FITNESS – Dieta Zona Personalizzata Online https://dietazonaonline.com La tua dieta personalizzata sempre con te! Sat, 22 Feb 2025 10:07:08 +0000 it-IT hourly 1 SHINRIN YOKU.CURARSI CON LA NATURA https://dietazonaonline.com/shinrin-yoku-curarsi-con-la-natura https://dietazonaonline.com/shinrin-yoku-curarsi-con-la-natura#respond Sat, 22 Feb 2025 10:07:08 +0000 https://dietazonaonline.com/?p=13309 il bagno nella foresta per prevenire e curare le malattie.

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Se si scoprisse un integratore capace, senza effetti collaterali negativi, di aumentare del 50 per cento il numero delle cellule NK, cioè le cellule Natural Killer del sistema immunitario, particolarmente importanti nel riconoscimento e nella distruzione di cellule tumorali e infette da virus – e di altre proteine dotate di forti effetti difensivi sempre contro tumori e infezioni virali del nostro organismo, come la Granulisina e i Granzimi A/B e se, oltre questo, l’effetto di questo integratore rimanesse comunque
significativamente alto, anche dopo una settimana dall’ultima volta che lo abbiamo assunto, potremmo essere certi di un grande successo se venisse fatto conoscere al pubblico, anche se molto probabilmente le aziende farmaceutiche farebbero di tutto per farlo scomparire.

E se lo stesso integratore riducesse i livelli di cortisolo, adrenalina e noradrenalina, tipici ormoni dello stress, riducendo allo stesso tempo i livelli della glicemia in pazienti diabetici o la pressione massima e minima negli ipertesi?

No, non può essere. Troppo bello per essere vero.

Il fatto è che questo “integratore”, dalle proprietà apparentemente miracolose, esiste da sempre, è alla portata di tutti e non costa niente.
Ma quale sostanza miracolosa può mai essere? O forse si tratta di una teoria complottista?

Ma, in base ad una infinità di studi che ovviamente non si devono conoscere, questo integratore esiste ed è la quasi banale frequentazione di boschi e ambienti naturali. Sorprendente?

Questi risultati di laboratorio sulle cellule NK che abbiamo citato, apparentemente incredibili, sono stati tratti da studi scientifici pubblicati sulla rivista International Journal of Immunopatology and Pharmacology da un’equipe di ricercatori giapponesi.
Si tratta, ed è bene non dimenticarlo, soltanto di due dei vari studi che riguardano l’effetto protettivo contro tumori e infezioni, in virtù della frequentazione della natura, per non parlare di tutti gli altri effetti successivamente descritti.

Qualcuno ve lo aveva detto? Sicuramente non l’ OMS troppo affaccendata a spacciare vaccini e neppure il sedicente Ministero della Salute, dedito a terrorizzare le persone per abbattere le loro difese immunitarie.
Potete stare certi che se ne parlerete con il vostro medico della ASL vi guarderà con aria stralunata, consigliandovi una visita dallo psichiatra.

Ho quindi deciso di farlo io, rifacendomi solo ed esclusivamente a studi pubblicati su riviste scientifiche cosiddette peer reviewed, cioè articoli controllati e verificati da specialisti del settore, assolutamente indipendenti dagli autori degli studi.

Ma perché frequentare boschi ed ambienti naturali dovrebbe essere in grado non solo di prevenire ma anche di curare le malattie?

Ne parla in dettaglio il mio libro:

IL BAGNO NELLA FORESTA – SHINRIN YOKU –

RIMANERE SANI E CURARSI CON LA NATURA

TESTO DI MEDICINA FORESTALE BASATO ESCLUSIVAMENTE SU STUDI SCIENTIFICI

 

lo puoi trovare qui: https://www.amazon.it/dp/B0D8PSQP5W versione Kindle e cartacea

sotto una breve presentazione

 

 

 

 

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ANTIDEPRESSIVI. FANNO INGRASSARE, MA QUESTO È IL MALE MINORE https://dietazonaonline.com/antidepressivi-fanno-ingrassare-ma-questo-e-il-male-minore https://dietazonaonline.com/antidepressivi-fanno-ingrassare-ma-questo-e-il-male-minore#respond Thu, 20 Feb 2025 00:51:13 +0000 https://dietazonaonline.com/?p=13299 Gli antidepressivi hanno effetti gravissimi non solo perchè fanno ingrassare ma perchè spingono a suicidi ed omicidi,

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Sebbene al loro apparire gli antidepressivi SSRI e gli altri venissero fatti passare anche come prodotti dimagranti, oggi numerosi articoli scientifici –e la mia esperienza professionale– ci mostrano che in realtà gli antidepressivi fanno ingrassare e sono addirittura indicati come una delle  cause dell’attuale epidemia di obesità.

Molto lunga è la sequenza di articoli scientifici che lo dimostrano e mi limito a citarne alcuni:

Lo studio  Is increased antidepressant exposure a contributory factor to the obesity pandemic? (1)  conclude dicendo che sulla base dei dati epidemiologici, clinici e preclinici esistenti l’uso crescente di antidepressivi, con conseguenti alti tassi di esposizione agli antidepressivi, potrebbe essere un fattore che contribuisce all’epidemia di obesità.

Lo studio Do antidepressants lead to weight-increase? Antidepressant therapy and long-term changes in body mass index, waist circumference and fat mass – A prospective, population-based study (2) conclude  dicendo che  l’uso di SSRI durante il follow-up è stato anche associato a un aumento più ripido della massa grassa. I risultati supportano gli effetti obesogeni sfavorevoli del trattamento prolungato non solo con TCA ma anche con SSRI, suggerendo che il beneficio della somministrazione a lungo termine di queste classi di AD -antidepressivi- dovrebbe essere attentamente soppesato rispetto al potenziale rischio di aumento di peso.

Potremmo continuare a lungo ma il grasso è davvero il male minore, dato che gli antidepressivi, con le stesse modalità di azione di cocaina ed anfetamina -sì, proprio così- provocano alterazione mentali gravissime fino a suicidi ed omicidi oltre a molti altri gravissimi effetti avversi.

Trovi informazioni dettagliate e documentate nel mio libro:

ANTIDEPRESSIVI.

DAVVERO CREDI CHE SERVANO A CURARE LA DEPRESSIONE?

TUTTI I GRAVISSIMI EFFETTI AVVERSI DOCUMENTATI SCIENTIFICAMENTE

 

 

 

BIBLIOGRAFIA CITATA
  1. https://www.nature.com/articles/tp201625
  2. https://www.cambridge.org/core/journals/european-psychiatry/article/do-antidepressants-lead-to-weightincrease-antidepressant-therapy-and-longterm-changes-in-body-mass-index-waist-circumference-and-fat-mass-a-prospective-populationbased-study/440FBBE6E2B18B21B27ED84020B56716

 

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Vitamina B 17(Laetrile) https://dietazonaonline.com/vitamina-b-17laetrile https://dietazonaonline.com/vitamina-b-17laetrile#respond Fri, 08 Jul 2022 09:14:03 +0000 https://dietazonaonline.com/?p=12636 Premetto che ho una certa difficoltà a trattare la Vitamina B17, difficoltà dovuta alle contrapposte posizioni che si incontrano documentandosi al suo riguardo. Non avendo la possibilità di fare studi ed esperimenti personalmente, non posso che rifarmi agli studi esistenti. Per questo, in questa pagina cerco prevalentemente di riportare studi scientifici. Solo in fondo a […]

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Premetto che ho una certa difficoltà a trattare la Vitamina B17, difficoltà dovuta alle contrapposte posizioni che si incontrano documentandosi al suo riguardo. Non avendo la possibilità di fare studi ed esperimenti personalmente, non posso che rifarmi agli studi esistenti. Per questo, in questa pagina cerco prevalentemente di riportare studi scientifici. Solo in fondo a questi studi riferisco la mia opinione che è, però, solo una opinione. In Questa pagina puoi trovare i seguenti argomenti:

  • Traduzione completa di una review.
  • Articoli scientifici positivi su vit.B 17 e cancro.
  • Alcune considerazioni personale.

 

 

Inizio a trattare l’argomento con la traduzione di un primo articolo, una review, che fa una parziale ricostruzione storica ed anche scientifica dell’argomento.

Traduzione completa di una review.

La vitamina B17/laetrile/amigdalina è una delle vitamine più controverse degli ultimi 30 anni. È semplicemente una forma concentrata di nitriloside. Ci sono 3 nomi intercambiabili: vitamina B17, laetrile e amigdalina. La vitamina B17 è stata estratta dai noccioli di albicocche da un biochimico di nome Ernst T Krebs Jr. Lo chiamò anche Laetrile che è semplicemente l’abbreviazione di Laevo-mandelonitrile e ricevette ufficialmente lo status di vitamina nel 1952. Ma lo studio sistematico della vitamina B17 è iniziato quando il chimico Bohn (1802) scoprì che durante la distillazione dell’acqua delle mandorle amare veniva rilasciato acido cianidrico.

