Anti age – Dieta Zona Personalizzata Online https://dietazonaonline.com La tua dieta personalizzata sempre con te! Thu, 10 Apr 2025 14:01:57 +0000 it-IT hourly 1 UN CUORE SOFFERENTE AMA IL MOVIMENTO https://dietazonaonline.com/un-cuore-sofferente-ama-il-movimento https://dietazonaonline.com/un-cuore-sofferente-ama-il-movimento#respond Thu, 10 Apr 2025 13:58:28 +0000 https://dietazonaonline.com/?p=13344 Questo mio articolo è comparso sulla rivista Vita e Salute nel numero di marzo 2025. buona lettura Qui il PDF: UN CUORE SOFFERENTE AMA IL MOVIMENTO  

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Questo mio articolo è comparso sulla rivista Vita e Salute nel numero di marzo 2025. buona lettura

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Aglio. Difendere la Prostata e non solo https://dietazonaonline.com/aglio-difendere-la-prostata-e-non-solo https://dietazonaonline.com/aglio-difendere-la-prostata-e-non-solo#respond Mon, 10 Mar 2025 08:53:08 +0000 https://dietazonaonline.com/?p=12706 aglio, una sostanza terapeutica importantissima da conoscere

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Siamo abituati a pensare all’aglio ed al suo sapore pungente come al massimo un ingrediente di cucina.

                  Ma l’aglio è molto, molto di più.

Tra le numerose proprietà attribuite all’aglio c’è quella di dare alla pelle un aspetto sano e di favorire la crescita dei capelli.

Questo effetto è dovuto all’acido fitinico, che lega le sostanze minerali e che può essere trasformato in inositolo, sostanza simile alle vitamine capace di stimolare la crescita cellulare.

L’aglio contiene alcaloidi con azione simile a quella dell’insulina, abbassando il livello di glicemia nel sangue: per questo l’aglio è un valido supporto nelle terapie contro il diabete ed in altre malattie legate al metabolismo degli zuccheri.

Rafforza il sistema immunitario agendo come potente battericida su tutto l’organismo.

È un potentissimo vermifugo, un regolatore della pressione arteriosa dato che agisce provocando vasodilatazione delle arteriole e dei capillari, riduce il rischio di sclerosi nelle arterie, previene l’aggregazione delle piastrine e la conseguente formazione di trombi (utile quindi per i vaccinati). Inoltre ha la capacità di regolarizzare il livello di colesterolo e trigliceridi nel sangue.

Nell’uomo, uno studio italiano ha trovato una relazione inversa tra l’uso di aglio e l’ Ipertrofia Prostatica Benigna.
Un altro studio conclude che il consumo regolare di aglio e cipolla può prevenire il cancro alla prostata.
I composti organosolforici derivati dall’aglio possono essere responsabili, almeno in parte, dell’attività antitumorale.

 

Se ti interessa saperne di più sull’aglio e

su tutte le sue virtù terapeutiche,

puoi leggere il mio libro

 

 

 

Se invece sei interessato a proteggere 

e curare la prostata in modo naturale,

questo è il libro specifico

 

 

 

 

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Intervista al Fatto Quotidiano https://dietazonaonline.com/intervista-al-fatto-quotidiano https://dietazonaonline.com/intervista-al-fatto-quotidiano#respond Sun, 11 Sep 2022 04:44:00 +0000 https://dietazonaonline.com/?p=12807 ATTUALITÀ Come rimettersi in forma dopo le vacanze? I consigli dell’esperto: “Bastano alcuni giorni di detox per riprendersi” – LE RICETTE La nostra intervista al dottor Gabriele Buracchi, biologo nutrizionista e psicologo. “A parte i cibi, utilissime sono le tisane detox a base di tarassaco, carciofo, betulla e ortica”, ci spiega di Ennio Battista | 10 […]

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ATTUALITÀ

Come rimettersi in forma dopo le vacanze? I consigli dell’esperto: “Bastano alcuni giorni di detox per riprendersi” – LE RICETTE

Come rimettersi in forma dopo le vacanze? I consigli dell’esperto: “Bastano alcuni giorni di detox per riprendersi” – LE RICETTE
La nostra intervista al dottor Gabriele Buracchi, biologo nutrizionista e psicologo. “A parte i cibi, utilissime sono le tisane detox a base di tarassaco, carciofo, betulla e ortica”, ci spiega
Dall’all inclusive in riva al mare, dai vari pranzi e cene al ristorante fino alla tavola di casa nostra, come ne esce il nostro organismo? Il rientro dalle vacanze porta spesso con sé nostalgia dei luoghi di vacanza visitati. Ma anche qualche chilo di troppo. “Se in vacanza si è sgarrato un po’, bastano alcuni giorni di detox per riprendersi, passando poi a una dieta bilanciata a basso indice glicemico”, ci rassicura il dottor Gabriele Buracchi, biologo nutrizionista e psicologo. “A parte i cibi, utilissime sono le tisane detox a base di tarassaco, carciofo, betulla e ortica”.

Come prepararle?

“È semplice. Prendete 40 g di carciofo, fusto o radice, in infusione in acqua calda. Filtrate e bevetene fino a tre tazze al giorno, prima dei pasti. Oppure: 25 g di foglie essiccate in un bricco d’acqua. Lasciate in infusione 6 minuti, coperto, filtrate e bevetene almeno due tazze al giorno. In alternativa: 50 g di foglie per un litro d’acqua da bere nell’arco della giornata”.
I cibi da preferire anche per aiutare l’organismo a rientrare nelle attività lavorative, sia mentali che fisiche?
“Almeno per alcuni giorni eliminiamo alcolici, bibite gassate e dolcetti vari, alimenti comunque sempre dannosi. Limitiamo panini e caffè e concentriamoci su frutta e verdura, graminacee integrali, legumi e, se non si è vegetariani, privilegiamo il pesce in particolare quello azzurro per il contenuto in Omega 3. Utili sono i centrifugati detox che depurano e integrano vitamine, sali minerali, fibre e antiossidanti e facilitano la digestione”.

Anche qui può farci qualche esempio?

“Si può preparare un centrifugato di sedano e carote, con 3 gambi di sedano, 1 mela, 1 rametto di prezzemolo, 4 foglie di spinaci. Sedano e carote sono tra gli ingredienti più utili per fare centrifugati da bere per depurare l’organismo. Volendo si può sostituire la mela con la pera, in base alla frutta disponibile e secondo i gusti. E inoltre, bere sempre molta acqua. Possiamo anche prepararci delle acque detox, semplicemente mettendo a infondere per alcune ore, in un barattolo con acqua tiepida, tè verde, menta e limone. L’obiettivo è quello di ridurre infiammazione e radicali liberi, con un diretto miglioramento delle funzioni mentali e fisiche”.

Non solo detox post ferie: quali consigli può dare per provare – anche solo in minima parte – a dare una svolta al proprio stile di vita in chiave più salubre e costante nel tempo?

A parte i consigli su dieta equilibrata e attività fisica, durante la mia professione come nutrizionista e psicologo mi sono sempre più convinto che la premessa, la base di tutto, sia la consapevolezza. Questo vuol dire porsi una domanda fondamentale. Voglio continuare a oscillare tra pseudo piaceri spesso indotti da pubblicità e mode preconfezionate per poi ritrovarmi con la paura di qualche malattia, correre dal medico e riempirmi di farmaci spesso dannosi? Stare bene è tutta un’altra cosa. Nasce dal nostro interno e non da qualche pillola o integratore.

Si tratta, banalmente, di assumersi le proprie responsabilità sulla nostra vita. Sappiamo ormai che il 25% della nostra salute dipende da fattori genetici o comunque da noi non controllabili, il rimanente 75% dipende semplicemente dal nostro stile di vita, da quello che mangiamo, dall’attività fisica, dal rifiuto di abitudini dannose come fumo e alcolici. Ma anche dall’allontanamento di ‘divertimenti’ magari competitivi e stressanti e dal non fermarsi mai a guardarsi dentro.

Quindi, oltre a una dieta sana ed equilibrata, prevalentemente a base di alimenti vegetali, prendere il tempo che ci serve per informarsi seriamente, riflettere e iniziare a praticare rilassamento e meditazione per controllare gli effetti negativi dello stress.

