La qualità dei cibi fa la differenza

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Dott. Gabriele Buracchi

Dott. Gabriele Buracchi

Dottore Nutrizionista, Biologo, Psicologo

Chi non ha mai sentito dire che il formaggio fa aumentare il colesterolo e fa ingrassare? Sicuramente tutti, e spesso  chi lo diceva (il medico, il nutrizionista) aveva ragione. Per non parlare delle uova! Se hai il colesterolo alto, o magari anche se ancora è normale, stai lontano dalle uova. Vade retro Satana!  Ma siamo sicuri che tutta la colpa sia delle galline o degli animali che ci danno il latte per fare il formaggio? E se fosse un problema di qualità dei cibi? In questa pagina spiego quali sono i grassi che fanno davvero male e perchè. In particolare tratto i seguenti argomenti:

  • Non tutti i grassi sono uguali.
  • Uno studio davvero importante.
  • Un rapporto Omega 6/3 bilanciato con latticini e uova, Possibile?
  • Dove sta la differenza?
  • Perché queste differenze nella composizione di certi alimenti?
  • La qualità fa la differenza.

 

La frutta secca contiene Omega 3
La frutta secca contiene Omega 3

Non tutti i grassi sono uguali.

Tutte le uova e tutti i formaggi sono – e sono sempre stati – così terribili? E, inoltre, siamo sicuri che tutti i grassi sono uguali e fanno tutti male? Premesso che i grassi che fanno male sono i grassi saturi – il grasso della carne per intendersi, ma anche i grassi vegetali di cocco e di palma oggi tanto di moda – mentre i grassi monoinsaturi fanno bene e ci servono – l’olio di oliva per capirsi – e quelli polinsaturi della serie Omega 3 sono assolutamente indispensabili – frutta secca, pesce, sempre per capirsi – dato che proteggono l’apparato cardiocircolatorio ed alzano le difese immunitarie, solo per dirne alcune,

Uno studio davvero importante.

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Ci aiuta a capire meglio un bello studio(1) del dr. Artemis Simopoulos, pubblicato sulla rivista “The Journal of Nutrition” nel 2001. Questo articolo, che si occupa in particolare dei rapporti tra alimentazione e cancro, nell’Abstract iniziale dice:

“Analyses of the dietary pattern of the diet of Crete shows a number of protective substances, such as selenium, glutathione, a balanced ratio of (n-6):(n-3) essential fatty acids (EFA), high amounts of fiber, antioxidants (especially resveratrol from wine and polyphenols from olive oil), vitamins E and C, some of which have been shown to be associated with lower risk of cancer, including cancer of the breast”

Il dr.  Simopoulos, ricercatore preso il “Centro per la genetica, la Nutrizione e la Salute” Washington, DC ci dice quindi che:

analizzando i costumi alimentari della dieta dei Cretesi, si ritrovano molte sostanze protettive  come il Selenio, il Glutatione, le fibre, vari tipi di antiossidanti  e vari tipi di vitamine, notoriamente associate con un minor rischio di cancro.

Ma queste cose le sapevamo già grazie al Seven Countries study di cui parliamo nelle precedenti pagine sulla dieta Mediterranea, studio che all’epoca si era interessato maggiormente ai disturbi cardiocircolatori ed alla loro minore incidenza nell’isola.

Un rapporto Omega 6/3 bilanciato con latticini e uova. Possibile?

Quello che troviamo di nuovo è l’affermazione che il rapporto tra gli acidi grassi essenziali Omega 6/Omega 3 è bilanciato. E’ questo che ci dovrebbe stupire dato l’abbondante consumo di latticini ed uova.

Rapporti Omega6/Omega3
Rapporti Omega6/Omega3  (da Simopoulos).

Dove sta la differenza?

Ed è proprio qui che sta la differenza. Sempre dallo stesso studio vediamo infatti  le diverse percentuali di grassi saturi (quelli dannosi alle salute) tra 2 comuni tipi di formaggi e 2 formaggi greci all’epoca dello studio.

Contenuto in grassi saturi di diversi formaggi (da Simopoulos)
Contenuto in grassi saturi di diversi formaggi (da Simopoulos)

Ed anche il rapporto completamente diverse tra Omega 6/Omega 3, nelle uova

Rapporto Omega 6/Omega 3£ nei rossi d'uova (da Simopoulos)
Rapporto Omega 6/Omega 3 nei rossi d’uova (da Simopoulos)

Il rapporto Omega 6/Omega 3, come appare dallo schema, nelle uova greche è di 1,3, mentre in quelle dei supermercati (probabilmente americani dato che Simopoulos, di chiare origini greche lavora negli Stati Uniti) è di 19,4! E non illudiamoci che le uova dei supermercati di casa nostra siano migliori. Questi semplici numeri, però, ci dicono che le uova cretesi sono addirittura in grado di diminuire il nostro rapporto Omega 6/Omega 3, un poco come mangiare il pesce, insomma.

 

Secondo i LARN, il giusto apporto Omega 6/Omega 3 dovrebbe essere di 4, anche se, stando alla Zona, sarebbe anche meglio che il rapporto fosse  compreso tra 1 e 3.rapporto-omega-tre-omega-sei

Perché queste differenze nella composizione di certi alimenti?

animali al pascolo
Animali al pascolo danno migliori rapporti Omega 6/Omega 3 di quelli allevati con mangimi

Il motivo fondamentale è perché gli animali non sono allevati in batterie e costretti a ingurgitare mangimi industriali, ma sono liberi al pascolo e sono liberi in uno stato prossimo a quello brado.

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Galline non di allevamento intensivo. La qualità dei cibi fa la differenza

Come gli animali vengono allevati è fondamentale per il loro benessere e di conseguenza per il nostro. Va quindi fatta attenzione non solo alla quantità ma anche alla qualità dei cibi, cercando quando possibile di acquistare carne, formaggi ed uova provenienti da animali allevati al pascolo libero.

La qualità fa la differenza.

Non sono, quindi, le uova od il formaggio in quanto tali il problema, ma il modo con cui si allevano e si trattano gli animali. L’allevamento naturale e l’alimentazione al pascolo, il trattamento “secondo natura” senza forzare gli animali con alimentazioni che servono solo ad aumentare la produttività ed il peso solo per motivi commerciali, porta grandi benefici, sia per gli animali che vivono in modo più sereno e naturale, sia per noi che mangiamo cibo sicuramente più sano oltre che più buono.

E’ quindi fondamentale cercare prodotti derivati da animali allevati al pascolo. Meglio pagare un po’ di più e comprare un po’ meno dato che ci guadagneremo molto in salute.

 

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Bibliografia:

1) Simopoulos A.,P.  J. Nutr. November 1, 2001 vol. 131 no. 11 3065S-3073S

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