Paleo Zona. Un punto di equilibrio.

By | 2017-08-10T08:08:42+00:00 8 maggio 2016|Dieta Zona|0 Comments

PALEO ZONA. Un punto di equilibrio.

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stone ageNaturalmente esistono critiche anche rispetto alla dieta Paleo. I vegetariani, ad esempio, la cui alimentazione ha principi di base diametralmente opposti a quelli della Paleo, sono molto critici nei confronti di questa dieta. In effetti la Paleo, eliminando l’uso dei legumi, porta ad un regime alimentare in cui le proteine sono solo quelle di origine animale, proprio nel momento in cui la comunità scientifica da diversi anni invita ad una riduzione del consumo di carne. Certo che non è necessario usare solo la carne per assumere proteine ma si potrebbe usare il pesce, sicuramente molto migliore.

Come spesso capita, è necessario trovare un punto di equilibrio. Riteniamo che chi fosse interessato alla dieta Paleolitica potrebbe rivolgersi alla nostra Paleo Zona, una ottimizzazione che prevede una assunzione più selettiva del cibo unendo i notevoli benefici forniti dall’alimentazione pro Zona attraverso una scelta di alimenti più vicini a quelli consumati dai nostri antenati e pertanto più indicati alla nostra genetica, dato che il nostro DNA è cambiato meno di 0.02% negli ultimi 40.000 anni).

Paleo ZonaSe, quindi, come abbiamo visto, l’uomo per la maggior parte della sua presenza sulla terra, in qualità di cacciatore-raccoglitore, si è nutrito principalmente di carne, pesce, verdura e frutta, con l’avvento della agricoltura-allevamento (10/11.000 anni fa), sono stati inseriti nella nostra alimentazione cerali, legumi e latticini, cibi fino ad allora misconosciuti all’organismo umano, che hanno causato e favorito l’insorgenza di malattie metaboliche croniche.

Forse anche peggio è avvenuto ancora più recentemente quando, con l’industrializzazione, nel XVII secolo, è iniziata la produzione e assunzione sempre più massiva di alimenti raffinati e profondamente trasformati per arrivare negli ultimi decenni al junk food, il cibo spazzatura, che hanno stravolto e peggiorato ulteriormente la qualità e quantità degli alimenti assunti.

Queste rapide variazioni in peggio della dieta sono considerate la causa principale della inarrestabile epidemia dell’obesità, delle malattie cardiovascolari, del diabete mellito, dei tumori, e di tante altre malattie infiammatorie croniche del mondo occidentale. Malattie che non colpivano il nostri antenati Paleolitici che erano invece sani, magri e con struttura fisica atletica.

Sintetizzando, la Paleo Zona evita i cereali e derivati, i legumi (le arachidi sono legumi).

Sono ovviamente da non usare lo zucchero raffinato e i dolcificanti così come sono da evitare tutte le bibite zuccherate, i succhi e le spremute nonché gli alcolici. Come fonti di carboidrati vanno usati frutta e vegetali non amidacei, preferendo quelli a basso carico glicemico. Queste fonti di carboidrati sono ricche di antiossidanti, fitochimici e fibre sono tra i più potenti alleati nella guerra contro le malattie cardiache, il cancro e l’osteoporosi.

Pesce Azzurro

Per quanto riguarda le proteine, non utilizzando i legumi, si ricorre a fonti magre come pesce (il più consigliato), carni bianche, tagli magri di carne rossa, albume d’uovo. Sono da evitare fonti proteiche come latte, yogurt, formaggi, soia e derivati. Non utilizzare il sale da cucina così come caramelle, chewingum e tutto il cibo spazzatura.

Come d’altra parte sappiamo dalla Zona, si consiglia di assumere almeno 2 litri di acqua al giorno e se si fa sport e si suda, anche 3 litri. La Paleo Zona è adatta a tutti, sportivi in testa, ci sono comunque alcune situazioni e patologie che traggono particolari benefici e notevole aiuto dall’applicazione di questa dieta zona più restrittiva: sindrome metabolica, diabete di tipo 2, malattie cardiovascolari, ipertensione, calcolosi renale, asma, osteoporosi, malattie autoimmuni (morbo Celiaco, dermatite erpetiforme, artrite reumatoide, sclerosi multipla, ecc.). La Paleo Zona è indicata nei periodi di “stallo” nella riduzione del grasso corporeo, per imprimere a questa una accelerazione.

Generalmente è consigliato seguire la Paleo Zona per brevi periodi, dai 15 ai 30 giorni dato che è uno stile alimentare più “difficile” a causa della minore scelta di alimenti. Passato questo periodo, consigliamo di ritornare alla dieta Zona “classica”.

Possiamo quindi considerare la Paleo Zona come un tipo di alimentazione da utilizzare in casi di emergenza o di particolari necessità psico-fisiche, quali ad esempio nell’ottimizzazione della performance.

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Dottore Nutrizionista Laureato in Biologia nel 1976 ed in Psicologia nel 2001. Con oltre 30 anni di professione negli ambulatori, dal 2000 è Docente Universitario presso i Poli Universitari di Firenze, Parma, Pisa, Modena e Reggio Emilia e chiamato come relatore ad eventi e corsi di formazione ospitati numerosi istituti privati o statali come UNICEF, CEFORCOOP, ASL2, ASL10. Sempre dal 2000 segue più di 15 corsi di aggiornamento per affinare le proprie competenze e tutt’oggi è consulente scientifico per “FIDIA ELETTROMEDICALI srl” nell’ambito della produzione e sperimentazione di apparecchiature E.A.V. per test di intolleranze alimentari.

Autore di 25 Libri e contributi editoriali sempre nell’ambito della Nutrizione e dei disturbi del comportamento alimentare. Autore inoltre di 7+ pubblicazioni scientifiche sul web.

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