Obesità. Il Ministero dà i numeri

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Dott. Gabriele Buracchi

Dott. Gabriele Buracchi

Dottore Nutrizionista, Biologo, Psicologo

Il Ministero dà i numeri sulla situazione obesità e sovrappeso

Ministero dà i numeri
Distribuzione del Sovrappeso e dell’Obesità

Le statistiche, specialmente quando ci parlano dei nostri problemi, finiscono spesso con l’essere fastidiose. Ma nascondere la testa sotto la sabbia può portare a conseguenze peggiori. Così, non è possibile ignorare che, tanto per limitarsi all’Europa, secondo i  dati forniti dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, negli ultimi 10 anni  sovrappeso e obesità hanno subito un generale aumento compreso tra il 10 e il 40%, con una differenza tra i paesi dell’ Europa orientale, che  presentano le percentuali più elevate, e quelli dell’Europa occidentale.

Per quanto riguarda l’Italia, una indagine  realizzata dall’ISTAT nel 1999-2000 – quindi ormai piuttosto datata-  rilevava come il sovrappeso interessasse  il 33,9% degli italiani, e l’obesità  il 9%. Nel totale, quindi, 10 anni or sono aveva problemi di eccesso di peso circa il 43 % degli Italiani. Più recentemente, nel 2005, un’altra indagine ISTAT ha rilevato un aumento di questi valori, dato che si è passati al 34,2 % per il sovrappeso e al 9,8% per l’obesità. Questo significa che in soli 5 anni è aumentato dell’1% – pari a oltre mezzo milione di persone- il numero degli italiani che ha un peso eccessivo.

A quanto ci dice il Ministero della Salute da cui riprendiamo i dati, secondo i dati raccolti nel 2010 dal sistema di sorveglianza Passi, in Italia il 32% degli adulti è sovrappeso, mentre l’11% è obeso. In totale, oltre quattro adulti su dieci (42%) sono cioè in eccesso ponderale in Italia., quindi una situazione sostanzialmente stabile nel’ultimo periodo.

Altri dati, per quanto più parziali e frammentari, fanno  ritenere che oggi la situazione sia anche  peggiore e che il problema riguardi circa il 50% delle persone, ovvero una su due.

Naturalmente sovrappeso e obesità non sono fenomeni omogenei e regolarmente distribuiti.

OKkio alla saluteInnanzitutto va specificato che in Italia sono obesi più gli uomini delle donne, e in misura maggiore gli abitanti del Sud rispetto a  quelli del Nord. Oltre un quarto della popolazione adulta, inoltre, non svolge alcun tipo di attività fisica; proprio questa miscela di  inattività fisica e sovrappeso, fenomeni che  si alimentano a vicenda (si ingrassa anche perché ci si muove poco ma ci si muove poco anche perché si è troppo grassi e ci si stanca), è alla radice di molte patologie. Per quanto riguardo i bambini italiani, stando all’indagine OKkio  alla Salute, svolta nel 2008 dall’Istituto Superiore di Sanità, un milione e centomila bambini italiani tra i 6 e gli 11 anni sono sovrappeso o obesi. Questa indagine sulle abitudini alimentari e sull’attività fisica dei bambini delle scuole primarie ha coinvolto 45.590 alunni in 18 regioni italiane. È risultato che il 12,3% dei bambini è obeso, mentre il 23,6% è in sovrappeso: più di 1 bambino su 3, quindi, ha un peso superiore a quello che dovrebbe avere per la sua età. Quasi 1 bambino su 2 abusa di TV e videogiochi, comportamento favorito dal fatto che la metà dei bambini dispone di un televisore in camera propria.

