Le conseguenze fisiche dell’Anoressia 29 ottobre 2015 – Posted in: Cibo e Psiche, Disturbi della Nutrizione – Tags: , , , ,

Gli esiti dell'Anoressia nel tempo

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Anoressia. Le conseguenze

Come si può vedere dal grafico, superato il periodo dell’adolescenza, solamente il 64 % delle anoressiche ritorneranno ad un peso normale, mentre circa il 30 % complessivamente continueranno, in varia misura, ad avere problemi con il cibo.

Il 4% (secondo altre fonti anche il 10%) moriranno, mentre in una piccola ma significativa percentuale finiranno con il divenire obese.


Perdita di peso percentuale dei vari organi nella denutrizione

  1. fegato 8%
  2. rene 10-15%
  3. milza 15%
  4. cuore 15-20%
  5. encefalo  invariato o ridotto * (vedi grafico )anoressia
  6. surrene 15-20%
  7. tiroide invariato
  8. ipofisi blando incremento

Quadro internistico nell’Anoressia Nervosa a carico del Sistema Nervoso Centrale

  1. Alterazioni aspecifiche E.E.G
  2. Atrofia cerebrale
  3. Dilatazione dei ventricoli
  4. Ipermetabolismo del glucosio a livello del nucleo caudato (PET)
Modificazioni morfologiche dell'Encefalo in 2 Disturbi dell'Alimentazione e della Nutrizione

* Modificazioni morfologiche dell’Encefalo in due Disturbi dell’Alimentazione e della Nutrizione

 

Nell'Anoressia si ha sviluppo di lanugo negli arti

Nell’Anoressia si ha sviluppo di lanugo negli arti

Nell’Anoressia si ha sviluppo di lanugo negli arti, anche se una conseguenza sicuramente più grave, dovuta al vomito autoindotto, comportamento che è presente sia nell’Anoressia che nella Bulimia (le varianti con comportamenti di eliminazione) sono anche i danni allo smalto dentario con distruzione completa dei denti stessi e le escoriazioni sul dorso della mano o segno di Russel.

Alcune coneguenze del vomito autoindotto. Distruzione dello smalto dentario e segno di Russel sulla mano

Alcune conseguenze del vomito autoindotto. Distruzione dello smalto dentario e segno di Russel sulla mano

 

Concludendo possiamo dire che l’Anoressia è un grave disturbo psicologico che insorge, prevalentemente nel sesso femminile, tra i 10 ed i 30 anni, con una media di 17. Deve essere considerato grave perché, come risulta dal grafico sull’evoluzione dell’Anoressia, una percentuale del 4% delle anoressiche muore (secondo alcuni studi la percentuale sarebbe anche maggiore), mentre una percentuale molto maggiore rimane tutta la vita a combattere con il proprio peso e, quindi, in un perenne conflitto, con danni alla salute più o meno gravi.

Devono essere seriamente presi in considerazione i rischi derivanti da comportamenti autolesivi e il rischio di suicidio. Proprio per questi motivi anche i primi sintomi dell’Anoressia, a volte scambiabili per preoccupazioni puramente estetiche, non possono essere sottovalutati, ricorrendo all’opera di uno specialista.

E’ purtroppo importante notare come l’azione dei mass media con la continua esaltazione di modelli estetici irrealistici e patologici (basta guardare in televisione una sfilata di moda), proponga continuamente come desiderabile una immagine della donna assolutamente lontana dalla realtà. E’ certamente compito della famiglia aiutare a sviluppare nelle giovani adolescenti una visione critica di questi modelli.

Oltre all’Anoressia femminile, più frequente, esiste una Anoressia maschile (circa il 10% dei casi) L’asse ipotalamo-ipofisi-gonadi è parimenti compromesso e, invece dell’amenorrea, è presente  una ridotta secrezione di androgeni. I ridotti tassi plasmatici di testosterone, unitamente alla compromissione del quadro psicologico, conducono spesso ad impotenza.

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Per approfondire: 1) Anoressia, Bulimia, Binge etc. Cosa fare?

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