Un consiglio forse banale che mi sento di dare. Perché non provare a passare una domenica passeggiando in un bosco, magari con un binocolo, invece che passarlo in un centro commerciale?”.

qualche notizia in più sulla dieta DETOX

DIETA DETOX IN ZONA

TISANE DETOX

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Aglio. Proprietà terapeutiche https://dietazonaonline.com/aglio-proprieta-terapeutiche https://dietazonaonline.com/aglio-proprieta-terapeutiche#respond Sun, 04 Sep 2022 10:03:15 +0000 https://dietazonaonline.com/?p=12704 Ho tradotto questo articolo scientifico molto interessante e molto ricco e completo. Il testo originale in lingua inglese si trova qui. RIASSUNTO All’epoca in cui gli antibiotici e altri prodotti farmaceutici non esistevano, il bulbo d’aglio stesso rappresentava un’intera industria farmaceutica a causa dell’ampio spettro di effetti. Nell’articolo vengono menzionate le supposizioni più diverse che […]

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Ho tradotto questo articolo scientifico molto interessante e molto ricco e completo.

Il testo originale in lingua inglese si trova qui.

RIASSUNTO

All’epoca in cui gli antibiotici e altri prodotti farmaceutici non esistevano, il bulbo d’aglio stesso rappresentava un’intera industria farmaceutica a causa dell’ampio spettro di effetti.

Nell’articolo vengono menzionate le supposizioni più diverse che coinvolgono questa erba.

Alcuni di loro erano così inutili da scomparire nel tempo, ma alcune sono rimaste fino ai giorni nostri.

All’aglio sono stati dati nomi diversi che sono ancora in uso come “penicillina russa”, “antibiotico naturale”, “viagra vegetale”, ‘talismano vegetale’, ‘teriaco (antidoto) rustico’, ‘erba serpente’ ecc.

La presentazione dello sviluppo di idee associate all’aglio e l’evoluzione delle nozioni ha accresciuto la capacità dei farmacisti e dei medici di rispondere alle sfide dei loro servizi professionali per facilitare la vita umana.

INTRODUZIONE

L’aglio ( Allium sativum L. Fam. Liliaceae) è una pianta molto diffusa. Oggi è coltivato in tutto il mondo. Nella nostra regione (MACEDONIA), è il rimedio preventivo più importante, una spezia e cibo popolare universale, un rimedio affidabile. In passato, l’aglio è stato utilizzato come rimedio durante le varie epidemie come tifo, dissenteria, colera, influenza e ogniqualvolta un’epidemia è emersa, l’aglio è stato il primo rimedio preventivo e curativo [1].

Nei secoli antichi e medi e molto a lungo in epoca moderna, l’aglio è stato apprezzato come un rimedio da parte di medici di diverse nazioni. Recentemente ci sono stati studi scientifici sull’aglio e sono stati ottenuti buoni risultati nella guarigione di molte malattie, dalle quali per migliaia di anni le nazioni di vari continenti avevano protetto se stesse e ottenendo guarigioni usando l’aglio.

Pertanto, esiste una maggiore necessità di ricerca sulla storia dell’aglio allo scopo di rafforzare la capacità di farmacisti e medici di rispondere alle sfide che sorgono nella fornitura di servizi professionali per facilitare la vita umana.

 

CRONOLOGIA DAL PASSATO AL PRESENTE

Storia dell’aglio

La terra natale dell’aglio è l’Asia centrale[2]. Ci sono una gamma di credenze sull’origine esatta dell’aglio come quella che lo vuole originario dalla Cina occidentale, intorno ai monti Tien Shan fino al Kazakistan e Kirghizistan. I Sumeri (2600–2100 aC) utilizzavano attivamente le qualità curative dell’aglio e si crede che abbiano portato l’aglio in Cina, da dove si è poi diffuso in Giappone e Corea.

L’espansione dell’aglio avvenne probabilmente prima nel vecchio mondo, e più tardi nel nuovo mondo. Tuttavia, alcuni storici affermano ancora che l’aglio è originario della Cina[3]. Nell’antica Cina, l’aglio era uno dei rimedi più utilizzati dal 2700 a.C.

Poi, per i suoi effetti riscaldanti e stimolanti, è stato posto in yang (il concetto di yin yang, secondo il quale nel bene c’è il male e nel male c’è il bene).

L’aglio era consigliato a chi soffre di depressione. Pertanto, a causa di questi effetti stimolanti dell’aglio, i giapponesi non hanno incluso l’aglio nella tradizione buddista. Anche la cucina giapponese non apprezza l’aglio.[4]

Nell’antica medicina indiana, l’aglio era un valido rimedio usato come tonico, corroborante, per curare la mancanza di appetito, debolezza comune, tosse, malattie della pelle, reumatismi, emorroidi ecc.  Nei Veda – il libro sacro indiano – l’aglio è stato menzionato tra le altre piante medicinali. I sacerdoti indiani furono i primi medici e farmacisti, e non sorprende che la guarigione fosse accompagnata e completata da diversi incantesimi e rituali, preghiere, cerimonie segrete e magnifiche[3].

Gli egiziani conoscevano molte piante medicinali, aromatiche, speziate e velenose. All’inizio, quando erano ancora poco importanti e poveri, erano soddisfatti delle proprie piante medicinali della loro flora, intorno al fiume Nilo. Era l’aglio quello che veniva usato di più. Successivamente, quando stavano acquisendo potere e importanza mercantile, erano sempre più alla ricerca di piante medicinali con forte attività fisiologica, spezie forti e aromi provenienti dall’Oriente. L’uso dell’aglio è continuato, ma ora come cibo e rimedio dei poveri, ad es. gli schiavi[3]. Gli egiziani nutrivano i loro schiavi con l’aglio per renderli forti e capaci di lavorare di più.

Lo storico greco antico Erodoto[1] scrisse: “Le iscrizioni sulle lastre  delle piramidi egizie ci dicono quanto i loro costruttori usassero l’aglio per questo ortaggio, furono spesi 1600 talenti d’argento (circa 30 milioni di dollari)”.[4]

In questo periodo l’aglio era un integratore alimentare insostituibile. I costruttori mangiavano comunemente cibo insipido e solo un terzo di questo cibo veniva utilizzato nell’organismo.

Se non fosse stato per l’aglio, che i muratori usavano molto, non sarebbero stati in grado di mantenere l’equilibrio, per non parlare di tirare le pietre gigantesche. Oltre a fornire loro la quantità necessaria di vitamine, l’aglio li ha anche supportati con un’altra delle sue proprietà, diminuendo il bisogno di cibo.[4].Le cripte egiziane contengono le più antiche iscrizioni visibili sull’esistenza dell’aglio. Gli archeologi hanno scoperto sculture argillose di bulbi d’aglio risalenti al 3700 a.C., mentre illustrazioni con aglio sono state trovate in un’altra cripta del 3200 a.C.

Nel papiro di Ebers (intorno al 1500 a.C.) sono state citate varie piante medicinali, e tra le altre il tanto apprezzato aglio, efficace nella guarigione di 32 malattie.[3,4] Il più giovane faraone Tutankhamon (1320 a.C.) fu inviato in viaggio verso la vita dell’ oltretomba scortato dall’aglio, come protettore della sua anima e protettore della sua ricchezza. Gli archeologi hanno scoperto bulbi d’aglio nelle piramidi.

L’antico Egitto era di grande importanza per le capacità curative, la preparazione dei rimedi e soprattutto per la cultura di popoli antichi come Fenici, Israeliani, Babilonesi, Persiani ecc. Tutti questi popoli del deserto o semi-desertico, che essenzialmente erano allevatori di bestiame e nomadi, usavano regolarmente l’aglio.

La sua implicazione si è fatta sentire anche più tardi, nel Medioevo e nel Nuovo Evo, con tutti i popoli che vivevano intorno al Mar Mediterraneo, ed è durata fino ad oggi. Di conseguenza, ora i paesi che si affacciano sul Mar Mediterraneo, in particolare quelli della costa orientale, usano ancora l’aglio in grandi quantità.[4]

Gli antichi israeliani usavano l’aglio come stimolatore della fame, stimolatore della pressione sanguigna, riscaldamento corporeo, antiparassitario, ecc. Il Talmud, il libro dell’ebraismo, prescrive ogni venerdì un pasto con l’aglio. Nella Bibbia viene menzionato un pasto con aglio e formaggio, che veniva consumato dai mietitori. Anche gli antichi greci apprezzavano l’aglio, anche se a coloro che avevano mangiato l’aglio era vietato l’ingresso nei templi (erano chiamati “rose di rango”). Durante gli scavi archeologici nel Palazzo di Cnosso sull’isola greca di Creta, sono stati scoperti bulbi d’aglio risalenti al 1850–1400 a.C.