Nel 1830 due chimici francesi, isolarono un’amigdalina cristallina dalla mandorla amara, Amygdalus communis Linnaeus, oggi nota come Prunus amygdalus Batsch, della famiglia delle Rosaceae (Robiquet e Boutron, 1830). Ad ogni modo, tutti e 3 sono essenzialmente la stessa cosa. L’azione antitumorale era nota empiricamente da molti anni, ma negli ultimi trentacinque anni è stata scientificamente provata da più ricercatori con credenziali altrettanto impeccabili (Griffin, 1974). Vari documenti provenienti dalle civiltà più antiche come l’Egitto all’epoca dei Faraoni e dalla Cina 2.500 anni prima di Cristo citano l’uso terapeutico dei derivati ​​delle mandorle amare. I papiri egizi di 5000 anni fa menzionano l’uso dell’aqua amigdalorum per il trattamento di alcuni tumori della pelle (Contreras, 1980). Anche Greci e Romani attribuivano proprietà terapeutiche a quell’estratto a basse dosi. Chimicamente è diglucoside cianogenico, con formula condensata C20H27NO11, con peso molecolare di

457,42 g moll-1, un nome chimico di D (1) Mandelonetrile-betaglucoside-6 beta-D-glucoside (J. Yan et al., 2006). La vitamina B17 aveva la seguente formula:

Gli alimenti che contengono vitamina B17 (June de Spain, 1976) sono i seguenti:

Mandorle amare

– Noccioli o semi di frutta: la più alta concentrazione di vitamina B17 che si trova in natura, a parte mandorle amare, albicocca, mela, ciliegia, nettarina, pesca, pera, susina ecc;

– Fagioli: larghi (Vicia faba), fagioli burma, lenticchie (germogliate), lima, fagioli mung (germogliati), fagioli rangoon;

– Frutta a guscio: mandorla amara, macadamia, anacardi;

– Frutti di bosco: quasi tutti frutti di bosco-mora, aronia, bacca di Natale, mirtillo rosso, sambuco, lampone, fragola;

– Semi: chia, lino, sesamo;

– Graminacee: acacia, erba medica (germogli), erba di frumento, bianca di Dover.

– Cereali: semole d’avena, orzo, riso integrale, semole di grano saraceno, miglio, sorgo, segale, bacche di frumento;

Ci sono tribù e popoli isolati in tutto il mondo che non hanno il cancro. Questi includono gli Abkhazi, gli indiani Hopi e Navajo, gli Hunza, gli Eschimesi e i Karakorum. Hanno in comune una dieta ricca di vitamina B17.

 IN CHE MODO LA VITAMINA B17 UCCIDE IL CANCRO?

Secondo una ricerca condotta da Ernest T. Krebs Jr. il meccanismo d’azione è il seguente: il nostro corpo ha un particolare enzima chiamato Rhodanese che si trova ovunque nel corpo tranne che nelle cellule tumorali, e l’enzima Beta-Glucosidasi che si trova in quantità molto grandi solo a la cellula cancerosa ma non si trova in nessun’altra parte del corpo. Se non c’è cancro nel corpo non c’è nessun enzima Beta-Glucosidasi. La vitamina B17 è composta da 2 parti di glucosio, 1 parte di acido cianidrico e 1 parte di benzaldeide (analgesico/antidolorifico). Quando la B17 viene introdotta nel corpo, viene scomposta dall’enzima rodanese. Il rodanese scompone l’acido cianidrico e la benzaldeide in 2 sottoprodotti, tiocianato e acido benzoico che sono utili nel nutrire le cellule sane e formano il pool metabolico di produzione della vitamina B12. Quando la B17 viene a contatto con le cellule tumorali, non c’è rodanese per scomporla e neutralizzarla, ma solo l’enzima Beta-Gucosidasi è presente in quantità molto grandi. Quando la B17 e la beta-glucosidasi entrano in contatto tra loro, si verifica una reazione chimica e l’acido cianidrico e la benzaldeide si combinano sinergicamente per produrre un veleno che distrugge e uccide le cellule tumorali (fig. 2). L’intero processo è noto come tossicità selettiva. Solo le cellule tumorali sono specificamente mirate e distrutte (Griffin, 1974).

Lo zinco è il meccanismo di trasporto del laetrile nel corpo. Biochimici e ricercatori hanno scoperto che il paziente non aveva un livello sufficiente di zinco, il laetrile entrerebbe nei tessuti del corpo. Hanno anche scoperto che magnesio, selenio, vitamina A, B e tutta la vitamina C ha svolto un ruolo importante nel mantenimento del meccanismo di difesa del corpo. (Binzel, 1994) Il cancro viene trattato al meglio con un programma nutrizionale totale composto da dieta, vitamine, minerali, enzimi laetrile ed enzimi pancreatici (Manner et al., 1978). Gli enzimi pancreatici costituiscono il primo strato di difesa del corpo contro il cancro.

EZIOLOGIA DEL CANCRO

È stato dimostrato che le cellule tumorali sono esattamente le stesse cellule pre-embrionali che si trovano in gravidanza. Queste cellule normali in gravidanza sono chiamate trofoblasti (Barba, 1905; Griffin, 1974 e Krebs et al., 1950). Si pensa che anche le cellule del trofoblasto siano coinvolte nel processo di guarigione. Questi si formano a seguito di una reazione a catena che inizia con un’altra cellula identificata come il diploide totipotente, che contiene al suo interno tutte le caratteristiche separate dell’organismo completo e ha la capacità totale di evolvere in qualsiasi organo o tessuto, o addirittura, nel completo embrione stesso. Circa l’80% di queste cellule di trofoblasto si trova nelle ovaie e nei testicoli e funge da serbatoio genetico per la futura prole. Il resto è distribuito in altre parti del corpo per uno scopo non ancora completamente compreso ma che può implicare il processo rigenerativo o di guarigione di tessuti danneggiati o invecchiati. Ogni volta che il corpo è danneggiato, da traumi fisici, azioni chimiche o malattie, gli estrogeni e altri ormoni steroidei appaiono sempre in grande concentrazione, probabilmente fungendo da stimolatori o catalizzatori per la crescita cellulare e la riparazione del corpo. Le cellule totipotenti diploidi vengono attivate nella produzione di cellule di trofoblasto quando entrano in contatto con questi ormoni steroidei. Quando questo accade a quelle cellule totipotenti diploidi che si sono evolute dall’uovo fecondato, il risultato è una placenta e un cordone ombelicale, un mezzo per nutrire l’embrione. Ma quando si verifica in modo non sessuale come parte del processo di guarigione, il cancro viene prodotto se il processo di guarigione non viene interrotto al completamento del suo compito. Quando il cancro inizia a formarsi, il corpo reagisce tentando di sigillarlo e circondarlo di cellule simili a quelle nel luogo in cui si verifica. Una protuberanza o un nodulo è il risultato iniziale. Di solito gli sforzi del corpo per controllare il centro del trofoblasto hanno successo, il trofoblasto muore e un polipo benigno o un altro tumore benigno rimane sopra il cancro. All’esame microscopico, si scopre che molti tumori assomigliano a una miscela di trofoblasto e cellule circostanti; un fatto che ha portato alcuni ricercatori alla conclusione prematura che esistono molti diversi tipi di cancro.
Ma il grado in cui i tumori sembrano essere diversi è lo stesso grado in cui sono benigni; il che significa che è il grado in cui ci sono cellule non cancerose al suo interno. Maggiore è la malignità, più questi tumori iniziano a somigliarsi e più chiaramente iniziano ad assumere le caratteristiche classiche del trofoblasto della gravidanza.
La prima linea di difesa del corpo. Tutti gli animali contengono miliardi di globuli bianchi, la cui funzione è quella di attaccare e distruggere tutto ciò che è estraneo e dannoso per il nostro corpo: le persone che sviluppano un basso numero di globuli bianchi diventano suscettibili a infezioni di ogni tipo. Sembrerebbe quindi logico che i globuli bianchi attacchino le cellule tumorali. Tuttavia, le cellule tumorali non sono estranee al corpo, sono una parte vitale del ciclo di vita – durante la gravidanza e la guarigione. Di conseguenza la natura ha fornito loro un mezzo efficace per evitare i globuli bianchi. Una delle caratteristiche della cellula del trofoblasto è che è circondata da un sottile rivestimento proteico che trasporta una carica elettrostatica negativa. Anche i globuli bianchi portano una carica negativa. E, poiché come le polarità si respingono, il trofoblasto è ben protetto. Il fattore di blocco non è altro che un campo elettrostatico cellulare. Parte della soluzione della natura a questo problema, come sottolineato dal professor Beard (1905), si trova nei dieci o più enzimi pancreatici, di cui tripsina e chimotripsina sono particolarmente importanti nella distruzione del trofoblasto. Questi enzimi esistono nella loro forma inattiva (come zimogeni) nella ghiandola del pancreas. Solo dopo aver raggiunto l’intestino tenue si convertono alla loro forma attiva (è significativo che l’intestino tenue, vicino al punto in cui il pancreas si svuota in esso, sia uno dei pochi luoghi del corpo umano in cui il cancro non si trova quasi mai ). Quindi questi vengono assorbiti nel flusso sanguigno e raggiungono il trofoblasto e dissolvono il rivestimento proteico caricato negativamente. Il cancro viene quindi esposto all’attacco dei globuli bianchi e muore. In gravidanza, le cellule del trofoblasto nell’embrione normale continuano a crescere e diffondersi fino all’ottava settimana. Poi improvvisamente, smettono di crescere e vengono distrutti. È nell’ottava settimana che il pancreas del bambino inizia a funzionare. Quindi sembrerebbe che la prima linea di attacco contro le cellule tumorali sia la presenza di quantità sufficienti di enzimi pancreatici che digeriscono il rivestimento protettivo che circonda le cellule tumorali ed espongono il trofoblasto alla forza distruttiva dei globuli bianchi del corpo. La seconda linea di difesa è formata dalla vitamina B17.

