Fame e sazietà

Fame e Sazietà. Ovvero, perché si ha fame e perché ci si sazia?

 

fame e sazietàNel nostro cervello, precisamente nel Diencefalo, ci sono i centri che regolano fame e sazietà. Questi centri ricevono informazioni di vario tipo dato che i fattori in gioco sono molti (individuali, sociali, culturali, metabolici etc)  e, quindi,  ci sono differenze sensibili fra un individuo e l’altro per quello che riguarda la percezione di queste informazioni. Sono anche molto importanti fattori psicologici come l’ansia, la noia, la depressione, vedere un cibo che ci piace, essere da soli od in compagnia…

Esistono, solo per fare un esempio:

  • la sazietà buccale: dipende da quanto si mastica e quanto si deglutisce. (Frutta, verdura, prodotti integrali consentono di masticare e deglutire molto di più a parità di apporto nutritivo)

  • la sazietà gastrica: dipende dalla ripienezza dello stomaco (pressione endogastrica) e dal tempo di permanenza degli alimenti nello stomaco. (ad esempio, 10g di pane raffinato occupano sicuramente meno spazio di 640g di zucchine, ma entrambi costituiscono 1 blocchetto di Carboidrati)

Ci sono vari ormoni che hanno effetti sui centri della fame e della sazietà. La CCK (colecistochinina), per esempio, facilita la sazietà. La sua produzione dipende dalla assunzione di Proteine: le diverse Proteine determinano la produzione di una quantità differente di CCK (quelle della Soia hanno il massimo effetto, quelle del latte il minimo). Un’importanza notevole è rappresentata dalla Glicemia, cioè dal tasso di Glucosio nel sangue. La fame aumenta se:

Per questo motivo i cibi che che fanno salire la Glicemia e poi danno Ipoglicemia reattiva per l’intervento dell’Insulina, aumentano l’appetito molto più di quelli che, a parità di apporto energetico, fanno salire e quindi scendere la Glicemia più lentamente.

grafico per fame sazietà

In pratica, approssimando molto le cose, si può dire che:

  • le Proteine tendono a ridurre l’appetito, pur con differenze fra una proteina e l’altra.

  • i Carboidrati, in particolare quelli ad alto Indice Glicemico, tendono ad aumentare l’appetito.

E’ per questo motivo che in tante diete dimagranti sono proposte molte proteine, anche se questo non è corretto per altri motivi.

Da non dimenticare che se si rimane per tante ore senza assumere nulla, quando poi si mangia facilmente si assumono troppe calorie, mangiando quindi in maniera eccessiva e facendo innalzare la Glicemia. Questo avviene spesso a chi lavora fuori casa e salta il pranzo o mangia molto poco e poi fa una cena con troppe calorie.

Da questo discende l’affermazione di Barry Sears che:

E’ meglio mangiare quando non si ha fame!

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Radicali Liberi, Fame, Obesità.

 

thinkerUn interessante approfondimento scientifico sull’importanza dei segnali legati all’alimentazione nel desiderio di mangiare cioccolata e nelle sensazioni di Fame e Sazietà. 

Lambert K.G.,et al.(1991).Food-related stimuli increase desire to eat in hungry and satiated human subjectsCurrent Psychology.December.Vol.10, Issue 4, pp 297-303

E sui centri nervosi di Fame e Sazietà.

Holsen L.M.,et a. (2012).Importance of reward and prefrontal circuitry in hunger and satiety: Prader–Willi syndrome vs simple obesity.International Journal of Obesity 36, 638–647; doi:10.1038/ijo.2011.204

Dottore Nutrizionista Laureato in Biologia nel 1976 ed in Psicologia nel 2001. Con oltre 30 anni di professione negli ambulatori, dal 2000 è Docente Universitario presso i Poli Universitari di Firenze, Parma, Pisa, Modena e Reggio Emilia e chiamato come relatore ad eventi e corsi di formazione ospitati numerosi istituti privati o statali come UNICEF, CEFORCOOP, ASL2, ASL10. Sempre dal 2000 segue più di 15 corsi di aggiornamento per affinare le proprie competenze e tutt’oggi è consulente scientifico per “FIDIA ELETTROMEDICALI srl” nell’ambito della produzione e sperimentazione di apparecchiature E.A.V. per test di intolleranze alimentari.

Autore di 25 Libri e contributi editoriali sempre nell’ambito della Nutrizione e dei disturbi del comportamento alimentare. Autore inoltre di 7+ pubblicazioni scientifiche sul web.

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