I primi capi dell’esercito greco nutrivano il loro esercito con l’aglio prima delle grandi battaglie. È un fatto interessante che mentre al giorno d’oggi alcuni atleti assumono un’ampia gamma di pericolosi farmaci, gli atleti olimpici greci mangiano aglio per assicurarsi un buon punteggio.[4,5]. Secondo Teofrasto (370–285 a.C.), i greci offrivano ai loro Dei doni costituiti da bulbi d’aglio, che usavano per posare sugli incroci principali. Orfeo si riferiva all’aglio come rimedio. Nelle sue opere, Ippocrate (459–370 aC)[6] menziona l’aglio come rimedio contro i parassiti intestinali, lassativo e diuretico.

Dioscoride (40–90 d.C.) raccomandava l’aglio come rimedio contro le coliche,[4]n come antielmintico, per regolare il ciclo mestruale e contro il mal di mare[7].

Raccomandava anche l’aglio come rimedio contro il morso di serpente (a questo scopo bevevano un miscuglio di aglio e vino) e contro il morso dei cani con la rabbia (a tal fine applicavano l’aglio direttamente sulla ferita). Per questo i Greci chiamavano l’aglio erba di serpente.[3]

I tibetani possiedono antiche ricette per curare il mal di stomaco con l’aglio.

Veniva coltivata nei giardini di Babilonia e la popolazione locale la chiamava “rosa di rango”.

All’inizio quando i romani non avevano occupato territori al di fuori del piccolo stato romano, come altre nazioni primitive e povere utilizzavano solo piante dei loro territori, per lo più cavoli, aglio e cipolla, come rimedio, spezie e cibo.

In seguito, nel vasto e influente impero romano, l’aglio e la cipolla rimasero un rimedio, una spezia e un alimento per la sopravvivenza dei poveri, mentre i ricchi usavano e trovavano sempre più piacere in preziose piante medicinali dagli intensi effetti fisiologici, per lo più delicate spezie aromatiche e aromi di tutti i territori invasi dell’Asia e dell’Africa. Virgilio ha menzionato l’uso di un succo schiacciato di aglio e timo selvatico e, secondo lui, i falciatori dovrebbero lubrificare il loro corpo con questo succo se volevano riposare in pace perché non sarebbero stati morsi da un serpente.

Plinio il Vecchio (23–79 d.C.), medico e scienziato romano del I secolo, considerava l’aglio un rimedio universale.[6].

Scrisse che gli egiziani solevano prestare giuramento menzionando aglio e cipolla, ritenendoli due piante sante e miracolose. Nel I secolo d.C., Columel disse che l’aglio era usato come afrodisiaco.

Celsius nel II secolo usava l’aglio per curare la tubercolosi e la febbre.[6] Galeno (121–200 d.C.), rinomato scrittore medico e medico tra i romani, e più tardi tra le altre nazioni, indicato come il padre della farmacia galenica, parlò dell’aglio come del rimedio popolare più popolare che curava molte malattie e lo chiamò ” teriaca (antidoto)rustica’.

Galeno usava l’aglio per regolare la digestione e contro le coliche.[3,6]

In tutte le montagne del suo regno, Assurbanipal, l’ultimo grande zar d’Assiria, nascondeva lastre di argilla su cui erano registrate diverse testimonianze della vita, dei costumi e dei rituali del mondo babilonese-assiro.

Tra i 10.000 volumi di questa biblioteca d’argilla, esistevano volumi dedicati alle piante medicinali. Nel primo libro assiro delle piante medicinali, l’aglio aveva un posto speciale. Tagliato a pezzi grossi e lasciato nella pentola di terracotta, chiusa a vapore per 30 minuti, l’aglio veniva usato come rimedio per abbassare la temperatura corporea. Preparavano il tè con aglio e resina solida, che veniva usato come rimedio contro la stitichezza. Gli assiri preparavano il tè dall’aglio come impiastro. Inoltre, l’emulsione all’aglio è stata utilizzata contro l’infiammazione muscolare. Inoltre è stata preparata una miscela di aglio contro i parassiti intestinali. L’aglio è stato citato molte volte su queste lastre di argilla e contengono anche dati sui monarchi che prestavano particolare attenzione all’aglio.[4]

Nel VII secolo dC il popolo slavo usava l’aglio contro pidocchi, morsi di ragno e di serpente e contro ulcere e croste.[8]

Nella scuola medica araba nel Medioevo, l’aglio era un rimedio particolarmente apprezzato.[6]

Nel Medioevo, i medici arabi contribuirono in larga misura all’espansione dell’uso dell’aglio come rimedio. Nello stesso periodo, l’Europa occidentale retrograda non sapeva nulla dell’aglio.[3]

Con Egloga – legge dell’Impero Bizantino nell’VIII secolo, fu incoraggiata la coltivazione dell’aglio. A S. Ai tempi di Clemente (IX secolo), l’aglio era usato per prevenire l’invecchiamento dei vasi sanguigni. L’aglio era anche raccomandato come rimedio nelle opere letterarie degli educatori sanitari macedoni (Pejchinovski e Krchovski) nel XIX secolo. L’aglio è stato anche affermato nel libro dei rimedi di Ohridda Eftim Sprostranov, come rimedio contro la pressione sanguigna, la febbre tifoide addominale, l’ittero, l’alopecia.[8]

L’aglio fu portato in Gran Bretagna nel 1548, dalle coste del Mar Mediterraneo, dove era presente in abbondanza[4]

Lonicerus (nel 1564) raccomandava l’aglio contro gli elminti e esternamente per curare una serie di malattie della pelle e forfora.[3]

Nell’antica Europa veniva utilizzato senza restrizioni, in particolare in Italia, mentre i francesi lo aggiungevano a molti piatti. L’aglio selvatico cresceva e da secoli veniva coltivato nei cortili delle chiese in Inghilterra. Con ogni probabilità, la coltivazione dell’aglio iniziò in Inghilterra prima del XVI secolo. È stato dimostrato che l’aglio è una delle prime piante coltivate dall’uomo. Nel corso del tempo le persone hanno imparato a preparare tè e tinture dall’aglio e contemporaneamente hanno imparato a mescolare quantità uguali di aglio e miele, ecc.

Di conseguenza, hanno sconfitto molte infezioni gastriche, hanno imparato a combattere il raffreddore, la febbre, la diarrea, prolungando così la vita di molti malati. Grazie all’aglio, nel 1720 mille abitanti di Marsiglia si salvarono dal diffondersi dell’epidemia di peste.[4]

Nel 1858 Louis Pasteur scrisse che l’aglio uccideva i batteri. Come sosteneva, era efficace anche contro alcuni batteri resistenti ad altri fattori.

Ha anche notato che l’aglio ha ucciso Helicobacter pylori.[9] Le proprietà antisettiche dell’aglio furono confermate nel contenimento del colera (nel 1913), del tifo e della difterite (nel 1918) a Beirut.[6] Il fitoterapista francese Lekrek utilizzò l’aglio come rimedio preventivo con successo durante la grande pandemia di influenza, la cosiddetta “febbre spagnola”, nel 1918.[6]

Durante l’epidemia di influenza in America nel 1917 e nel 1918, le persone indossavano una collana d’aglio quando uscivano in pubblico.[9]

L’aglio è anche conosciuto come penicillina russa perché i medici russi lo usavano da molto tempo per il trattamento delle malattie delle vie respiratorie e insieme ad altri composti veniva usato come rimedio inalatore per i bambini.

In Russia, l’aglio veniva utilizzato anche durante la preparazione per il pilotaggio e per una serie di incarichi militari. Molto spesso è stato utilizzato nel trattamento dei soldati tedeschi durante la prima guerra mondiale.[5] Sebbene la penicillina fosse già utilizzata nella seconda guerra mondiale, l’Armata Rossa russa continuò a usarlo come antibiotico naturale.[9]

PROPRIETÀ MEDICHE DELL’AGLIO

L’aglio ha un odore lieve e impercettibile fino a quando non viene sbucciato. Una volta pelato, affettato o schiacciato, inizia subito a diffondere un odore intenso, caratteristico di tutte le piante (rafano, senape ecc.) che contengono glicosidi dello zolfo. Tutti questi farmaci hanno un odore più o meno acuto; a contatto con la pelle si avverte prima il calore, poi il dolore. È passato molto tempo da quando si è appreso che per distillazione con vapore acqueo, l’aglio produce olio eterico dal caratteristico odore acuto. L’esame del contenuto chimico di quell’olio iniziò nel 1844.