PROVE DEL  LAETRILE CON UMANI

Manuel Navarro (1957, 1971) durante il periodo di diciotto anni ha curato un totale di oltre cinquecento pazienti in stato terminale con Laetrile utilizzato per varie vie di somministrazione, compresa quella orale ed endovenosa. Ha ottenuto i risultati più significativi e incoraggianti con l’uso di Laetrile e che questi risultati sono stati paragonabili o superiori ai risultati che ha ottenuto con l’uso degli agenti citotossici standard più tossici. I tipi di cancro trattati includevano l’adenocarcinoma della mammella, dello stomaco, dei polmoni, della lingua, della laringe, del rinofaringe, del retto, del colon, del fegato, dell’esofago, della tiroide, dell’utero, degli hodgkin, dei linfosarcorcomi, dei fibrosarcomi, ecc.
PE Binzel (1994) ha pubblicato i suoi risultati dal trattamento di pazienti oncologici con Laetrile tra il 1974 e il 1991. Ha usato una combinazione di Laetrile per via endovenosa e orale. Le dosi endovenose iniziavano con 3 g e funzionavano fino a 9 g. Dopo un periodo di mesi, al posto delle iniezioni, è stato iniziato il Laetrile orale, 1 g prima di coricarsi. Binzel ha anche utilizzato vari integratori nutritivi ed enzimi pancreatici, oltre a una dieta a basso contenuto di proteine ​​animali e senza cibo spazzatura come parte del suo regime. Su una serie di 180 pazienti con cancro primario (non metastatizzato, confinato a un singolo organo o tessuto), 138 erano ancora vivi nel 1991 quando ha compilato i risultati del suo trattamento. A quel tempo, 58 dei pazienti erano stati seguiti da 2 a 4 anni, mentre 80 avevano un follow-up medico da 5 a 18 anni. Dei 42 pazienti che erano morti nel 1991, 23 morirono di cancro, 12 per cause non correlate e 7 morirono per causa sconosciuta.
Ernesto Contreras (1980) osserva che per la prevenzione del cancro e il mantenimento della remissione non c’è niente di più efficace di Laetrile. La sua non tossicità ne consente l’uso a tempo indeterminato mentre chirurgia, radioterapia e chemioterapia possono essere somministrate solo per un tempo limitato. Ha riportato ottimi risultati utilizzando Laetrile in combinazione con vitamina A ed enzimi.
Michael Schachter, che ha usato il Laetrile per 20 anni con i malati di cancro, raccomanda di usare la cisteina (la N-acetil cisteina è una forma di cisteina meglio assorbita) insieme all’amigdalina, per massimizzare la capacità del corpo di disintossicare qualsiasi cianuro rilasciato dal Laetrile (Griffin , 1974).

PROVE DEL LAETRILE CON ANIMALI  

L’attività antitumorale di Laetrile nei sistemi tumorali animali è stata osservata in almeno 5 istituzioni indipendenti in 3 paesi del mondo ampiamente separati, con una varietà di tumori animali (Burk, 1974):
1. Southern Research Institute (Birmingham Alabama), per conto dell’NCI, in una maggioranza di 280 topi BDF1 portatori di tumori polmonari di Lewis, trattati con un massimo di 400 mg di Laetrile (Amigdalina MF) per kg di peso corporeo, rispetto all’aumento della durata media della vita ( 3 dicembre 1973).
2. Sloan Kettering (New York) con topi CD8 F1 portatori di carcinomi mammari spontanei, inibizione della formazione di metastasi polmonari, inibizione della crescita di tumori primari e maggiore salute e aspetto degli ospiti animali, dopo trattamento con 1-2 g di Laetrile/per kg di peso corporeo/giorno (13 giugno 1973).
3. Scind Laboratories, Università di San Francisco, 400 ratti portatori di carcinoma Walker 256 (200 trattati con amigdalina, 200 controlli), con un aumento dell’80% della durata della vita al dosaggio ottimale (500 mg di Amgdalin/kg di peso corporeo). (10 ottobre 1968).
4. Pasteur Institute (Parigi), con ceppo di cancro umano mantenuto nei topi, trattati al dosaggio ottimale di 500 mg di Amigdalina Marsan/kg di peso corporeo/giorno, durata della vita aumentata e crescita del tumore ritardata fino al 100% (6 dicembre 1971).
5. Institute von ardenne (Dresden, Germnay), topi di ceppo H portatori di carcinoma dell’ascite di Ehrlich trattati con amigdalina di mandorle amare ad libitum in aggiunta alla normale dieta chow, hanno prodotto una maggiore durata della vita e una diminuzione del tasso di crescita del cancro, il trattamento è iniziato 15 giorni prima dell’inoculazione del cancro (arch. Geschwulstorsch 42, 135-7 (1973).
Per cinque anni, tra il 1972 e il 1977, il laetrile è stato meticolosamente testato allo Sloan Kettering Cancer Center di Manhattan sotto la direzione del dottor Kanematsu Sugiura. I risultati mostrano che: il laetrile ha fermato le metastasi (la diffusione del cancro) nei topi, ha migliorato il loro stato di salute generale, ha inibito la crescita di piccoli tumori, ha fornito sollievo dal dolore, ha agito come prevenzione del cancro.

cartaceo euro 12,38
digitale euro 5

Bibliografia

1. Beard, J. (1905). Cancer, 76(8):1467-1473.
2. Binzel, P. E. (1994). Alive and Well, American Media, California, p 21-23.
3. Bohm (1802). Allgen. Jour Chemmie 10:126
4. Burk, D (1974). Letter to Seymour Perry, NCI Division of Cancer Treatment.
5. Contreras, E. J. (1980). A new anticancer agent, The IX Conference of the Northwest Medical
Confederation OF the Mexican Republic, 15 july.
6. Griffin, E. G. (1974). World Without Cancer,The Story of Vitamin B17- Part one, Thousand Oaks, CA:
American Media.
7. June de Spain (1976). The Little Cyanide Cookbook, American Media, California.
8. Krebs, E. T. Jr., Ch. Gurchot (1946). Biochemistry of Laetrile. Science 104:132.
9. Krebs, E. T. Jr., E. T. Sr. Krebs and H. H. Beard (1950). The Unatarian or Trophoblastic Thesis of
Cancer, The Medical Record, 163(7):149-174.
10. Manner, H.W., T. L. Michaelson, S. J. DiSanti (1978). Enzymatic Analysis of Normal and Malignant
Tissues, Presented at the Illinois State Academy of Science.
11. Manner, H.W., T. L. Michaelson, S. J. DiSanti (1978). Amygdalin, Vitamin A
12. and Enzymes Induced Regression of Murine Mammary Adenocarcinomas, Journal of Manipulative and
Physiological Therapeutics, 1(4), USA.
13. Navarro, M. et al. (1957). Mechanism of action and therapeutic effects of Laetrile in Cancer, J. Phillip,
Med Assc 33:620-627.
14. Navarro, M. (1971). Letter to Andrew McNaughton, The McNaughton Foundation, dated January 8,
published in the Cancer News Journal, Jan/April 1971. p19-20.
15. Robiquet and Boutron (1830). Extraccon de la Amygdalin. Ann. Chem 44 :325.
16. Yan, J., T. Shengqiang, L. Jian, P. R. Hangzhou, L. Jianzhong (2006). Preparative Isolation and
Purification of Amygdalin from Prunus armeniaca L. with High Recovery by High-Speed Countercurrent
Chromatography Journal of Liquid Chromatography & Related Technologiesw, 29: 1271–1279.


Risultati ricerca della parola Laetrile su Pub Med

Articoli scientifici positivi su vit.B 17 e cancro.

Tra i tanti ho scelto solo alcuni di quelli fatti in anni più recenti Questa scelta è stata dovuta al fatto che gli studi sulla vit. B-17 hanno un andamento a dir poco strano.

Se si digita vitamin B 17, non si ottiene nulla, cioè vengono fuori risultati che nulla hanno a che vedere con la vitamina.

Se invece si digita Laetrile escono svariati risultati che sono concentrati intorno al 1977 con un drastico abbassamento ed una netta ripresa in questi ultimi anni. Altra cosa strana è che la maggior parte degli articoli che si trovano sono nettamente critici. La cosa che ulteriormente mi meraviglia, però, è che, a differenza degli articoli che riporto sotto, gli articoli critici e negativi non riportano studi sperimentali ma solo opinioni o citazioni di altri articoli critici a loro volta non sperimentali.

In effetti sono riuscito a trovare articoli sperimentali che parlano positivamene della vit.B 17 in basi a studi realmente sperimentali solo utilizzando Google Scholar. 

1)  Potential therapy of vitamin B17 against Ehrlich solid tumor induced changes in Interferon gamma, Nuclear factor kappa B, DNA fragmentation, p53, Bcl2, survivin, VEGF and TNF-α Expressions in mice  (2020). I risultati suggeriscono che la vitamina B17 può essere una terapia affidabile e nuova per il cancro al seno, convalidando ulteriormente l’attività neoplastica della vitamina B17 poiché è necessaria una potenziale terapia per altri tipi di cancro.

