La Dieta Paleolitica o Paleodieta

La Dieta Paleolitica o Paleodieta. Cosa è.

Vari sono gli studiosi che si sono occupati della cosiddetta Dieta Paleolitica o Paleodieta o dieta dell’uomo delle caverne.

Non si tratta di una stranezza o di una bizzarria scientifica ma, anzi, di una tappa importante nell’evoluzione delle conoscenze scientifiche nel campo della nutrizione umana. Siamo, come tutti gli animali e le piante, niente altro che il frutto dell’Evoluzione e quindi anche il nostro apparato digerente e tutte le nostre funzioni fisiologiche si sono evolute in rapporto alle risorse concretamente disponibili.

Molti alimenti, forse quelli che oggi maggiormente consumiamo come le graminacee coltivate ed i latticini, non erano semplicemente disponibili prima dell’avvento dell’agricoltura e dell’allevamento del bestiame.

Ma questi due fenomeni sono estremamente recenti nella storia umana dato che risalgono a circa 10/12.000 anni fa mentre è noto come le modifiche nel genoma umano da 40.000 anni a questa parte non siano superiori allo 0,02%.

I fautori della Paleodieta come Loren Cordain, forse il più noto studioso delle abitudini alimentari della preistoria che insegna presso il dipartimento di “Health and Exercise Science” (Salute e Scienze Motorie) presso l’Università del Colorado, negli USA, riconduce l’essenza della Paleodieta ai tempi remoti, dove gli uomini si nutrivano nel modo più adatto per far funzionare al meglio l’organismo, assumendo gli alimenti così come erano presenti in natura, e reperiti attraverso la raccolta, la caccia o la pesca.

grano

La nostra specie si è evoluta in assenza di graminacee coltivate

uomo cacciatore . La dieta paleolitica era ben diversa dalla nostra

La dieta Paleolitica era ben diversa dall’alimentazione attuale.

Di conseguenza gli elementi fondamentali della dieta attuale, come cereali, latticini, zuccheri raffinati, carni grasse e altri cibi, quasi sempre raffinati, trattati e salati, sono alimenti sbagliati per la macchina metabolica dell’uomo, fanno ingrassare e sono causa di malattie e cattive condizioni di salute.

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Gli uomini del Paleolitico si nutrivano soprattutto di animali magri, essendo selvatici e non allevati, e l’assunzione di proteine era molto elevata, in rapporto a quella odierna. I carboidrati, ricavati da frutta e verdure selvatiche, escludendo quindi i cereali, erano presenti in maniera molto inferiore, e la quantità di fibre era molto più elevata.

Secondo Cordain, l’apporto calorico nella dieta dell’uomo delle caverne era costituito da carboidrati per il 20-40%, da proteine per il 20-35%, e da grassi per il 28-45%.

A ben vedere si tratta di percentuali compatibili con i rapporti 40/30/30 propri della Dieta Zona personalizzata.

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Da notare in particolare come i carboidrati della dieta Paleolitica fossero molto diversi da quelli amidacei (pane, pasta, riso etc.) usati oggi, ma provenissero essenzialmente da frutta e verdura. Proprio questi ultimi al contrario di quelli provenienti dagli amidacei, avrebbero un effetto alcalinizzante nel corpo, riducendo le perdite di calcio. La loro presenza nella dieta Paleolitica compensa l’effetto acidificante del consumo di carne, pesce e frutti di mare. Molto importante anche la presenza di fibre.

La nostra è l'unica specie di mammiferi che consuma latte e latticini passato lo svezzamento

La nostra è l’unica specie di mammiferi che consuma latte e latticini passato lo svezzamento

I grassi erano “sani”, ossia monoinsaturi, polinsaturi e Omega 3, dato che erano esclusi in gran parte i dannosi grassi saturi, prevalenti nelle diete moderne. Ovviamente non esistevano i grassi idrogenati, tipici di merendine e fast food, i peggiori. Lo zucchero raffinato da tavola, il saccarosio, era sconosciuto e solo saltuariamente si poteva trovare del miele, prodotto naturale e non raffinato. Nella Paleodieta, inoltre, non si mangiavano latticini, in quanto l’allevamento non era una prassi sviluppata, e non si salavano i cibi.

Questa dieta viene accusata di essere iperproteica anche se essa, in realtà, non limita i carboidrati ma semplicemente prevede solo di consumare carboidrati ingerendo frutta e verdura, che sono a basso indice glicemico e non cereali e loro derivati.

Un’altra critica che le viene mossa riguarda la mancanza di calcio, data l’esclusione dei latticini. C’è da ricordare in proposito come i latticini, benché ricchi di calcio, siano molto acidificanti e dunque rendano difficoltosa l’assimilazione di questo minerale oltre ad alterare l’equilibrio calcio/magnesio. Al contrario, una dieta ricca di verdura e frutta e dunque alcalinizzante come la Paleodieta avrebbe effetto protettivo nei confronti dell’osteoporosi.

La Paleodieta, ovviamente, incoraggia le persone a condurre regolarmente uno stile di vita attivo. I nostri antenati, infatti, dovendo procacciarsi cibo, acqua e riparo, avevano una vita molto attiva.

Anche qui le somiglianze con la Dieta Zona e la Dieta Mediterranea sono molte e interessanti.

Se una critica può essere fatta alla dieta Paleolitica è che non appare molto semplice, oggi, procurarsi alimenti naturali e selvatici come quelli che mangiavano i nostri antenati. Certo è che potremmo, almeno in parte, provarci eliminando il più possibile i prodotti industriali e confezionati.

 

televisionePer saperne di più su alcuni studi in proposito: Henry P. Schwarcza P.,H.(1991).Some theoretical aspects of isotope paleodiet studies.Journal of Archaeological Science.Volume 18, Issue 3, May, Pages 261–275

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By | 2017-08-10T08:12:59+00:00 settembre 24th, 2015|Dieta Zona, Dieta Zona personalizzata|Commenti disabilitati su La Dieta Paleolitica o Paleodieta

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