Nel 1892 e successivamente fu confermato che l’aglio è costituito da diversi composti solforati alifatici insaturi. Nel 1944, la sostanza oleosa, incolore e instabile chiamata allicina fu isolata dall’aglio da Cavallito e Bailey.

Successivamente è stato stabilito che l’allicina ha un forte potere battericida. Anche nella diluizione da 1 : 85000 a 1 : 250000, l’allicina ha mostrato attività antibatterica contro alcuni batteri gram-positivi e gram-negativi.[10]

Nel 1947 fu determinata la formula chimica dell’allicina. Nel 1947 fu isolato un altro composto chiamato alliina, con cristalli aghiformi privi di odore. L’alliina non ha azione antibatterica ma aggiungendo l’enzima alliinasi dall’aglio fresco, si produce l’allicina che ha una forte azione antibatterica.[3] Come indicato da numerosi studi, l’aglio non solo ha componenti nutrizionali vitali per il corpo umano, ma può anche essere usato contro diverse malattie. È particolarmente importante in nutrizione e in medicina in quanto contiene composti quali, composti dello zolfo (alliina, allicina, diallil solfuro, ajoene ecc.) acqua, cellulosa, aminoacidi, lipidi, olio eterico, complesso di fruttosani (carboidrati), saponosidi steroidei, acidi organici, minerali (Mg, Zn, Se, germanio), vitamine (C, A, dal complesso B), enzimi ecc.[11]

L’azione dell’aglio è molteplice. A causa dell’allicina e di altri composti solforati, l’aglio ha un’azione antibiotica, antibatterica e antimicotica, che è stata testimoniata da studi in vitro.[5,12,13]. L’allicina è escreta in parte dagli organi respiratori; pertanto l’aglio è usato per curare le malattie delle vie respiratorie.

Il fitoterapista francese Lecraec ha usato la tintura di aglio nel trattamento di un paziente con cancrena polmonare. Il paziente è guarito in 17 giorni.[14]

Studi recenti hanno rivelato che l’aglio protegge dal comune raffreddore. A tal fine, i pazienti sono stati esaminati per un periodo di 12 settimane, nella stagione fredda da novembre a febbraio. I risultati hanno dimostrato che coloro che assumevano aglio erano meno inclini a prendere il raffreddore o sopportavano il raffreddore più facilmente rispetto a coloro che ricevevano il placebo.[15,16]

L’allicina e altri composti dell’aglio hanno attività ipocolesterolemica, ipolipidemica e antiipertensiva[17,18]

L’azione anticolesterolemica e antilipidemica dell’aglio è stata sperimentalmente dimostrata in conigli e ratti,[19] e l’azione antipertensiva dell’aglio nei ratti.[11]. L’aglio protegge dal Colesterolo LDL. Diminuisce la concentrazione di trigliceridi e colesterolo nel sangue [5,10].

Finora sono state condotte molte ricerche cliniche su preparazioni definite di aglio, che indicano un’azione ipocolesterolemica e ipotensiva.[12,20],  ma ci sono anche osservazioni in cui le preparazioni a base di aglio non hanno mostrato una notevole diminuzione del colesterolo in pazienti con ipercolesterolemia [12,20]. 21,22].

Probabilmente questi punti di vista opposti sono legati all’uso di dosi diverse, alla standardizzazione delle preparazioni a base di aglio e ai diversi periodi di trattamento.[23]

La meta-analisi di dati letterari scelti casualmente ha dimostrato che l‘aglio è correlato alla diminuzione della pressione sanguigna nei pazienti con aumento della pressione sistolica ma non in pazienti senza aumento della pressione sistolica[24]

Diminuendo i lipidi sierici, l’aglio riduce il rischio di aterosclerosi, per cui impedisce il deposito di lipidi nei vasi sanguigni.[18,25]

Le persone provenienti da paesi che usano spesso l’aglio nella loro cucina sono meno suscettibili alle malattie dei vasi sanguigni, in particolare all’aterosclerosi.

Gli ajoeni dell’aglio possiedono un effetto antitrombotico:[5] inibiscono le lipossigenasi, aumentano la fibrinolisi e diminuiscono l’aggregazione dei trombociti.[10,12,17]. Una significativa azione antitrombotica è stata dimostrata con sistemi in vivo e in vitro.[18] La Commissione E tedesca prescrive anche l’impatto dell’aglio e dei suoi preparati sul sanguinamento prolungato e sul tempo di coagulazione.[26].L’aglio previene la generazione di radicali liberi e supporta i meccanismi di protezione del corpo che distruggono i radicali liberi.[17]

Sei potenti fenilpropanoidi sono stati isolati dalla buccia d’aglio.[22].

L’effetto antiossidante e antiipertensivo dell’aglio è stato osservato in 20 pazienti con ipertensione rispetto a 20 pazienti con pressione normale, che hanno ricevuto una preparazione di perle d’aglio per un periodo di due mesi. I risultati hanno rivelato una diminuzione della pressione sanguigna, una significativa riduzione della 8-idrossi-2-deossiguanosina, il livello di ossido nitrico e di perossidazione lipidica e un aumento del livello di vitamine antiossidanti (C ed E).

Questo studio ha evidenziato la benefica azione cardio-protettiva dell’aglio nell’ipertensione essenziale.[28]

Le comprovate proprietà antiossidanti, ipocolesterolemiche, antitrombotiche e antiipertensive dell’aglio aiutano nella prevenzione delle malattie cardiovascolari e cerebrovascolari e riducono il rischio di sviluppo di demenza e morbo di Alzheimer.[29,30]

L’aglio ha un forte potenziale anticancerogeno. L’allicina ha dimostrato di essere attiva contro il sarcoma nei ratti.[18] L’estratto di aglio blocca la mitosi delle cellule cancerogene in tutte le fasi, senza effetti collaterali indesiderati.[5] Esami in vivo hanno dimostrato che l’ajoene ha una potente azione antileucemica nei pazienti con leucemia mieloide acuta.[31]

Gli scienziati britannici sono dell’opinione che alte dosi di estratto di aglio possano aiutare nella prevenzione del cancro. Tutte le recenti ricerche nel mondo condotte su questa pianta si basano proprio su tali presupposti che l’aglio contenga composti che sono un potenziale rimedio contro il cancro.[32] Un gran numero di scienziati è già convinto e ha ottenuto risultati in questo campo.[4,17].

Gli individui che soffrono di malattie gastriche ed eccessiva escrezione di acido cloridrico hanno difficoltà a tollerare l’aglio.

Pertanto, oggigiorno, in tutto il mondo, è aumentata la produzione di preparati all’aglio, per aumentare l’appetito, rinforzare il corpo, come stimolanti del sistema nervoso, contro la pressione alta, il colesterolo alto, l’arteriosclerosi, gli elminti dei bambini, come efficace mezzo antisettico, preventivo contro una serie di malattie infettive (febbre tifoide, influenza, difterite, colera), contro la bronchite cronica, contro la forfora e la caduta dei capelli, come espettoranti, e una cura per le ulcere, interruzione della suppurazione, ecc.

Oggi, l’aglio così come i preparati a base di aglio sono prescritti in molte farmacopee nel mondo, tra cui Ph Eur 6,[33], USP XXXI,[34], BP 2007.[35].

È anche incorporato nell’elenco della Commissione tedesca E, che è una guida terapeutica in erboristeria, rispettata da una speciale commissione di esperti dell’Istituto federale tedesco di medicinali e invenzioni mediche.

La Commissione tedesca E raccomanda l’uso di una dose media di 4 g di aglio fresco o preparazioni equivalenti di aglio come supplemento alla dieta dei pazienti iperlipemici e nella prevenzione delle alterazioni vascolari causate dall’invecchiamento.[26]

CONCLUSIONI

L’aglio è la pianta necessaria nella vita di tutti i giorni dal passato fino ai giorni nostri. Contiene composti attivi che sono responsabili del suo effetto su quasi ogni parte del corpo umano. L’aglio è un ottimo tonico per l’organismo umano. È stato utilizzato per il trattamento medico di tutto, dalle antiche civiltà fino ad oggi. Non essendo state confermate tutte le azioni, in passato veniva evitato, addirittura bandito, solo per il suo odore acre e sgradevole.