2) Hepatic ameliorative role of vitamin B17 against Ehrlich ascites carcinoma–induced liver toxicity (2020). Gli studiosi concludono dicendo che si potrebbe concludere che la Vit. B17 ha un potenziale effetto epatoprotettivo contro la tossicità epatica indotta dalle cellule EAC(Ehrlich ascite carcinoma).

3) Anticancer Effect of Amygdalin (Vitamin B-17) on Hepatocellular Carcinoma Cell Line (HepG2) in the Presence and Absence of Zinc. (2020). la conclusione è che l’amigdalina è un agente antitumorale naturale, che può essere utilizzato per il trattamento del carcinoma epatocellulare. Promuove l’apoptosi attraverso la via della morte cellulare intrinseca (la via iniziata dai mitocondri) e l’arresto del ciclo cellulare a G/M. La potenza dell’amigdalina nel trattamento con HepG2 è aumentata significativamente con l’aggiunta di zinco.

4) Amygdalin from Apricot Kernels Induces Apoptosis and Causes Cell Cycle Arrest in Cancer Cells: An Updated Review (2018). Questa revisione riassume le informazioni pubblicate e fornisce interpretazioni complete su tutti i meccanismi antitumorali noti dell’amigdalina, sul possibile ruolo dell’amigdalina presente in natura nella lotta contro il cancro e sull’errata convinzione sulla tossicità del cianuro che causa il potenziale dell’amigdalina.


Alcune considerazioni personali.

Altra cosa strana è che se digito Vitamina B 17 su Google in italiano il primo sito pseudoscientifico che viene fuori ci dice :

La vitamina B17 non esiste. Eppure, quando un gruppo di esperti di comunicazione ha provato a fare circolare la notizia, per fare un esperimento di comunicazione, sono stati in pochi ad accorgersi dell’inganno. L’esperimento realizzato dall’Università del Kansas dimostra che difendersi dalle “fake news”, le notizie false, è possibile, facendo attenzione ad alcuni campanelli di allarme.

Probabilmente questi signori non sono informati degli articoli scientifici che trovate qui citati e, mi dispiace per loro, sono veramente pietosi, come chiunque parli di Fake news. Solitamente chi pretende di fare il debunker  è qualcuno differentemente intelligente, in questo come in altri argomenti.

Come al solito mi sorge un dubbio: Non sarà che il difetto della vit.B 17 consiste nel fatto che è una cura che non arricchisce la MAFIA FARMACEUTICA ed i galoppini sul loro libro paga?

Concludendo, non esprimo giudizi su questo argomento, ma mi limito a notare come a fronte di studi cominciati oltre 50 anni fa e che ci mostrano studi sperimentali su animali ed umani che  riferiscono risultati positivi nei confronti del cancro, dall’altro lato si evidenzia un accanimento che arriva a toni praticamente insultanti contro chi ha effettuato quegli studi, senza uno studio sperimentale equivalente che dimostri l’inutilità della vit. B.17. 

 A voi il giudizio

 

Visita anche:

Cosa sono le Vitamine? Generalità

Vitamina A

Vitamina C

Vitamina D

Vitamine del gruppo B

Vitamina B1

 

 

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Lattoferrina https://dietazonaonline.com/lattoferrina https://dietazonaonline.com/lattoferrina#respond Mon, 06 Jun 2022 10:01:29 +0000 https://dietazonaonline.com/?p=12551 La lattoferrina contenuta nel latte dei mammiferi è un fattore importantissimo nel mantenimento della salute

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La Lattoferrina, (o lattotransferrina) è una glicoproteina composta da 703 aminoacidi, ad azione ferro-trasportatrice ed immunitaria, identificata per la prima volta da Sorensen nel 1939 all’interno nel latte vaccino. Sicuramente ben poco conosciuta, è una sostanza naturale di importanza straordinaria e per questo viene ignorata dalla mafia farmaceutica. Il questa pagina si parla di:

  • Dove si trova.
  • Concentrazioni.
  • Il Ruolo Biologico.
  • A Cosa Serve.
  • Efficace contro il Coronavirus e contro le micosi.
  • Efficace contro i tumori.
  • Fonte di ferro ed antiossidante.
  • Importante per le ossa.
  • Diagnostica di laboratorio.
  • Integratore.

 

 

Dove si trova.

Molto abbondante nel colostro umano o primo latte, la lattoferrina circola nell’organismo prevalentemente nel plasma sanguigno. E’ parte fondamentale dei globuli bianchi neutrofili, ma si crede essere prodotta anche da altre cellule. La si trova in tre forme chimiche: priva di ferro, monoferrica e differenziale.

Si conoscono tre isoforme (cioè forme parzialmente diverse di molecole proteiche con la stessa funzione) di lattoferrina, due dotate di attività RNasi (lattoferrina-beta e lattoferrina-gamma) e una priva di tale attività (lattoferrina-alfa). I recettori cui si lega la lattoferrina si trovano sul tessuto intestinale, monociti / macrofagi, neutrofili, linfociti, piastrine e su alcuni batteri. Questa sostanza svolge molte funzioni biologiche come il controllo della disponibilità di ferro e la modulazione immunitaria (antimicrobica, antivirale, antimicotica, antiossidante ecc.), anche se molti studi sono in corso.

Concentrazioni.

Le concentrazioni della sostanza sono variabili nei vari liquidi:

Colostro: 5-7 mg / ml; Latte di transizione: circa 3.7 mg / ml; Latte maturo: 1-2 mg / ml; Sangue: 0.02-1.5 µg / ml; Latte vaccino: 31,8 – 485,6 μg / ml (può aumentare significativamente in caso di infezione mammaria).

Il Ruolo Biologico.

Da un punto di vista enzimatico, già un vecchio studio del 1974 “RNase inhibition of reverse transcriptase activity in human milk”  certificava il ruolo eziologico dei virus tumorali a RNA nel cancro mammario di animali da esperimento. Questo, insieme all’osservazione di particelle morfologicamente simili nel latte umano, suggerisce la sua utilità per il rilevamento di virus tumorali a RNA nel latte umano.

La lattoferrina idrolizza l’RNA, distruggendolo e così l’ RNasi del latte, inibisce la trascrizione inversa dei retrovirus che causano il cancro al seno.

Si trova una conferma empirica di questo in uno studio che ha confrontato le donne Parsi nell’India Occidentale, con un livello di RNasi nel latte molto inferiore rispetto ad altri gruppi, (Americane, Hindu) hanno un tasso di cancro al seno tre volte superiore alla media delle altre donne prese in esame. Da questo è facile dedurre che le ribonucleasi del latte, ed in particolare la lattoferrina, possono svolgere un ruolo importante nel meccanismo di patogenesi di questi tumori.

Sicuramente, quindi, queste proprietà verranno ignorate.

Per quanto riguarda la densità ossea, uno studio mostra che una forma di lattoferrina arricchita con ribonucleasi ha dimostrato di avere effetti positivi sul turnover osseo, aiutando a diminuire il riassorbimento minerale e ad aumentando il deposito. Si è visto che una supplementazione con questa sostanza mostra una significativa riduzione del riassorbimento osseo e aumento della formazione ossea osteoblastica, per ripristinare l’equilibrio del turnover osseo in breve tempo.

Un altro studio mostra che porta alla riduzione nella formazione di osteoclasti responsabili dell’erosione della matrice ossea , il che significa diminuire le risposte pro-infiammatorie con un aumento delle risposte antinfiammatorie.

Altra proprietà importante della lattoferrina è la sua capacità di legarsi con gli acidi nucleici. La frazione di lattoferrina estratta dal latte contiene il 3,3% di RNA, nonostante si leghi preferibilmente al DNA a doppio filamento piuttosto che al DNA a filamento singolo. La capacità della lattoferrina di legare il DNA viene sfruttata per il suo isolamento e purificazione mediante cromatografia di affinità.

Oltre ad essere tipica del latte, la lattoferrina si trova anche in varie secrezioni mucose, come lacrime e saliva. È maggiormente presente nel colostro rispetto al latte di transizione e di mantenimento. Risulta inoltre tipica dei granulociti neutrofili, cellule immunitarie con funzioni di difesa da infezioni batteriche e fungine.

A Cosa Serve.

Le  sue proprietà antimicrobiche dipendono principalmente alla capacità di legare il ferro, sottraendolo al metabolismo di quelle specie batteriche – come l’Escherichia coli – che dipendono da esso per la propria moltiplicazione e adesione alla mucosa intestinale (effetto batteriostatico).

Ha anche azione antibatterica diretta grazie alla capacità di danneggiare gli strati più esterni della membrana cellulare (LPS) di alcune specie batteriche GRAM negative. Per queste proprietà la lattoferrina viene usata dall’industria alimentare per trattare le carcasse di manzo e proteggerle dalla contaminazione batterica di superficie. La lattoferrina si concentra a livello di molte mucose, gli strati di cellule che tappezzano la superficie interna delle cavità e dei canali dell’organismo comunicanti con l’esterno, e come tali esposti agli attacchi dei patogeni.

La sua capacità antivirale dipende dalla sua capacità di legarsi ai glicosamminoglicani della membrana plasmatica, prevenendo l’ingresso del virus e bloccando l’infezione sul nascere; tale meccanismo è apparso efficace contro l’Herpes Simplex, i citomegalovirus, e l’HIV. Il seguente articolo è una interessante sintesi delle varie proprietà dimostrate della Lattoferrina Lactoferrin: a multifunctional protein

Efficace contro il Coronavirus e contro le micosi.

