravanelli, ecc.) può essere mangiata fino a sentirsi sazi”.Che fare ancora?
“Bisogna porre attenzione ai grassi di origine animale, mentre è bene usare, senza esagerare, olio extravergine d’oliva. E siccome i grassi di origine animale sono contenuti anche nella carne più magra, è utile ridurne il consumo, aumentando quello di legumi, soia, e magari pesce azzurro ricco di omega 3 che sono grassi benefici”.

Basta così? E l’attività fisica?
“È indispensabile. Fare del movimento ci permette di consumare l’energia contenuta nel grasso di riserva, e contemporaneamente rassodare e potenziare i muscoli evitando le zone di pelle cosiddetta ‘pendula’”.

Ci può fare qualche esempio semplice più o meno alla portata di tutti?
“Due attività davvero utili – e che possono essere mantenute anche al mare – sono la corsa e il nuoto. Entrambe permettono di consumare energia e, alternando le due attività, possono attivare la muscolatura di tutto il corpo”.

Il cruccio principale è soprattutto fare qualcosa per gambe, fianchi e pancia…
“Per rassodare queste zone del corpo in modo mirato si può ricorrere agli esercizi di Plank (tavola). Un primo movimento prevede di appoggiarsi sulle braccia stese in perpendicolare puntando sui piedi e mantenendo il corpo steso con la testa in linea, una tavola appunto. Il secondo esercizio è simile ma si poggia sui gomiti con gli avambracci stesi in avanti. Il terzo si svolge sul fianco, poggiando sul lato di un piede e sostenendosi sul braccio steso con corpo e testa in linea retta. Con questo mix di corretta alimentazione ed esercizio fisico, si possono ottenere risultati soddisfacenti”.

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