Da tutti i dati sopra citati si può concludere che la somministrazione di aglio non deve essere evitata; al contrario, la sua assunzione dovrebbe essere il più possibile, poiché è alla base della salute umana.

si parla di AGLIO anche qui:  AGLIO

 

Alcuni alimenti Mediterranei:   Pomodoro   Carciofo   Finocchio

BIBLIOGRAFIA

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Guida alla prova costume comparsa sul Fatto Quotidiano https://dietazonaonline.com/guida-alla-prova-costume-comparsa-sul-fatto-quotidiano https://dietazonaonline.com/guida-alla-prova-costume-comparsa-sul-fatto-quotidiano#respond Fri, 24 Jun 2022 04:50:05 +0000 https://dietazonaonline.com/?p=12648 Il Fatto Quotidiano ha pubblicato del 23 giugno 2022 una mia intervista che ho rilasciato ad Ennio Battista. Qui sotto la pagina     https://www.ilfattoquotidiano.it/2022/06/23/guida-alla-prova-costume-tra-verita-e-falsi-miti-il-nutrizionista-dieta-ecco-cosa-potete-fare-se-avete-solo-un-mese-a-disposizione ATTUALITÀ Guida alla prova costume, tra verità e falsi miti. Il nutrizionista: “Dieta? Ecco cosa potete fare se avete solo un mese a disposizione” Abbiamo chiesto ad alcuni esperti, attraverso […]

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Il Fatto Quotidiano ha pubblicato del 23 giugno 2022 una mia intervista che ho rilasciato ad Ennio Battista. Qui sotto la pagina

 

 

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ATTUALITÀ

Guida alla prova costume, tra verità e falsi miti. Il nutrizionista: “Dieta? Ecco cosa potete fare se avete solo un mese a disposizione”

Guida alla prova costume, tra verità e falsi miti. Il nutrizionista: “Dieta? Ecco cosa potete fare se avete solo un mese a disposizione”
Abbiamo chiesto ad alcuni esperti, attraverso un percorso in tre puntate, che fare per ottenere una forma migliore, evitando spreco di soldi e di tempo. Iniziamo dai dilemmi della dieta e dell’esercizio fisico
La prova costume è alle porte. Forse qualcuno dovrà attendere ancora uno o due mesi per partire in ferie. E questo potrebbe essere un grande vantaggio. Che fare infatti con poco tempo a disposizione di fronte a un po’ di chili in più e qualche flaccidità su gambe, addome e glutei? La tentazione è di ricorrere a rimedi “last minute” per raggiungere il peso forma, avere gambe e glutei asciutti, e una pelle liscia. Complice anche la ricerca costante di somigliare non solo alla nota influencer che espone una forma smagliante, ma pure alla fortunata “amica del cuore”. Abbiamo chiesto allora ad alcuni esperti, attraverso un percorso in tre puntate, che fare per ottenere una forma migliore, evitando spreco di soldi e di tempo. Iniziamo dai dilemmi della dieta e dell’esercizio fisico. Ne parliamo con Gabriele Buracchi, biologo nutrizionista. “Chiariamo subito una cosa: metodi che promettano risultati estetici miracolosi o di farti perdere tanti chili in pochi giorni, vi stanno solo ingannando. Per quanto non ci piaccia, la fisiologia ha le sue regole che non possono essere modificate. Se proprio vogliamo fare la prova costume, dobbiamo pensarci per tempo”.Quanto tempo prima?
“Alcuni mesi. Ovviamente dipende dal punto di partenza, se si tratta di perdere due o tre chili o di una vera e propria condizione di sovrappeso/obesità”.Facciamo l’ipotesi più ottimistica.
“Mettiamo allora in conto di avere a disposizione solo un mese. E puntiamo sulla dieta. Quello che fa davvero ingrassare sono gli sbalzi della glicemia. Eliminiamo quindi patatine fritte, riso raffinato e dolci, compreso lo zucchero nel caffè e le terribili bibite gassate, così come tutto il cibo spazzatura. E riduciamo fortemente per questo periodo pane e pasta, specie se non sono integrali”.A questo punto come li sostituiamo?
“Possiamo consumare tranquillamente frutta e soprattutto la verdura, la maggior parte della quale (insalate, cetrioli, zucchine, ravanelli, ecc.) può essere mangiata fino a sentirsi sazi”.Che fare ancora?
“Bisogna porre attenzione ai grassi di origine animale, mentre è bene usare, senza esagerare, olio extravergine d’oliva. E siccome i grassi di origine animale sono contenuti anche nella carne più magra, è utile ridurne il consumo, aumentando quello di legumi, soia, e magari pesce azzurro ricco di omega 3 che sono grassi benefici”.

Basta così? E l’attività fisica?
“È indispensabile. Fare del movimento ci permette di consumare l’energia contenuta nel grasso di riserva, e contemporaneamente rassodare e potenziare i muscoli evitando le zone di pelle cosiddetta ‘pendula’”.

Ci può fare qualche esempio semplice più o meno alla portata di tutti?
“Due attività davvero utili – e che possono essere mantenute anche al mare – sono la corsa e il nuoto. Entrambe permettono di consumare energia e, alternando le due attività, possono attivare la muscolatura di tutto il corpo”.

Il cruccio principale è soprattutto fare qualcosa per gambe, fianchi e pancia…
“Per rassodare queste zone del corpo in modo mirato si può ricorrere agli esercizi di Plank (tavola). Un primo movimento prevede di appoggiarsi sulle braccia stese in perpendicolare puntando sui piedi e mantenendo il corpo steso con la testa in linea, una tavola appunto. Il secondo esercizio è simile ma si poggia sui gomiti con gli avambracci stesi in avanti. Il terzo si svolge sul fianco, poggiando sul lato di un piede e sostenendosi sul braccio steso con corpo e testa in linea retta. Con questo mix di corretta alimentazione ed esercizio fisico, si possono ottenere risultati soddisfacenti”.

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Fattori determinanti i disturbi cardiocircolatori https://dietazonaonline.com/fattori-determinanti-i-disturbi-cardiocircolatori https://dietazonaonline.com/fattori-determinanti-i-disturbi-cardiocircolatori#respond Wed, 04 May 2022 11:55:07 +0000 https://dietazonaonline.com/?p=12390 I disturbi cardiocircolatori, almeno in Italia, sono la prima causa di morte. Premesso che circa il 25% della nostra salute dipende da fattori genetici ed il rimanente dai nostri stili di vita, cerchiamo di capire i fattori di rischio che incidono nell’insorgenza di infarti ed ictus.                   […]

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I disturbi cardiocircolatori, almeno in Italia, sono la prima causa di morte. Premesso che circa il 25% della nostra salute dipende da fattori genetici ed il rimanente dai nostri stili di vita, cerchiamo di capire i fattori di rischio che incidono nell’insorgenza di infarti ed ictus.

                                                                            Cominciamo con i fattori non modificabili.

ETA’

Il rischio di sviluppare una malattia cardiovascolare è sicuramente correlato all’età. L’infarto del miocardio più frequente nei soggetti tra i 50 e i 60 anni.

SESSO

Da giovani ed in età matura, infarto e aterosclerosi sono più comuni negli uomini che nelle donne, ma con la menopausa il rischio tra uomini e donne si equipara.

FAMILIARITA’

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Allo stato attuale delle conoscenze, la predisposizione a malattie cardiovascolari va attribuito a una pluralità di geni e quindi stabilirne il peso è difficile.

Sappiamo comunque che se in una famiglia ci sono parenti stretti che soffrono o hanno sofferto di malattia una qualche cardiaca, il rischio aumenta in modo significativo tanto che esso sembra raddoppiare per i fratelli, in conseguenza di stili di vita condivisi e della predisposizione genetica in comune.

Ci sono poi i fattori di rischio modificabili, e quindi ampiamente dipendenti dai nostri comportamenti e stili di vita.

IPERTENSIONE

Si parla di ipertensione quando la pressione arteriosa supera i 140/90 mmHg, indipendentemente dall’età e da altre condizioni patologiche coesistenti. L’ipertensione si sviluppa quando le pareti delle arterie di grosso calibro perdono l’elasticità naturale e si irrigidiscono. L’ipertensione affatica il cuore, può aumentarne le dimensioni, renderlo meno efficiente e favorire l’aterosclerosi. Per questo chi ha la pressione alta corre un rischio maggiore di infarto o ictus.