Un altro interessante studio ci dice che la lattoferrina agisce come agente antinfiammatorio promuovendo le citochine “buone” come l’interleuchina (IL)-4 e IL-10 e riducendo le citochine proinfiammatorie come il fattore di necrosi tumorale-alfa, IL-6 e IL-1 beta e la downregulation del fattore nucleare-kappa. Il trattamento con Lattoferrina è semplice, sicuro e potenzialmente efficace per la prevenzione e il trattamento delle infezioni da COVID 19 (ma non solo), e può essere utile per giovani adulti, anziani, bambini e donne in gravidanza. Ovviamente nessuno ne ha mai informato le persone. L’articolo è particolarmente interessante perché non si occupa solo dell’azione anti Coronavirus e perché consiglia l’uso di altre semplici sostanze come lo Zinco. Ovviamente l’articolo sopracitato è solo uno dei tanti che sottolineano l’utilità di questa semplice sostanza specificatamente contro il Coronavirus. Ne cito di seguito alcuni altri.

1) Lactoferrin for the treatment of COVID-19 (Review)

2) Lactoferrin as Protective Natural Barrier of Respiratory and Intestinal Mucosa against Coronavirus Infection and Inflammation

3) Protective Effects of Lactoferrin against SARS-CoV-2 Infection In Vitro

Non posso non ricordare uno studio svolto presso l’Università di Catania e pubblicato nel 2021 che dice: “Per le sue proprietà antivirali, la lattoferrina è stata proposta anche come valida opzione per il trattamento dei pazienti affetti da COVID-19. Qui, gli usi della lattoferrina nella pratica clinica come trattamento nuovo, sicuro e basato sull’evidenza per molti tipi di disturbi“.

Lo studio si intitola: Lactoferrin: Cytokine Modulation and Application in Clinical Practice.

Peccato che in Italia non se ne siano accorti.

A questo indirizzo potete trovare una impressionante raccolta di studi sull’utilità e l’efficace uso della Lattoferrina contro il Covid. Consultando la cartina del mondo presente nel link, si viene così a scoprire come la Lattoferrina sia stata adottata come terapia precoce (entro il terzo giorno) in Egitto, dove i miglioramenti sono stati del 76% !!!

La lattoferrina si dimostra efficace anche nella lotta a certe micosi – ad esempio, Candida.

Efficace contro i tumori.

Esistono anche studi (qui uno) che evidenziano un possibile ruolo della lattoferrina come agente antitumorale, inibendo l’angiogenesi. Altri studi ci confermano questa capacità:

1) Bovine Lactoferrin and Lactoferricin, a Peptide Derived from Bovine Lactoferrin, Inhibit Tumor Metastasis in Mice.

2) Oral Lactoferrin Results in T Cell–Dependent Tumor Inhibition of Head and Neck Squamous Cell Carcinoma In vivo .

Fonte di ferro ed antiossidante.

La sua capacità di legare lo ione ferrico (Fe3+) è due volte superiore alla transferrina, la principale proteina plasmatica deputata al trasporto del ferro nel torrente circolatorio, Da notare come entrambe facciano parte della stessa famiglia di proteine – dette transferrine – capaci di legare e trasferire ioni Fe3+. Ogni molecola di lattoferrina può legarsi fino a 2 ioni ferrici ed in base alla saturazione può dar luogo a tre forme, dette: apolattoferrina (priva di ferro), lattoferrina monoferrica (legata ad un solo ione ferrico) e ololattoferrina (legata a due ioni ferrici). La sua attività permane anche in ambienti acidi ed in presenza degli enzimi proteolitici, inclusi quelli secreti dai microorganismi. Grazie al già citato colostro (primo latte), particolarmente ricco di lattoferrina, si favorisce lo sviluppo di batteri intestinali benefici, aiutando il neonato a combattere gli agenti patogeni responsabili delle gastroenteriti, le coliche del neonato. La lattoferrina, inoltre, è anche importante fonte di ferro facilitandone l’assorbimento da parte del bambino. Questo aspetto è significativo perché il ferro è l’unico minerale presente nel latte materno in quantità inferiori rispetto ai fabbisogni del lattante. Questo deficit viene colmato dalle scorte accumulate durante la vita fetale.

La sua capacità di legarsi al ferro ne suggerisce anche un possibile ruolo come antiossidante, dato che sequestrando il ferro in eccesso, impedisce che questo produca i noti effetti pro-ossidanti (Fe2+ + H2O2 → Fe3+ + OH· + OH−).

Gli integratori alimentari di lattoferrina bovina sono indicati per migliorare e supportare la risposta del sistema immunitario attraverso le loro proprietà antiossidanti, antibatteriche e antivirali Bovine lactoferrin supplementation supports immune and antioxidant status in healthy human males

Importante per le ossa.

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Studi attribuiscono alla lattoferrina proprietà promotrici sull’attività degli osteoblasti e dei condrociti, cellule rispettivamente deputate alla produzione di tessuto osseo e cartilagineo.

Grazie a questo effetto, gli studi consigliano l’uso di Lattoferrina da sola o in combinazione con altri composti biologicamente attivi, per la rigenerazione del tessuto osseo e nel trattamento delle malattie ossee. Lactoferrin in bone tissue regeneration

Diagnostica di laboratorio.

Nella diagnostica, si possono usare le concentrazioni di lattoferrina nelle feci al fine di ricercare la presenza di malattie infiammatorie intestinali come il morbo di Crohn e la colite ulcerosa. Questo è possibile perché queste patologie si accompagnano tipicamente a un aumento della lattoferrina fecale.

Integratore.

Visti i molti studi da cui si evince come la lattoferrina sia dotata di interessanti proprietà antinfettive, immunomodulatorie e promotrici di una corretta ecologia intestinale in modelli umani e animali, si può postulare il suo uso in molte condizioni patologiche sia a livello preventivo che terapeutico.

Durante le terapie antibiotiche, la lattoferrina può da un lato aumentare la suscettibilità dei batteri alla terapie farmacologiche e dall’altro, in sinergia con i probiotici, promuovere la crescita di ceppi batterici intestinali benefici (Lactobacillus o Bifidobacterium) che dipendono meno dalla disponibilità di ferro.

Ovviamente una simile strategia terapeutica può essere adottata previo specifico consiglio medico, sempre che il vostro medico abbia competenze in proposito.

 

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Fattori determinanti i disturbi cardiocircolatori https://dietazonaonline.com/fattori-determinanti-i-disturbi-cardiocircolatori https://dietazonaonline.com/fattori-determinanti-i-disturbi-cardiocircolatori#respond Wed, 04 May 2022 11:55:07 +0000 https://dietazonaonline.com/?p=12390 I disturbi cardiocircolatori, almeno in Italia, sono la prima causa di morte. Premesso che circa il 25% della nostra salute dipende da fattori genetici ed il rimanente dai nostri stili di vita, cerchiamo di capire i fattori di rischio che incidono nell’insorgenza di infarti ed ictus.                   […]

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I disturbi cardiocircolatori, almeno in Italia, sono la prima causa di morte. Premesso che circa il 25% della nostra salute dipende da fattori genetici ed il rimanente dai nostri stili di vita, cerchiamo di capire i fattori di rischio che incidono nell’insorgenza di infarti ed ictus.

                                                                            Cominciamo con i fattori non modificabili.

ETA’

Il rischio di sviluppare una malattia cardiovascolare è sicuramente correlato all’età. L’infarto del miocardio più frequente nei soggetti tra i 50 e i 60 anni.

SESSO

Da giovani ed in età matura, infarto e aterosclerosi sono più comuni negli uomini che nelle donne, ma con la menopausa il rischio tra uomini e donne si equipara.

FAMILIARITA’

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Allo stato attuale delle conoscenze, la predisposizione a malattie cardiovascolari va attribuito a una pluralità di geni e quindi stabilirne il peso è difficile.

Sappiamo comunque che se in una famiglia ci sono parenti stretti che soffrono o hanno sofferto di malattia una qualche cardiaca, il rischio aumenta in modo significativo tanto che esso sembra raddoppiare per i fratelli, in conseguenza di stili di vita condivisi e della predisposizione genetica in comune.

Ci sono poi i fattori di rischio modificabili, e quindi ampiamente dipendenti dai nostri comportamenti e stili di vita.

IPERTENSIONE

Si parla di ipertensione quando la pressione arteriosa supera i 140/90 mmHg, indipendentemente dall’età e da altre condizioni patologiche coesistenti. L’ipertensione si sviluppa quando le pareti delle arterie di grosso calibro perdono l’elasticità naturale e si irrigidiscono. L’ipertensione affatica il cuore, può aumentarne le dimensioni, renderlo meno efficiente e favorire l’aterosclerosi. Per questo chi ha la pressione alta corre un rischio maggiore di infarto o ictus.

L’ipertensione può anche causare insufficienza renale e danneggiare la vista. Rimanere nel peso forma, fare esercizio fisico, non usare alimenti contenenti zuccheri e grassi saturi e praticare esercizi di rilassamento possono ridurre o eliminare l’ipertensione. Naturalmente le stesse misure impediscono di sviluppare ipertensione, molto meglio prevenire che dover curare.  

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COLESTEROLEMIA

Il colesterolo è una molecola lipidica costituente della membrana cellulare. È prodotto principalmente nel fegato ed è usato per produrre alcuni ormoni e vit.D.

