Depressione Invernale. Cosa fare?

By | 2017-07-11T03:41:06+00:00 30 marzo 2016|Cibo e Psiche|0 Comments

Depressione Invernale. Combatterla con metodi naturali

Depressione InvernaleNon sono frequentissimi ma comunque esistono e quindi è bene conoscerli. Non hanno, infatti, solo un valore di tipo psicologico ma possono incidere direttamente sull’appetito, facendo aumentare in particolare la fame di Carboidrati, quindi pane, pasta e dolci e facendo quindi ingrassare.

Stiamo parlando dei Disturbi Affettivi Stagionali o SAD (Seasonal Affective Disorders).

Il tipo più noto è la Depressione Invernale, disturbo che colpisce periodicamente, con l’arrivo della brutta stagione e l’accorciarsi delle giornate, il 2-3 per cento della popolazione adulta europea con punte maggiori nei Paesi Scandinavi e quattro volte più le donne che gli uomini.

Depressione InvernaleI sintomi sono una sonnolenza eccessiva che persiste almeno per un mese, abbassamento del tono dell’umore, aumento dell’appetito in particolar modo di Carboidrati, con conseguente aumento di peso, perdita di piacere, rallentamento psicomotorio, scarsa concentrazione, calo della libido, eccessivi sensi di colpa, pensieri di morte.

Anche se chi ne soffre nella stagione primaverile gode di benessere, secondo gli studiosi la depressione invernale sarebbe comunque più frequente nei soggetti già predisposti ad alterazioni depressive del tono dell’umore.

Quali sono le cause della Depressione Invernale e quali le terapie possibili?

In base alle conoscenze attuali l’origine sarebbe da ricercare in un’alterazione dell’orologio interno, a sua volta regolato dal ritmo luce-buio. Si tratta del ritmo Circadiano dell’organismo, registrato comunemente dal Fotoperiodo, cioè dalle durate delle luce e del buio. Quest’anomalia provocherebbe una alterazione nella secrezione di alcuni ormoni e neurotrasmettitori coinvolti nel tono dell’umore, rimandandoci alla nostra profonda natura animale

Depressione Invernale

                            Lampada per Fototerapia

Chi è affetto da questo disturbo, con l’accorciarsi delle giornate, si avvicinerebbe, per intenderci, a  una sorta di letargo. Proprio per questo, non da ora, anche se in Italia è difficile sentirne parlare, si rivelerebbe utile la Fototerapia, cioè una terapia basata sulla luce di tipo solare emessa da particolari tubi al neon.

Stando alla Associazione dei medici di famiglia americani, 10-15 minuti al giorno di esposizione alla luce intensa di questo tipo (10.000 lux) che diventano gradualmente 30-40 minuti, risolverebbero oltre il 70 per cento dei casi di “winter blues”, come è chiamato in lingua inglese, cioè di Depressione Invernale. La depressione per così dire “classica”, invece, non trae benefici dalla “light terapy”.

Oltre all’uso di queste lampade non dobbiamo dimenticare altre precauzioni utili a chi soffre di questo disturbo. È importante trascorrere più tempo possibile all’aperto, specie nelle ore centrali del giorno quando, pur se non c’è il sole, la luce naturale diffusa può favorire la corretta produzione degli ormoni che influiscono sul tono dell’umore. L’ideale sarebbe fare una passeggiata dopo pranzo.

Depressione InvernaleDa un punto di vista nutrizionale ci si deve assicurare ogni giorno una buona dose di Omega-3, il che significa pesce, in particolare il pesce azzurro, ricco appunto di acidi grassi in grado di nutrire le cellule nervose, ma anche frutta secca come le ottime mandorle. Se non si consumano a sufficienza questi alimenti pensiamo ad usare un integratore, considerando che ne esistono anche per chi non vuole consumare olio di pesce, adatti quindi anche ai Vegani.

Da evitare invece i dolci e i cibi ricchi di zuccheri che costringono il pancreas ad un superlavoro per riportare la glicemia a livelli normali. L’eccesso di Insulina a sua volta, determina un calo glicemico che peggiora il tono dell’umore.

Si può usare il cioccolato fondente, il migliore è quello senza zucchero, che, consumato con moderazione, favorisce un buon apporto di Triptofano, precursore della Serotonina, neurotrasmettitore implicato nella depressione. Senza esagerare, quindi, via libera ad un paio di quadretti di cioccolata al giorno.

Utile assumere una buona dose di Magnesio in grado di contrastare stati di ansia e iperemotività. Questo significa usare cibi che ne sono ricchi come frutta secca, banane, cereali integrali, semi oleosi ed il già citato cioccolato.

Può anche essere utile un fitoterapico come la Griffonia simplicifolia, il cui estratto secco dei semi maturi è un integratore alimentare utilizzato in erboristeria ed in fitoterapia per le sue proprietà di regolatore dell’umore, del sonno e dell’appetito. Le proprietà sono dovute al 5-HTP, aminoacido derivato dal triptofano e precursore biochimico della sintesi della serotonina da parte del nostro organismo.

Depressione Invernale

   Fiore di Iperico

Molto utile è anche l’Iperico (Hypericum perforatum), un antidepressivo naturale senza effetti collaterali che  può essere un valido supporto non solo per modulare il tono dell’umore ma anche per contrastare stati di ansia, malinconia e inquietudine nervosa.

Anche nel caso della Depressione Invernale, oltre all’uso delle lampade ed a quello dei giusti integratori, si tratta quindi di utilizzare la dieta Zona con il suo basso Carico Glicemico, scegliendo gli alimenti più adatti alla nostra situazione.

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Dottore Nutrizionista Laureato in Biologia nel 1976 ed in Psicologia nel 2001. Con oltre 30 anni di professione negli ambulatori, dal 2000 è Docente Universitario presso i Poli Universitari di Firenze, Parma, Pisa, Modena e Reggio Emilia e chiamato come relatore ad eventi e corsi di formazione ospitati numerosi istituti privati o statali come UNICEF, CEFORCOOP, ASL2, ASL10. Sempre dal 2000 segue più di 15 corsi di aggiornamento per affinare le proprie competenze e tutt’oggi è consulente scientifico per “FIDIA ELETTROMEDICALI srl” nell’ambito della produzione e sperimentazione di apparecchiature E.A.V. per test di intolleranze alimentari.

Autore di 25 Libri e contributi editoriali sempre nell’ambito della Nutrizione e dei disturbi del comportamento alimentare. Autore inoltre di 7+ pubblicazioni scientifiche sul web.

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