L’ipertensione può anche causare insufficienza renale e danneggiare la vista. Rimanere nel peso forma, fare esercizio fisico, non usare alimenti contenenti zuccheri e grassi saturi e praticare esercizi di rilassamento possono ridurre o eliminare l’ipertensione. Naturalmente le stesse misure impediscono di sviluppare ipertensione, molto meglio prevenire che dover curare.  

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COLESTEROLEMIA

Il colesterolo è una molecola lipidica costituente della membrana cellulare. È prodotto principalmente nel fegato ed è usato per produrre alcuni ormoni e vit.D.

Il colesterolo viene anche introdotto con l’alimentazione essendo presente nei cibi ricchi di grassi animali come carne, burro, salumi, formaggi, tuorlo d’uovo e frattaglie ma anche per un eccessivo consumo di zuccheri. L’ ipercolesterolemia è molto dannosa per cuore, arterie e cervello. Nelle arterie, il colesterolo  forma placche aterosclerotiche che causano un restringimento dei vasi che ostacola il passaggio del sangue, oppure provocano dilatazioni anomale, cioè gli aneurismi. Se questo avviene nelle coronarie (le arterie del cuore) aumenta il rischio di un infarto del miocardio. L’aumento di colesterolo nelle arterie che vanno al cervello (carotidi e loro diramazioni) predispone all’ictus cerebrale. Il danno arrecato dal colesterolo alle arterie è molto più grave in chi soffre d’ipertensione

DIABETE

Si parla di diabete quando la glicemia misurata a digiuno almeno due volte a distanza di una settimana è uguale o superiore a 126 mg/dl.
Esistono due forme di diabete:

  • diabete tipo 1, o insulino-dipendente, riguarda circa il 10 per cento dei diabetici e che colpisce i giovani;
  • diabete tipo 2, o non insulino-dipendente, riguarda circa il 90 per cento dei diabetici ed è molto spesso legato all’eccesso di peso e ad errori alimentari e di stile di vita come la sedentarietà.
    Dipende dall’età, dalla familiarità e da abitudini non salutari, un’alimentazione troppo ricca di zuccheri e l’obesità. Il diabete è una malattia importante, che provoca complicanze vascolari in tutti i distretti e in particolare a carico delle arteriecoronarie, carotidi, e degli arti inferiori (danno macro-vascolare), e alle arterie dell’occhio, del rene e del sistema nervoso periferico (danno micro-vascolare). Modifiche nell’alimentazione, ritorno al peso forma ed attività fisica possono ribaltare la situazione.

OBESITA’

Collegata ad altri fattori di rischio, come colesterolo alto, ipertensione e diabete. Sovrappeso ed obesità fanno lavorare eccessivamente il cuore. Una corretta valutazione del rischio cardiovascolare comprende la valutazione dell’indice di massa corporea (IMC, o BMI in anglosassone) e la misurazione del giro vita.
Il girovita rappresenta la misurazione della circonferenza presa nel punto medio tra l’ultima costa e la cresta dell’anca (che generalmente corrisponde alla linea dell’ombelico). Questa misura non dovrebbe superare i 94 centimetri per l’uomo e gli 80 centimetri per la donna. Quando i valori superano i 103 cm per l’uomo e gli 88 cm per la donna, la probabilità di ammalarsi aumenta molto. Il girovita è importante perché il grasso corporeo non è tutto uguale. In particolare, il tessuto adiposo concentrato nella zona addominale sembra essere particolarmente correlato a un aumento delle probabilità di soffrire di malattie cardiovascolari.

A parità di IMC sono più esposti i soggetti con una conformazione corporea «a mela», con accumulo di grasso viscerale, rispetto a chi ha una conformazione corporea «a pera», con accumuli su cosce e glutei. Ovviamente se il sovrappeso dura nel tempo, aumenta il rischio cardiocircolatorio con l’età adulta. 

FUMO

Oltre ad essere causa di tumori come quello polmonare, il fumo è un importantissimo fattore di rischio cardiovascolare soprattutto nei giovani. Il fumo riduce la quantità di ossigeno che arriva al cuore, aumenta la pressione sanguigna e il battito cardiaco, danneggia le arterie favorendo la vasocostrizione e lo spasmo e favorisce la malattia aterosclerotica. Questo aumenta le probabilità di ictus o di infarto, di progressione dell’arteriopatia degli arti inferiori ed è il fattore di rischio più importante per la formazione e progressione e dell’aneurisma dell’aorta addominale.
Lo studio Interheart ha confermato come il fumo sia una delle cause più importanti di infarto miocardico non fatale, specie nei giovani, sotto i 40 anni. Fumare è dannoso in tutti i modi – sigarette, pipa, sigaro, tabacco masticabile – e il rischio è correlato strettamente al numero delle sigarette fumate: 5 sigarette fanno meno male di 20, ma anche con poche sigarette non esiste il rischio zero. Inoltre anche il fumo passivo aumenta il rischio di patologie cardiovascolari per chi è esposto, uomo o donna, a casa o nell’ambiente di lavoro, in relazione al grado di contatto e alla durata dell’esposizione. Ogni anno nel mondo muoiono 8 milioni di persone per malattie dovute al consumo di tabacco (1 persona ogni 4 secondi). In Italia sono circa 80 mila i morti l’anno per malattie dovute al fumo, di cui il 25 per cento in età compresa tra 35 e 65 anni. La speranza di vita di un fumatore è otto anni inferiore rispetto a un non fumatore.
Eppure non è mai troppo tardi per smettere, indipendentemente da quando si abbia iniziato e da quanto si fumi. Smettere di fumare allunga la speranza di vita e riduce l’insorgenza di moltissime malattie:

Smettere di fumare migliora anche la qualità della vita: olfatto e gusto migliorano già dopo alcuni giorni, la pelle ritorna più luminosa dopo alcune settimane, i denti diventano più bianchi e l’alito più gradevole, il respiro migliora e scompare la tosse da fumo, ci si muove più agilmente e, in generale, ci si sente meglio e più in forma.

A questi fattori se ne è aggiunto recentemente un’altro.

Non è una mia affermazione ma prendo atto di quanto afferma uno studio israeliano che ha comparato il fatti cardiaci e le sindromi cardiache acute partendo dal 2019 su un arco di 14 mesi, proprio per valutare i dati sia in corrispondenza con le varie ondate di Covid, sia con il periodo prima del Covid stesso.

I risultati dello studio su persone 16-39 anni possono essere riassunti nei seguenti due grafici.

Si noti l’andamento della linea rossa che illustra l’incremento del 25% dei casi cardiaci gravi fra i giovani, mentre le due linee viola e blu indicano la somministrazione del magico siero e la linea grigia l’andamento del Covid.

Ognuno è libero di trarre le proprie conclusioni.

 

 

Per evitare che mi si debba credere sulla parola,

accludo il link allo studio stesso.

https://www.nature.com/articles/s41598-022-10928-z

 

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I tatuaggi sono sicuri? https://dietazonaonline.com/i-tatuaggi-sono-sicuri https://dietazonaonline.com/i-tatuaggi-sono-sicuri#respond Mon, 02 May 2022 12:31:11 +0000 https://dietazonaonline.com/?p=12368 Forse qualcuno si chiederà perchè in un sito che si occupa di alimentazione e di dieta Zona compaia un articolo che si occupa dei gravi danni alla salute prodotti dai tatuaggi. In realtà, a mio parere, la salute è un qualcosa di unico, non divisibile, ed è perfettamente inutile avere comportamenti adeguati in un settore, […]

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Forse qualcuno si chiederà perchè in un sito che si occupa di alimentazione e di dieta Zona compaia un articolo che si occupa dei gravi danni alla salute prodotti dai tatuaggi. In realtà, a mio parere, la salute è un qualcosa di unico, non divisibile, ed è perfettamente inutile avere comportamenti adeguati in un settore, ad esempio nell’alimentazione, mentre in altri settori i comportamenti sono assolutamente deleteri e pericolosi.

Sempre di più si diffonde la “moda” dei tatuaggi e dei Piercing, moda abilmente indotta da influencer ed altri personaggi inqualificabili che, come in altre situazioni, lavorano per il peggioramento della salute delle persone ignare, premessa indispensabile perchè il futuro malato divenga un “cliente” fedele delle farmaceutiche, le stesse che promuovono il fumo, il cibo spazzatura e tutti quei comportamenti insalubri che portano loro profitti crescenti.

Senza la pretesa di essere esauriente, mi sono limitato a raccogliere alcuni articoli scientifici che illustrano i danni alla salute, di vari tipi, che illustrano chiaramente i danni di vario tipo, prodotti dai tatuaggi.

