Ansia. Che fare?

By | 2017-07-11T03:21:03+00:00 23 novembre 2016|Cibo e Psiche|0 Comments

Ansia. Che fare?

 

Ansia. Che fare?Stando a dati forniti dall’ European Study on the Epidemiology of Mental Disorders  (ESEMeD), uno studio scientifico sui disturbi mentali in Italia, i Disturbi d’ansia in generale,  hanno tassi di prevalenza a 12 mesi che riguardano circa il 5% della popolazione italiana.

I disturbi d’ansia vengono trattati mediante svariati approcci terapeutici.

La Psicoanalisi.

Il trattamento ad orientamento psicoanalitico cerca di far emergere il rimosso, in modo tale che i conflitti infantili possano essere risolti. In base a questa impostazione si scoraggiano i tentativi di alleviare direttamente i problemi manifestati dal paziente.

La Terapia Comportamentale.

Nella terapia ad orientamento comportamentale, invece,  si tende ad incoraggiare l’esposizione del paziente a ciò che suscita ansia e timore. Per ottenere questo, viene impiegata una vasta gamma di procedure, come la desensibilizzazione sistematica.

Ansia. Che fare?

                                     Ansia. Che fare?

Nel caso di una persona fobica, ad esempio, questa desensibilizzazione si ottiene facendo immaginare alla persona situazioni per lei sempre più ansiogene, dopo averla portata in una situazione di profondo rilassamento grazie a tecniche apposite.

Altra tecnica è l’imitazione di modelli (modeling). Impedire a una persona che soffre di disturbo ossessivo-compulsivo di mettere in atto i propri rituali, è una tecnica terapeutica utile, anche se inizialmente assai ardua per il paziente. 

Le tecniche di rilassamento e il Bio feedback.

Esistono numerose tecniche di rilassamento efficaci a ridurre l’ansia. È interessante notare come il rilassamento sia uno dei tre pilasti della dieta Zona, assieme all’alimentazione ed all’attività fisica.

Rilassamento, Meditazione e ZonaAlcune sono di origine occidentale come il Training Autogeno o il Rilassamento Progressivo secondo Jacobson, altre di origine orientale come lo Yoga o il Qi-gong o la Mindfulness.

Anche alcune tecniche come lo Shiatsu o il Massaggio Craniosacrale, possono essere un forte supporto al fine di sbloccare le tensioni muscolo emotive di origine ansiosa. Il Biofeedback (o retroazione biologica) è un processo di apprendimento grazie al quale le persone apprendono a migliorare la loro salute e le loro prestazioni osservando, attraverso apparecchiature elettroniche, i segnali generati dal loro proprio corpo.

E’ un metodo, scientificamente convalidato dagli studi e dalla pratica clinica, molto efficace per controllare lo stress, ridurre il livello di ansia, realizzare un vero rilassamento. La tecnica del feedback usa l’elettronica per rilevare ed amplificare processi fisiologici interni troppo fievoli per averne coscienza normalmente. Le tecniche di rilassamento come il Training autogeno sono usate per modificare i parametri fisiologici visualizzati mediante il Biofeedback.

Anche se…..

Forse oggi i trattamenti più diffusi sono in realtà i farmaci ansiolitici, prescritti dai medici. Queste sostanze sono però soggette ad abuso e la loro assunzione prolungata può avere effetti collaterali negativi e non ancora perfettamente conosciuti.

Ansia. Che fare?

   Ansia. Che fare? Le pillole non sono la soluzione

Un altro grave problema sta nel disabituare una persona ad assumere un farmaco che ne riduce l’ansia; molte persone, infatti, diventano fisicamente dipendenti da questi farmaci. Si tratta d’altra parte di droghe.

Logicamente quando se ne interrompe l’assunzione, i miglioramenti ottenuti grazie al loro uso di solito vengono meno. Gli ansiolitici, quindi, possono aiutare temporaneamente la persona fortemente ansiosa, anche se l’unico rimedio duraturo pare essere una qualche forma di trattamento psicologico.

Per guarire realmente e non solo in apparenza, come avviene con l’uso degli ansiolitici, è infatti essenziale una modifica dei processi cognitivi delle persone per ottenere una modifica delle emozioni e del comportamento di lungo periodo.

Appare fondamentale anche un aumento della autoefficacia, ossia della convinzione della persona di essere capace di raggiungere le mete desiderate.

Logicamente le terapie assumono andamenti e procedure diversi a secondo della specificità del disturbo d’ansia. Spesso è di estrema utilità associare alla terapia, l’apprendimento di tecniche di rilassamento come il Training Autogeno o la Mindfulness, che aiutano la persona a controllare ed a prevenire molte manifestazioni dell’ansia e del panico.

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Dottore Nutrizionista Laureato in Biologia nel 1976 ed in Psicologia nel 2001. Con oltre 30 anni di professione negli ambulatori, dal 2000 è Docente Universitario presso i Poli Universitari di Firenze, Parma, Pisa, Modena e Reggio Emilia e chiamato come relatore ad eventi e corsi di formazione ospitati numerosi istituti privati o statali come UNICEF, CEFORCOOP, ASL2, ASL10. Sempre dal 2000 segue più di 15 corsi di aggiornamento per affinare le proprie competenze e tutt’oggi è consulente scientifico per “FIDIA ELETTROMEDICALI srl” nell’ambito della produzione e sperimentazione di apparecchiature E.A.V. per test di intolleranze alimentari.

Autore di 25 Libri e contributi editoriali sempre nell’ambito della Nutrizione e dei disturbi del comportamento alimentare. Autore inoltre di 7+ pubblicazioni scientifiche sul web.

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