Il colesterolo viene anche introdotto con l’alimentazione essendo presente nei cibi ricchi di grassi animali come carne, burro, salumi, formaggi, tuorlo d’uovo e frattaglie ma anche per un eccessivo consumo di zuccheri. L’ ipercolesterolemia è molto dannosa per cuore, arterie e cervello. Nelle arterie, il colesterolo  forma placche aterosclerotiche che causano un restringimento dei vasi che ostacola il passaggio del sangue, oppure provocano dilatazioni anomale, cioè gli aneurismi. Se questo avviene nelle coronarie (le arterie del cuore) aumenta il rischio di un infarto del miocardio. L’aumento di colesterolo nelle arterie che vanno al cervello (carotidi e loro diramazioni) predispone all’ictus cerebrale. Il danno arrecato dal colesterolo alle arterie è molto più grave in chi soffre d’ipertensione

DIABETE

Si parla di diabete quando la glicemia misurata a digiuno almeno due volte a distanza di una settimana è uguale o superiore a 126 mg/dl.
Esistono due forme di diabete:

  • diabete tipo 1, o insulino-dipendente, riguarda circa il 10 per cento dei diabetici e che colpisce i giovani;
  • diabete tipo 2, o non insulino-dipendente, riguarda circa il 90 per cento dei diabetici ed è molto spesso legato all’eccesso di peso e ad errori alimentari e di stile di vita come la sedentarietà.
    Dipende dall’età, dalla familiarità e da abitudini non salutari, un’alimentazione troppo ricca di zuccheri e l’obesità. Il diabete è una malattia importante, che provoca complicanze vascolari in tutti i distretti e in particolare a carico delle arteriecoronarie, carotidi, e degli arti inferiori (danno macro-vascolare), e alle arterie dell’occhio, del rene e del sistema nervoso periferico (danno micro-vascolare). Modifiche nell’alimentazione, ritorno al peso forma ed attività fisica possono ribaltare la situazione.

OBESITA’

Collegata ad altri fattori di rischio, come colesterolo alto, ipertensione e diabete. Sovrappeso ed obesità fanno lavorare eccessivamente il cuore. Una corretta valutazione del rischio cardiovascolare comprende la valutazione dell’indice di massa corporea (IMC, o BMI in anglosassone) e la misurazione del giro vita.
Il girovita rappresenta la misurazione della circonferenza presa nel punto medio tra l’ultima costa e la cresta dell’anca (che generalmente corrisponde alla linea dell’ombelico). Questa misura non dovrebbe superare i 94 centimetri per l’uomo e gli 80 centimetri per la donna. Quando i valori superano i 103 cm per l’uomo e gli 88 cm per la donna, la probabilità di ammalarsi aumenta molto. Il girovita è importante perché il grasso corporeo non è tutto uguale. In particolare, il tessuto adiposo concentrato nella zona addominale sembra essere particolarmente correlato a un aumento delle probabilità di soffrire di malattie cardiovascolari.

A parità di IMC sono più esposti i soggetti con una conformazione corporea «a mela», con accumulo di grasso viscerale, rispetto a chi ha una conformazione corporea «a pera», con accumuli su cosce e glutei. Ovviamente se il sovrappeso dura nel tempo, aumenta il rischio cardiocircolatorio con l’età adulta. 

FUMO

Oltre ad essere causa di tumori come quello polmonare, il fumo è un importantissimo fattore di rischio cardiovascolare soprattutto nei giovani. Il fumo riduce la quantità di ossigeno che arriva al cuore, aumenta la pressione sanguigna e il battito cardiaco, danneggia le arterie favorendo la vasocostrizione e lo spasmo e favorisce la malattia aterosclerotica. Questo aumenta le probabilità di ictus o di infarto, di progressione dell’arteriopatia degli arti inferiori ed è il fattore di rischio più importante per la formazione e progressione e dell’aneurisma dell’aorta addominale.
Lo studio Interheart ha confermato come il fumo sia una delle cause più importanti di infarto miocardico non fatale, specie nei giovani, sotto i 40 anni. Fumare è dannoso in tutti i modi – sigarette, pipa, sigaro, tabacco masticabile – e il rischio è correlato strettamente al numero delle sigarette fumate: 5 sigarette fanno meno male di 20, ma anche con poche sigarette non esiste il rischio zero. Inoltre anche il fumo passivo aumenta il rischio di patologie cardiovascolari per chi è esposto, uomo o donna, a casa o nell’ambiente di lavoro, in relazione al grado di contatto e alla durata dell’esposizione. Ogni anno nel mondo muoiono 8 milioni di persone per malattie dovute al consumo di tabacco (1 persona ogni 4 secondi). In Italia sono circa 80 mila i morti l’anno per malattie dovute al fumo, di cui il 25 per cento in età compresa tra 35 e 65 anni. La speranza di vita di un fumatore è otto anni inferiore rispetto a un non fumatore.
Eppure non è mai troppo tardi per smettere, indipendentemente da quando si abbia iniziato e da quanto si fumi. Smettere di fumare allunga la speranza di vita e riduce l’insorgenza di moltissime malattie:

Smettere di fumare migliora anche la qualità della vita: olfatto e gusto migliorano già dopo alcuni giorni, la pelle ritorna più luminosa dopo alcune settimane, i denti diventano più bianchi e l’alito più gradevole, il respiro migliora e scompare la tosse da fumo, ci si muove più agilmente e, in generale, ci si sente meglio e più in forma.

A questi fattori se ne è aggiunto recentemente un’altro.

Non è una mia affermazione ma prendo atto di quanto afferma uno studio israeliano che ha comparato il fatti cardiaci e le sindromi cardiache acute partendo dal 2019 su un arco di 14 mesi, proprio per valutare i dati sia in corrispondenza con le varie ondate di Covid, sia con il periodo prima del Covid stesso.

I risultati dello studio su persone 16-39 anni possono essere riassunti nei seguenti due grafici.

Si noti l’andamento della linea rossa che illustra l’incremento del 25% dei casi cardiaci gravi fra i giovani, mentre le due linee viola e blu indicano la somministrazione del magico siero e la linea grigia l’andamento del Covid.

Ognuno è libero di trarre le proprie conclusioni.

 

 

Per evitare che mi si debba credere sulla parola,

accludo il link allo studio stesso.

https://www.nature.com/articles/s41598-022-10928-z

 

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REGOLE D’ORO PER DIFENDERE IL SISTEMA IMMUNITARIO https://dietazonaonline.com/regole-doro-per-difendere-il-sistema-immunitario https://dietazonaonline.com/regole-doro-per-difendere-il-sistema-immunitario#respond Sat, 26 Jun 2021 04:50:04 +0000 https://dietazonaonline.com/?p=12003 In questa pagina trattiamo   i seguenti argomenti: Regole importanti. In sintesi.   Per trarre i massimi vantaggi per il nostro sistema immunitario dall’esercizio fisico è necessario seguire alcune regole. Regole importanti. Adottare un programma di allenamento regolare commisurato al sesso, all’età, alle proprie caratteristiche fisiche e al livello atletico individuale. Se si inizia per la […]

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In questa pagina trattiamo   i seguenti argomenti:

  • Regole importanti.
  • In sintesi.

 

Per trarre i massimi vantaggi per il nostro sistema immunitario dall’esercizio fisico è necessario seguire alcune regole.

Regole importanti.

  1. Adottare un programma di allenamento regolare commisurato al sesso, all’età, alle proprie caratteristiche fisiche e al livello atletico individuale. Se si inizia per la prima volta un’attività fisica non strafare, ma aumentare l’intensità e la frequenza dell’ esercizio in modo graduale, senza forzare, per non stressare troppo l’organismo e quindi ridurne le difese invece che aumentarle. Se possibile, ricordarsi che le ore del mattino sono le migliori per allenarsi.
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2) Evitare gli allenamenti “fai da te”, soprattutto se si inizia per la prima volta. Almeno all’inizio affidarsi a un istruttore esperto che possa pianificarci gli allenamenti in modo personalizzato e ragionevole. È comunque fondamentale aumentare la nostra capacità di ascoltarci.

3) In tutte le stagioni è fondamentale idratare l’organismo durante e dopo l’attività fisica bevendo liquidi poco o affatto zuccherati (acqua, tisane, the o spremute di frutta), magari arricchiti di Sali minerali se si tende a sudare molto.

4) Adottare una dieta bilanciata comunque ricca di frutta e verdura e che tenga conto anche del maggior fabbisogno energetico dovuto all’attività fisica. L’alimentazione è l’altro aspetto fondamentale per innalzare le nostre difese immunitarie.

5) Non porsi mete irrealistiche. Ci alleniamo per stare meglio e non per battere dei record.

In sintesi.

snellire le gambeVogliamo innalzare le nostre difese immunitarie per essere protetti contro le malattie da raffreddamento (che abbiano origine batterica o virale) ma anche da tutti gli altri patogeni che si insinuano nel nostro

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organismo? Tutto sommato è abbastanza semplice e bastano poche misure che tutti possono prendere, come abbiamo detto riguardo alla giusta attività fisica da svolgere. Fondamentale è anche curare la nostra alimentazione mettendo al centro alimenti ricchi di vitamine, sali minerali ed antiossidanti che sono la base per il nostro benessere.

C’è poi un aspetto del nostro organismo purtroppo troppo spesso ignorato e strettamente collegato con alimentazione ed attività fisica, in grado di determinare in modo non piccolo le nostri maggiori o minori difese immunitarie. Si tratta del nostro Microbiota intestinale, cioè di quell’insieme di microrganismi –batteri, virus e funghi- che popolano il nostro intestino.