Ad ogni breve estratto di un articolo fa seguito il link con l’articolo stesso, in modo che chiunque possa verificare.

Naturalmente gli studi pubblicati sono infinitamente più di questi pochi, che però possono essere un punto di partenza per ulteriori ricerche.

1) … questa semplice procedura (il tatuaggioNDT) porta a diversi problemi di salute e complicazioni mediche, sia acute che croniche, e alcune sono difficili da curare. La sarcoidosi è in cima alla lista della gravità che coinvolge quasi tutti gli organi del corpo. Il coinvolgimento di più organi rende questa condizione più difficile da trattare. I polmoni e i vasi linfatici sono i principali siti di coinvolgimento, seguiti da una malattia infiammatoria dell’occhio chiamata uveite.
Tattoo-Associated Sarcoidosis With Severe Uveitis Successfully Treated With Mycophenolate Mofetil: A Report of Two Cases – PubMed

2) … totale di 493 complicazioni del tatuaggio in 405 pazienti. Complessivamente, 184 (37%) hanno presentato reazioni allergiche con aumento della placca nel 32,2%, ipercheratosi eccessiva nel 3,7% e ulcerazione nell’1,4%, osservate prevalentemente nei tatuaggi rossi e nelle sfumature del rosso; 66 (13%) hanno presentato reazioni papulo-nodulari, osservate principalmente nei tatuaggi neri (considerati non allergici) e dovute all’agglomerazione del pigmento; 53 (11%) avevano infezioni batteriche; 46 (9%) erano complicazioni psicosociali; 144 (30%) appartenevano a diverse entità diagnostiche specifiche, tra cui fotosensibilità, sindrome del dolore e linfopatia.
Classification of Tattoo Complications in a Hospital Material of 493 Adverse Events – PubMed (nih.gov)

3) …Presentiamo un caso di infezione cutanea associata al tatuaggio causata da Mycobacterium mageritense, una specie rara di NTM a crescita rapida. Un uomo di 25 anni ha sviluppato un’eruzione cutanea sulla parte inferiore della gamba sinistra 4 settimane dopo aver subito un tatuaggio professionale
Tattoo-Associated Cutaneous Mycobacterium mageritense Infection: A Case Report and Brief Review of the Literature – PubMed (nih.gov)
(https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC8740008/)

4) …Presentiamo il caso di un uomo di 59 anni, che ha sviluppato un progressivo gonfiore e arrossamento cinque ore dopo aver ricevuto un tatuaggio. Un’altra ora dopo è comparso al pronto soccorso con un’anafilassi sistemica di grado 3. Presentava gonfiore e arrossamento in rapida progressione del braccio sinistro tatuato, della guancia sinistra e delle labbra, nonché della lingua. Le allergie non erano precedentemente note in questo paziente.
https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC5400117/

5)…L’irradiazione laser è il modo più comune per rimuovere i tatuaggi indesiderati dove oggigiorno vengono utilizzati principalmente pigmenti organici per sfumature di colore brillanti (Laux et al., 2016). È stato dimostrato che l’irradiazione laser di pigmenti organici produce composti cancerogeni dopo l’irradiazione laser.
Laser Irradiation of Organic Tattoo Pigments Releases Carcinogens With 3,3’-Dichlorobenzidine inducing DNA Strand Breaks in Human Skin Cells

6)… L’esposizione a queste sostanze (gli inchiostri del tatuaggio NDT) è associata a un rischio più elevato di vari tipi di cancro tra cui polmoni, reni, fegato, pelle e vescica – a seconda della sostanza specifica.
https://www.proquest.com/openview/2f1b647e925b6f38c76c30fdce7c1aed/1?pq-origsite=gscholar&cbl=1226362

7)… Questo caso sottolinea la necessità di considerare il pigmento del tatuaggio come causa di linfoadenopatia in qualsiasi paziente con un tatuaggio regionale.
https://journals.lww.com/greenjournal/Abstract/2012/08001/Tattoo_Pigment_Lymphadenopathy_Mimicking.4.aspx 

8)…L’infiammazione intraoculare bilaterale e lo sviluppo simultaneo di granulomi del tatuaggio sono stati descritti in diversi casi clinici. La fisiopatologia di questo processo è poco conosciuta ed è stato ipotizzato che potrebbe essere un meccanismo simile alla sarcoidosi sistemica rispetto a una risposta di ipersensibilità ritardata. La reazione granulomatosa del tatuaggio con uveite associata può manifestarsi con o senza evidenza di sarcoidosi sistemica e di solito è sensibile all’immunosoppressione e/o alla rimozione del tatuaggio.

Tattoo Granulomas With Uveitis – PubMed (nih.gov)

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In questa seconda pagina si trattano i seguenti argomenti.

  • La legge di Yerkes Dodson.
  • Quale è il giusto esercizio fisico.
  • Attività fisica  contro Immunosenescenza.

 

La legge di Yerkes Dodson.

Ma perché succede questo? Una spiegazione la possiamo trovare nella vecchia (1908) Legge di Yerkes-Dodson che metteva in relazione l’aumentare del livello di  impegno fisico con l’aumentare del rendimento. Esiste però un punto in cui ad ogni ulteriore aumento dell’impegno corrisponde un peggioramento ed una diminuzione del rendimento.

la legge di Yerkes Dodson
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La prima parte della curva illustrata in figura, può essere considerato eustress, ovvero stress buono, che porta al miglioramento della nostra attivazione psicofisica, mentre la seconda parte è da considerare distress, ovvero stress cattivo.  Come è noto ormai da lungo tempo, il distress, se protratto nel tempo, porta ad un aumento di un ormone, il cortisolo, che ha proprio la capacità di ridurre le nostre difese immunitarie. Questo è quello che spesso succede agli atleti professionisti. Per questo ho prima fatto la distinzione tra attività fisica e sport.

Quale è il giusto esercizio fisico.

Ma quanto esercizio fisico serve per aumentare le difese senza sconfinare nel lato opposto? Ovviamente dipende dalla nostra condizione di partenza, sesso, età ed abitudine ad allenarsi. Si è visto che un allenamento di 12 settimane, costituito da tre sessioni di allenamento aerobico a settimana, ciascuna della durata di 30 minuti, al 70% della frequenza cardiaca massima, è associato ad un aumento del 57% della concentrazione di IgA salivari rispetto a prima, in nove soggetti precedentemente sedentari. Le IgA sono un importante meccanismo di difesa contro i patogeni che cercano di entrare attraverso la mucosa orale proprio come avviene con i virus respiratori.

Ciclismo in quotaL’allenamento moderato, inoltre, aumenta del 57% l’attività citotossica delle cellule NK dopo 6 settimane. Queste cellule chiamate Natural Killer, sono un tipo di linfociti in grado di distruggere spontaneamente le cellule infette da virus, ma anche le cellule tumorali.

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E per coloro che sono “atleti”, quando l’esercizio fisico è probabilmente troppo proprio durante una epidemia ? Forse il primo studio1 che ha quantificato lo stato di malattia in una popolazione di atleti risale alla Two Oceans Marathon del 1982 su una distanza di 56 Km a Città del Capo, che trovò il 33% dei corridori affetti da disturbi del tratto respiratorio dopo due settimane, rispetto al 15% di un gruppo di controllo. Fu anche trovata una significativa relazione negativa tra tempo impiegato per completare la gara e malattie respiratorie molto più abbondanti in quei corridori che avevano completato la gara in meno di quattro ore, suggerendo una relazione tra stress da esercizio acuto e suscettibilità alle infezioni.

Come dovrebbe essere in pratica la nostra attività fisica per proteggerci dalle malattie? Partiamo dal presupposto di non essere particolarmente allenati e cominciare ad allenarsi dopo un lungo periodo di inattività. La protezione contro le infezioni può essere raggiunta con molti tipi di attività aerobica (camminata, jogging, ciclismo, nuoto, ma anche altre attività in base ai propri gusti ed alle proprie possibilità). In generale, sembra che da 20 a 40 minuti di esercizio di moderata intensità corrispondenti al 60/75% della Frequenza cardiaca massima al giorno, bastino a promuovere un effetto benefico sul sistema immunitario, introducendo magari un giorno di riposo settimanale.

Attività fisica  contro Immunosenescenza.