Come ho già detto, in testa alla classifica dell’obesità già dal 2000 vi sono le regioni meridionali che hanno il 46% della popolazione con un eccesso di peso. L’essere grassi – in sovrappeso oppure obesi –  nelle nostre società fondate sull’immagine viene considerato sempre più un problema soltanto “estetico”; non a caso abbondano i messaggi pubblicitari che fanno leva proprio su questo aspetto proponendo “farmaci” miracolosi, pomate e trattamenti ”snellenti” e altre simili fantastiche trovate che hanno solo il risultato di rendere più grave il problema per chi ne è afflitto.

Sarebbe utile, invece, guardare in faccia la realtà. E la realtà è che l’obesità rappresenta un importante fattore di rischio per la salute di un individuo. Un eccesso di peso, con conseguente accumulo di grasso corporeo, può comportare innanzitutto complicazioni cardiovascolari e  problemi  a carico dell’apparato muscolo-scheletrico; forte  è anche l’associazione fra obesità e diabete, malattie del fegato o colecisti, cancro, ipertensione. Esistono numerosi studi che indagano i nessi tra l’eccessiva assunzione di cibo, con conseguente sovrappeso e obesità, e l’aumento della mortalità.

Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità:

“l’effetto del sovrappeso sulla mortalità persiste durante l’intera durata della vita”.

imagesDati più recenti, come quelli forniti dall’Osservatorio Epidemiologico Cardiovascolare Italiano che ha svolto un’indagine su 4.908 uomini e 4.804 donne di età compresa fra 35 e 74 anni e pubblicata nel 2004, evidenziano come un uomo adulto su due e una donna su tre sono in sovrappeso, con una prevalenza dell’obesità del 18 per cento tra gli uomini e del 22 per cento tra le donne. Dati parziali, certamente, ma dai quali emerge che la situazione è peggiorata rispetto a quanto emergeva dai precedenti dati ISTAT. Preoccupano molto, soprattutto, le percentuali relative all’obesità addominale – quella più pericolosa- che interessa il 24 per cento degli uomini e il 37 per cento delle donne, con una prevalenza del 31,5 per cento nella popolazione generale.

Un fattore critico è rappresentato dalla scarsa attenzione degli operatori sanitari verso il problema. Solo la metà degli intervistati, infatti, riferisce di aver ricevuto il consiglio di seguire una dieta per perdere peso. In realtà, osserva l’Istituto Superiore di Sanità, il consiglio del medico di mettersi a dieta è fondamentale dato che incoraggia chi lo riceve a metterlo in pratica. Non a caso la quota di persone in eccesso ponderale che dichiara di seguire una dieta è tre volte maggiore tra le persone che hanno ricevuto il consiglio dal proprio medico.

D’altra parte, come ha avuto modo di dire Walter Ricciardi, commissario dell’Istituto superiore di Sanità:

“La lunghezza della vita di un uomo è inversamente proporzionale a quella della sua cintura”.

Sono del resto i dati a confermare che le persone obese vivono in media tra i 5 e i 10 anni in meno di chi mantiene un peso forma. E non si tratta solo di vivere meno, ma di una qualità della vita nettamente peggiore se si pensa che circa il 58% del diabete mellito, il 21% della malattie coronariche e quote comprese tra l’8 ed il 42% di alcune tipologie di cancro siano attribuibili alla sola obesità.

E i chili di troppo non si limitano a nuocere a chi li ha. Danneggiano tutta la società. L’obesità costa agli italiani 9 miliardi di euro l’anno. Tra spese a carico del Servizio Sanitario Nazionale e perdita di produttività o assenteismo, questa malattia pesa come un macigno sui conti pubblici.

Adottare uno stile alimentare come la dieta Zona Personalizzata con una alimentazione bilanciata, la giusta dose di attività fisica ed il rilassamento, permette di dimagrire se necessario e di mantenersi più a lungo sani e ricchi di energia.

Altre nostre pagine sull’Obesità e argomenti correlati:

Obesità. Aspetti fisici e psicologici.   Obesità. Di chi diffidare   Obesità. Cause individuali   Obesità. Cause sociali

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