In condizioni di stress psico-fisici, alimentari, ambientali o in seguito all’assunzione di farmaci (in particolare antibiotici) si assiste ad uno sbilanciamento della flora batterica intestinale (disbiosi) che rende l’organismo suscettibile all’attacco degli agenti patogeni. È quindi anche importante curare l’apporto alimentare di fibre, i prebiotici, e di microrganismi come i bifido-batteri, i probiotici. Unendo insieme questi fattori le nostre difese saranno al massimo.

Se poi vi fanno credere che la vostra salute dipenda da qualche iniezione, state attenti !!!!

prosegui con ESERCIZIO FISICO E DIFESE IMMUNITARIE. prima parte

 

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ESERCIZIO FISICO E DIFESE IMMUNITARIE. Seconda parte. https://dietazonaonline.com/esercizio-fisico-e-difese-immunitarie-seconda-parte https://dietazonaonline.com/esercizio-fisico-e-difese-immunitarie-seconda-parte#respond Sat, 26 Jun 2021 04:43:24 +0000 https://dietazonaonline.com/?p=11997 In questa seconda pagina si trattano i seguenti argomenti. La legge di Yerkes Dodson. Quale è il giusto esercizio fisico. Attività fisica  contro Immunosenescenza.   La legge di Yerkes Dodson. Ma perché succede questo? Una spiegazione la possiamo trovare nella vecchia (1908) Legge di Yerkes-Dodson che metteva in relazione l’aumentare del livello di  impegno fisico […]

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In questa seconda pagina si trattano i seguenti argomenti.

  • La legge di Yerkes Dodson.
  • Quale è il giusto esercizio fisico.
  • Attività fisica  contro Immunosenescenza.

 

La legge di Yerkes Dodson.

Ma perché succede questo? Una spiegazione la possiamo trovare nella vecchia (1908) Legge di Yerkes-Dodson che metteva in relazione l’aumentare del livello di  impegno fisico con l’aumentare del rendimento. Esiste però un punto in cui ad ogni ulteriore aumento dell’impegno corrisponde un peggioramento ed una diminuzione del rendimento.

la legge di Yerkes Dodson
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La prima parte della curva illustrata in figura, può essere considerato eustress, ovvero stress buono, che porta al miglioramento della nostra attivazione psicofisica, mentre la seconda parte è da considerare distress, ovvero stress cattivo.  Come è noto ormai da lungo tempo, il distress, se protratto nel tempo, porta ad un aumento di un ormone, il cortisolo, che ha proprio la capacità di ridurre le nostre difese immunitarie. Questo è quello che spesso succede agli atleti professionisti. Per questo ho prima fatto la distinzione tra attività fisica e sport.

Quale è il giusto esercizio fisico.

Ma quanto esercizio fisico serve per aumentare le difese senza sconfinare nel lato opposto? Ovviamente dipende dalla nostra condizione di partenza, sesso, età ed abitudine ad allenarsi. Si è visto che un allenamento di 12 settimane, costituito da tre sessioni di allenamento aerobico a settimana, ciascuna della durata di 30 minuti, al 70% della frequenza cardiaca massima, è associato ad un aumento del 57% della concentrazione di IgA salivari rispetto a prima, in nove soggetti precedentemente sedentari. Le IgA sono un importante meccanismo di difesa contro i patogeni che cercano di entrare attraverso la mucosa orale proprio come avviene con i virus respiratori.

Ciclismo in quotaL’allenamento moderato, inoltre, aumenta del 57% l’attività citotossica delle cellule NK dopo 6 settimane. Queste cellule chiamate Natural Killer, sono un tipo di linfociti in grado di distruggere spontaneamente le cellule infette da virus, ma anche le cellule tumorali.

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E per coloro che sono “atleti”, quando l’esercizio fisico è probabilmente troppo proprio durante una epidemia ? Forse il primo studio1 che ha quantificato lo stato di malattia in una popolazione di atleti risale alla Two Oceans Marathon del 1982 su una distanza di 56 Km a Città del Capo, che trovò il 33% dei corridori affetti da disturbi del tratto respiratorio dopo due settimane, rispetto al 15% di un gruppo di controllo. Fu anche trovata una significativa relazione negativa tra tempo impiegato per completare la gara e malattie respiratorie molto più abbondanti in quei corridori che avevano completato la gara in meno di quattro ore, suggerendo una relazione tra stress da esercizio acuto e suscettibilità alle infezioni.

Come dovrebbe essere in pratica la nostra attività fisica per proteggerci dalle malattie? Partiamo dal presupposto di non essere particolarmente allenati e cominciare ad allenarsi dopo un lungo periodo di inattività. La protezione contro le infezioni può essere raggiunta con molti tipi di attività aerobica (camminata, jogging, ciclismo, nuoto, ma anche altre attività in base ai propri gusti ed alle proprie possibilità). In generale, sembra che da 20 a 40 minuti di esercizio di moderata intensità corrispondenti al 60/75% della Frequenza cardiaca massima al giorno, bastino a promuovere un effetto benefico sul sistema immunitario, introducendo magari un giorno di riposo settimanale.

Attività fisica  contro Immunosenescenza.

È poi noto come il processo d’invecchiamento sia associato ad un progressivo declino della funzione del sistema immunitario, che è comunemente indicato come immunosenescenza. La maggior parte degli studi indica che un esercizio aerobico regolare di moderata intensità possa migliorare la funzione immunitaria negli individui più anziani. Gli effetti positivi dell’esercizio fisico sul sistema immunitario nelle persone anziane sono evidenziati da aumento del numero di cellule T, concentrazione plasmatica di citochine infiammatorie più bassa e aumento dell’attività fagocitica dei neutrofili e citotossica delle cellule NK, tutti fattori primari del nostro sistema immunitario.

torna a: ESERCIZIO FISICO E DIFESE IMMUNITARIE. Prima parte.

 

1) Effect of moderate exercise on salivary immunoglobulin A and infection risk in humans

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  • Solo il sistema immunitario ci può proteggere.
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  • Attenti allo STRESS.
  • Studio 1.
  • Studio 2.

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Solo il sistema immunitario ci può proteggere.

Quello che scrivo in questa pagina vale per tutti i disturbi che vedono coinvolto il nostro sistema immunitario, che si tratti di virus, batteri o altri agenti infettivi. 

Se capita di sentire parlare prevalentemente dei disturbi e delle infezioni delle vie respiratorie, non dimentichiamo mai che il nostro Sistema Immunitario (l’unico che può proteggerci) entra in azione sia contro agenti patogeni provenienti dall’esterno sia contro nostre cellule mutate che potrebbero trasformarsi in tumori.

Genetica e stili di vita.

Il mio libro sullo STRESS
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Se è vero, come ci dicono tutti gli studi, che la nostra salute dipende al 25% dai nostri geni e quindi al 75% dal nostro stile di vita, cosa fare per innalzare le nostre difese immunitarie? Sicuramente molte cose, a partire dall’alimentazione. In questa pagina, però, ci concentriamo sull’importanza determinante dell’attività fisica. Si, l’attività fisica è fondamentale sia nel migliorare, ma anche nel ridurre, le difese immunitarie dell’organismo e, quindi, nel ridurre o nell’aumentare la probabilità di contrarre sia malattie come influenza, raffreddore, tosse e mal di gola, sia altre malattie.

Attenti allo STRESS.

Perché scrivo sia migliorare che ridurre le difese immunitarie? Perché l’attività fisica entro certi limiti, che variano da soggetto a soggetto, è di grande aiuto, ma oltre certi limiti si trasforma in stress, che invece riduce le nostre difese immunitarie. Proprio per questo parlo di attività fisica e non di sport generalmente inteso come un qualcosa di competitivo e che spinge, quindi, ad andare oltre i propri limiti fisici. Fortunatamente su questo importante argomento esistono oggi numerosi studi che ci permettono di farci una idea chiara e di adattare queste conoscenze al nostro organismo.

Studio 1.

Uno studio1 americano pubblicato sul British Journal of Sport Medicine effettuato su 1002 adulti con età comprese tra 18 ed 85 anni, 60% donne e 40% uomini, seguiti per 12 settimane in autunno/inverno, ha rilevato che i giorni con infezioni

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del tratto respiratorio superiore durante il periodo preso in considerazione, è stato del 43% inferiore nei soggetti  che avevano svolto esercizio di tipo aerobico per almeno 5 giorni a settimana rispetto ai soggetti sedentari. Anche la gravità dei sintomi era fino al 41% inferiore in coloro che avevano svolto una buona attività aerobica. Gli studiosi concludono dicendo che l’idoneità fisica percepita e la frequenza dell’esercizio aerobico sono inversamente correlati con il numero di giorni e  con la gravità dei sintomi durante la stagione fredda.

Naturalmente questo è solo uno dei numerosi studi che negli anni più recenti hanno indagato questo argomento. L’immunologia dell’esercizio fisico è, infatti, un’area di ricerca relativamente nuova che ha iniziato ad emergere a partire dagli anni’70. I dati raccolti finora sono coerenti con le linee guida che includono l’esercizio fisico nella propria routine quotidiana per migliorare la salute.

Studio 2.