È poi noto come il processo d’invecchiamento sia associato ad un progressivo declino della funzione del sistema immunitario, che è comunemente indicato come immunosenescenza. La maggior parte degli studi indica che un esercizio aerobico regolare di moderata intensità possa migliorare la funzione immunitaria negli individui più anziani. Gli effetti positivi dell’esercizio fisico sul sistema immunitario nelle persone anziane sono evidenziati da aumento del numero di cellule T, concentrazione plasmatica di citochine infiammatorie più bassa e aumento dell’attività fagocitica dei neutrofili e citotossica delle cellule NK, tutti fattori primari del nostro sistema immunitario.

torna a: ESERCIZIO FISICO E DIFESE IMMUNITARIE. Prima parte.

 

1) Effect of moderate exercise on salivary immunoglobulin A and infection risk in humans

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In questa pagina si parla di questi argomenti:

  • Solo il sistema immunitario ci può proteggere.
  • Genetica e stili di vita.
  • Attenti allo STRESS.
  • Studio 1.
  • Studio 2.

Questa pagina continua con la: SECONDA PARTE e con REGOLE D’ORO PER DIFENDERE IL SISTEMA IMMUNITARIO .

 

Solo il sistema immunitario ci può proteggere.

Quello che scrivo in questa pagina vale per tutti i disturbi che vedono coinvolto il nostro sistema immunitario, che si tratti di virus, batteri o altri agenti infettivi. 

Se capita di sentire parlare prevalentemente dei disturbi e delle infezioni delle vie respiratorie, non dimentichiamo mai che il nostro Sistema Immunitario (l’unico che può proteggerci) entra in azione sia contro agenti patogeni provenienti dall’esterno sia contro nostre cellule mutate che potrebbero trasformarsi in tumori.

Genetica e stili di vita.

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Se è vero, come ci dicono tutti gli studi, che la nostra salute dipende al 25% dai nostri geni e quindi al 75% dal nostro stile di vita, cosa fare per innalzare le nostre difese immunitarie? Sicuramente molte cose, a partire dall’alimentazione. In questa pagina, però, ci concentriamo sull’importanza determinante dell’attività fisica. Si, l’attività fisica è fondamentale sia nel migliorare, ma anche nel ridurre, le difese immunitarie dell’organismo e, quindi, nel ridurre o nell’aumentare la probabilità di contrarre sia malattie come influenza, raffreddore, tosse e mal di gola, sia altre malattie.

Attenti allo STRESS.

Perché scrivo sia migliorare che ridurre le difese immunitarie? Perché l’attività fisica entro certi limiti, che variano da soggetto a soggetto, è di grande aiuto, ma oltre certi limiti si trasforma in stress, che invece riduce le nostre difese immunitarie. Proprio per questo parlo di attività fisica e non di sport generalmente inteso come un qualcosa di competitivo e che spinge, quindi, ad andare oltre i propri limiti fisici. Fortunatamente su questo importante argomento esistono oggi numerosi studi che ci permettono di farci una idea chiara e di adattare queste conoscenze al nostro organismo.

Studio 1.

Uno studio1 americano pubblicato sul British Journal of Sport Medicine effettuato su 1002 adulti con età comprese tra 18 ed 85 anni, 60% donne e 40% uomini, seguiti per 12 settimane in autunno/inverno, ha rilevato che i giorni con infezioni

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del tratto respiratorio superiore durante il periodo preso in considerazione, è stato del 43% inferiore nei soggetti  che avevano svolto esercizio di tipo aerobico per almeno 5 giorni a settimana rispetto ai soggetti sedentari. Anche la gravità dei sintomi era fino al 41% inferiore in coloro che avevano svolto una buona attività aerobica. Gli studiosi concludono dicendo che l’idoneità fisica percepita e la frequenza dell’esercizio aerobico sono inversamente correlati con il numero di giorni e  con la gravità dei sintomi durante la stagione fredda.

Naturalmente questo è solo uno dei numerosi studi che negli anni più recenti hanno indagato questo argomento. L’immunologia dell’esercizio fisico è, infatti, un’area di ricerca relativamente nuova che ha iniziato ad emergere a partire dagli anni’70. I dati raccolti finora sono coerenti con le linee guida che includono l’esercizio fisico nella propria routine quotidiana per migliorare la salute.

Studio 2.

Un altro studio2 ha mostrato che l’esercizio da lieve a moderato, eseguito circa tre volte a settimana, ha ridotto il rischio di morte durante l’epidemia di influenza di Hong Kong nel 1998. Lo studio è stato condotto su 24.656 adulti cinesi (21% di età compresa tra 30 e 64 anni, 79% di età pari o superiore a 65 anni) morti durante questo focolaio.

Questo studio ha dimostrato che le persone che non hanno praticato alcun esercizio o eseguito troppa attività fisica (oltre cinque giorni alla settimana) hanno avuto il maggior rischio di morte rispetto a persone che si sono esercitate moderatamente.

Questo risultato illustra al meglio quello che ho affermato all’inizio: l’attività fisica è fondamentale nell’aumentare, ma anche nel ridurre, le nostre difese immunitarie.

CONTINUA CON: ESERCIZIO FISICO E DIFESE IMMUNITARIE. Seconda parte.

 

1) Upper respiratory tract infection is reduced in physically fit and active adults
2) Is Exercise Protective Against Influenza-Associated Mortality?

 

 

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La Zona con semplicità. Parte 1 https://dietazonaonline.com/la-zona-con-semplicita-parte-1 https://dietazonaonline.com/la-zona-con-semplicita-parte-1#respond Sun, 07 Mar 2021 01:16:23 +0000 https://dietazonaonline.com/?p=11604 La dieta Zona cosa ne penso, cosa è Prima di entrare nel “tecnico”, mi piace ricordare una parte della mia vita collegata alla dieta Zona. Svolgevo già la professione di Biologo Nutrizionista in vari ambulatori della Toscana e nel frattempo studiavo all’Università per laurearmi in Psicologia, quando, nel 1997, in modo abbastanza casuale, mi sono […]

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La dieta Zona cosa ne penso, cosa è

Prima di entrare nel “tecnico”, mi piace ricordare una parte della mia vita collegata alla dieta Zona. Svolgevo già la professione di Biologo Nutrizionista in vari ambulatori della Toscana e nel frattempo studiavo all’Università per laurearmi in Psicologia, quando, nel 1997, in modo abbastanza casuale, mi sono imbattuto nel libro The Zone Diet (1995) del prof. Barry Sears, l’inventore della Zona, appunto.

Dieta Zona. Una sintesiConfesso che fino ad allora la mia attività di Nutrizionista era stata molto incerta, sballottata tra molte teorie nessuna delle quali mi convinceva fino in fondo.

Leggendo il libro, e poi i successivi nonchè le pubblicazioni scientifiche di Sears rintracciabili su Pub Med , mi resi immediatamente conto che la dieta Zona era qualcosa di diverso.

Era, finalmente, l’espressione vera dell’antico concetto greco di DIETA (DIAITA = δίαιτα), perche aveva centrato perfettamente l’obiettivo di descrivere un corretto stile di vita, inteso come trovare un perfetto ordine armonico tra il giusto e piacevole nutrimento e il dispendio energetico tramite l’attività fisica, assieme anche al necessario rilassamento.

Diffidente come sempre, decisi che, in primo luogo, la dovevo sperimentare su me stesso, prima di proporla ai miei pazienti.

Andai dal mio medico di famiglia, un caro amico, gli spiegai la cosa e decidemmo assieme quale erano i più importanti esami del sangue da fare prima di cominciare.

Seguii in modo rigoroso in tutte le sue parti, alimentazione, attività fisica e tecniche di rilassamento, quelli che sono i principi della Zona. Dopo sei mesi ripetei gli stessi esami. Come mi disse il mio amico medico quando glieli portai assieme a quelli vecchi :

                                                       

Gabriele… sembri un’altra persona!

 

In realtà oltre ad un netto miglioramento di colesterolo, glicemia, trigliceridi etc, alla prova impedenziometrica si era ridotta la massa grassa, mentre era aumentata la massa muscolare.

Aggiungere che mi sentivo soggettivamente meglio, meno stanco ed anche più allegro, oltre a dormire meglio, forse può essere superfluo ma è vero. Da allora cominciai a proporre a tutti i miei pazienti la dieta Zona e non ho ancora smesso.

 

Ma di cosa si tratta? Come funziona? Quali sono i suoi benefici e quali eventuali pericoli e controindicazioni? Scopri tutto sulla dieta Zona nella pagina successiva.

Continua la lettura con: La Zona con semplicità. Parte 2

 

 

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