Cozze .Cibi per la Zona Mediterranea

By | 2017-07-09T03:44:58+00:00 1 aprile 2016|Cibi per la Zona Mediterranea|0 Comments

Cozze. Fonte di Ferro

Le Cozze (o mitili) sono Molluschi bivalvi della famiglia delle Mytilidae ed al genere Mytilus che comprende due specie abbastanza simili:  Mytilus galloprovincialis, autoctona del Mar Mediterraneo e Mytilus edulis, tipica dell’Oceano Atlantico. Si tratta quindi di un alimento tipicamente Mediterraneo e consumato da sempre.

cozzeIl mollusco è protetto da due conchiglie ovali, allungate, triangolari e ricurve in prossimità dell’apice. Esternamente, le Cozze sono nere tendenti al viola scuro e con riflessi marroni e presentano dei sottili cerchi di accrescimento, anche se la colorazione, come altri aspetti morfologici, varia da zona a zona.

La faccia interna delle valve è azzurrognola e brillante, più o meno madre-perlata. Le due valve  delle sono tenute assieme da una cerniera dentellata che si trova all’estremità più sottile.

Il colore del mollusco varia dall’arancione quasi rosso (nelle femmine sessualmente mature) al giallo (nei maschi sessualmente maturi) con i bordi delle lamelle branchiali di un nero intenso e sfumature chiare e brune sugli organi digestivi. Le lamelle branchiali delle cozze sono essenziali per trattenere l’ossigeno e captare il cibo.

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I filamenti di Bisso con lui le Cozze si attaccano ai substrati

A differenza delle vongole o delle capesante, le Cozze non vivono sotto la sabbia e non si spostano dato che vivono fissate su rocce o scogli o comunque su strutture solide, vincolate per mezzo di un intreccio di fibre molto resistenti dette Bisso.

Le Cozze raggiungono i 10 cm di lunghezza e i 4 di larghezza, vivono alcuni anni e si riproducono incessantemente secernendo uova e sperma in acqua libera che, dopo la fecondazione, danno luogo a larve che si attaccheranno a strutture per mezzo del Bisso.

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                   Allevamento di Cozze

Le Cozze si nutrono sia di particelle organiche in sospensione, sia di plancton. Se trovano il substrato adatto dove installarsi sono quindi abbondanti in prossimità di sbocchi di fiumi  ma sono comunque ubiquitarie e vengono anche attivamente coltivate in tutte le zone del mar Mediterraneo.

Attenzione, le Cozze sono dei filtratori. questo significa che possono avere contenuti batterici e virali estremamente pericolosi se non vengono cotte.

Si sconsiglia ASSOLUTAMENTE di consumarle se non sono ben cotte.

L’apporto in acidi grassi è moderato e il profilo lipidico risulta positivo poiché equamente ripartito tra grassi saturi, monoinsaturi e polinsaturi; sono anche presenti moderate concentrazioni di carboidrati, costituite prevalentemente dal glicogeno dell’animale.

CozzeDal punto di vista della Zona, le Cozze rientrano tra le migliori scelte proteiche: 1 blocchetto o miniblocco di Cozze è composto da 60g, di parte edibile, naturalmente.

Non mancano i sali minerali, uno dei quali è presente in quantità eccessive: il sodio. Questo macro-elemento rende le cozze (soprattutto preparate “in guazzetto” – lavorazione che preserva il contenuto idrico del mollusco ancora chiuso) un prodotto da consumare con moderazione, in particolare nei pazienti con alterazioni metaboliche quali pre-ipertensione o ipertensione conclamata. Non mancano il potassio e il fosforo ma ciò che caratterizza la carne delle cozze è soprattutto l‘elevato apporto in ferro biodisponibile.

Dal punto di vista vitaminico, le cozze contengono buone quantità di tiamina (vitamina B1) e niacina (vitamina PP), ma si evidenziano anche moderate concentrazioni di vitamina A.

Vuoi un piatto di Pasta

alle Cozze in Zona? Ecco la ricetta:

Dottore Nutrizionista Laureato in Biologia nel 1976 ed in Psicologia nel 2001. Con oltre 30 anni di professione negli ambulatori, dal 2000 è Docente Universitario presso i Poli Universitari di Firenze, Parma, Pisa, Modena e Reggio Emilia e chiamato come relatore ad eventi e corsi di formazione ospitati numerosi istituti privati o statali come UNICEF, CEFORCOOP, ASL2, ASL10. Sempre dal 2000 segue più di 15 corsi di aggiornamento per affinare le proprie competenze e tutt’oggi è consulente scientifico per “FIDIA ELETTROMEDICALI srl” nell’ambito della produzione e sperimentazione di apparecchiature E.A.V. per test di intolleranze alimentari.

Autore di 25 Libri e contributi editoriali sempre nell’ambito della Nutrizione e dei disturbi del comportamento alimentare. Autore inoltre di 7+ pubblicazioni scientifiche sul web.

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