Un altro studio2 ha mostrato che l’esercizio da lieve a moderato, eseguito circa tre volte a settimana, ha ridotto il rischio di morte durante l’epidemia di influenza di Hong Kong nel 1998. Lo studio è stato condotto su 24.656 adulti cinesi (21% di età compresa tra 30 e 64 anni, 79% di età pari o superiore a 65 anni) morti durante questo focolaio.

Questo studio ha dimostrato che le persone che non hanno praticato alcun esercizio o eseguito troppa attività fisica (oltre cinque giorni alla settimana) hanno avuto il maggior rischio di morte rispetto a persone che si sono esercitate moderatamente.

Questo risultato illustra al meglio quello che ho affermato all’inizio: l’attività fisica è fondamentale nell’aumentare, ma anche nel ridurre, le nostre difese immunitarie.

CONTINUA CON: ESERCIZIO FISICO E DIFESE IMMUNITARIE. Seconda parte.

 

1) Upper respiratory tract infection is reduced in physically fit and active adults
2) Is Exercise Protective Against Influenza-Associated Mortality?

 

 

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Mangiare bene per vivere in salute. Libro di Gabriele Buracchi https://dietazonaonline.com/mangiare-bene-per-vivere-in-salute-libro-di-gabriele-buracchi https://dietazonaonline.com/mangiare-bene-per-vivere-in-salute-libro-di-gabriele-buracchi#respond Mon, 24 May 2021 00:38:53 +0000 https://dietazonaonline.com/?p=11847 Questo piccolo libro sull’alimentazione ha la pretesa di essere allo stesso tempo un manuale di livello universitario, traendo i testi da precedenti lavori svolti durante la mia attività di professore a contratto presso l’Università di Pisa, ma allo stesso tempo è un testo facilmente fruibile da chiunque.Il suo contenuto spazia da nozioni più strettamente nutrizionali […]

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Questo piccolo libro sull’alimentazione ha la pretesa di essere allo stesso tempo un manuale di livello universitario, traendo i testi da precedenti lavori svolti durante la mia attività di professore a contratto presso l’Università di Pisa, ma allo stesso tempo è un testo facilmente fruibile da chiunque.Il suo contenuto spazia da nozioni più strettamente nutrizionali come l’importanza di Carboidrati, Proteine e Grassi fino alle vitamine ed ai sali minerali, ma si occupa anche della Psicobiologia dei comportamenti alimentari, dal “cervello nella pancia” ai vari fattori che intervengono nei fenomeni di fame/sazietà, chiarendo anche alcuni motivi che possono portarci ad ingrassare.

Contiene anche una descrizione dei disturbi del comportamento alimentare con un Test che può aiutare ad individuarli.

In appendice parla del grande inganno scientifico durato 60 anni sullo zucchero e dell’importanza, negata dal business farmaceutico, della vitamina C.

In sintesi un piccolo manuale per chi vuole aumentare la propria consapevolezza alimentare per Mangiare bene e vivere in salute.

 

Versione digitale euro  6       Versione cartacea euro  16,64

 

qui sotto l’indice degli argomenti trattati nel libro

INDICE

Prefazione

CAPITOLO 1

I NUTRIENTI.

I GLUCIDI (O GLICIDI, CARBOIDRATI, ZUCCHERI).

L’INDICE GLICEMICO, UN PARAMETRO ESSENZIALE.

IL CARICO GLICEMICO.

COSA SUCCEDE AI GLUCIDI.

L’INDICE INSULINICO, IL TERZO FATTORE.

LIPIDI (O GRASSI)

I PUFA

I PROTIDI (O PROTEINE)

AMINOACIDI ESSENZIALI O NON ESSENZIALI

FABBISOGNO PROTEICO

DOVE SI INCONTRANO I VARI NUTRIENTI

CORRISPONDENZA TRA CARENZE ED ECCESSI DI VITAMINE E SALI MINERALI E FENOMENI FISICI E PSICOLOGICI

MANGIARE I 5 COLORI

QUALI SONO E DOVE TROVIAMO I PRINCIPALI ANTIOSSIDANTI.

QUALI SONO I BENEFICI

GIALLO-ARANCIO

ROSSO

VERDE

BLU-VIOLA

BIANCO 

CAPITOLO 2

INFLUENZA DI ALCUNI NUTRIENTI SUL SISTEMA NERVOSO

OPPIODI NEL LATTE E NEL GRANO.

DISTURBO DA IPERATTIVITÀ-DEFICIT D’ATTENZIONE ED ALIMENTI.

I NEUROTRASMETTITORI E GLI ALIMENTI.

EFFETTI DELLO ZUCCHERO. LA DIPENDENZA DA ZUCCHERO È PIÙ FORTE DI QUELLA DA COCAINA.

SOSTANZE NERVINE

Alcolici

Cenni sui disturbi da abuso di alcool

Caffeina

Cacao 

CAPITOLO 3

ANATOMOFISIOLOGIA DELLA DIGESTIONE

APPARATO DIGERENTE: GENERALITÀ

APPARATO DIGERENTE: I VARI TRATTI

Bocca

Esofago

Stomaco

Intestino Tenue.

Colon

Fegato

Pancreas

LA PERISTALSI

IL MUCO

L’ASSORBIMENTO

SISTEMA NERVOSO AUTONOMO E NUTRIZIONE

IL SISTEMA NERVOSO ENTERICO

LO STRESS

LO STRESS E IL METABOLISMO

LA SINDROME DA MEGACOLON

LA SINDROME DEL COLON IRRITABILE

ULCERA PEPTICA E COLITE ULCEROSA (MORBO DI CROHN) 

CAPITOLO 4

DIFFERENZE METABOLICHE E NELLA DISTRIBUZIONE DEL GRASSO TRA UOMO E DONNA

COMPOSIZIONE DEL CORPO UMANO

IL TESSUTO ADIPOSO

Tessuto adiposo marrone

Tessuto adiposo bianco

NUOVE SOSTANZE IMPLI CATE NEL CONTROLLO DEL PESO E NELLA REGOLAZIONE DELL’ALIMENTAZIONE .

DISTRIBUZIONE DEL GRASSO NELL’UOMO E NELLA DONNA. 

CAPITOLO 5

ANTROPOMETRIA E DETERMINAZIONE DEL FABBISOGNO ENERGETICO

INDICI ANTROPOMETRICI

IL PESO FORMA

RAPPORTO MASSA GRASSA/MASSA MAGRA

RAPPORTO VITA/FIANCHI O W.H.R.

IL FABBISOGNO ENERGETICO

COSA SONO I LARN.

METODI DI VALUTAZIONE NUTRIZIONALE.

SOTTO CHE FORMA È OPPORTUNO ASSUMERE L’ENERGIA NECESSARIA?

COSA SONO LE TAVOLE BROMATOLOGICHE 

CAPITOLO 6.

ALIMENTAZIONE. UN FENOMENO PSICOBIOLOGICO

LA FAME

L’ASPETTO MECCANICO

LE TEORIE DEL TERMOSTATO

LE PROPRIETÀ INCENTIVANTI DEL CIBO 

CAPITOLO 7

I DISTURBI DEL COMPORTAMENTO ALIMENTARE

I DISTURBI DELLA NUTRIZIONE E DELL’ALIMENTAZIONE, GIÀ CHIAMATI DISTURBI DEL COMPORTAMENTO ALIMENTARE.

ALCUNI ESEMPI DI FATTORI SOCIALI NEI DISTURBI DELLA NUTRIZIONE E DELL’ALIMENTAZIONE.

LA BAMBOLA BARBIE

ANORESSIA, BULIMIA, BINGE ETC. COSA FARE?

ALCUNE TERAPIE

terapia comportamentale

terapia cognitiva

terapia psicanalitica

terapia familiare

ORTORESSIA. QUANDO  IL TROPPO STROPPIA  

IL NOSTRO RAPPORTO CON IL CIBO È EQUILIBRATO?

Test sul comportamento alimentare

Risultati del test 

APPENDICE

1) ZUCCHERO O GRASSI? LA GRANDE TRUFFA SCIENTIFICA

2) VITAMINA C. QUELLO CHE NON TI VOGLIONO FAR SAPERE 

CHI È IL DR. GABRIELE BURACCHI

I libri pubblicati su Amazon 

BIBLIOGRAFIA GENERALE

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Stili di vita: Errori di Postura https://dietazonaonline.com/stili-di-vita-errori-di-postura https://dietazonaonline.com/stili-di-vita-errori-di-postura#respond Thu, 21 Jan 2021 07:20:30 +0000 https://dietazonaonline.com/?p=11503 Stili di vita. Errori di postura Articolo comparso su Vita e Salute Questo articolo è comparso sulla rivista Vita e Salute del Gennaio 2021. Si occupa delle cause e degli effetti degli SQUILIBRI POSTURALI e indica semplici esercizi per rimettersi in forma. Se vuoi scaricare l’articolo in PDF clicca qui.   Ginnastica-posturale-Vita-e-Salute-buracchi-gen-21.pdf Buona lettura.   Ti […]

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Stili di vita. Errori di postura

Articolo comparso su Vita e Salute

Questo articolo è comparso sulla rivista Vita e Salute del Gennaio 2021. Si occupa delle cause e degli effetti degli SQUILIBRI POSTURALI e indica semplici esercizi per rimettersi in forma.

Se vuoi scaricare l’articolo in PDF clicca qui.   Ginnastica-posturale-Vita-e-Salute-buracchi-gen-21.pdf

Buona lettura.

 



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